giovedì 3 giugno 2010

IL VATICANO E LA CHIESA CATTOLICA APPROVARONO IL FILM SUPERBLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR DALL'INIZIO

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

IL VATICANO E LA CHIESA CATTOLICA APPROVARONO IL FILM SUPERBLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR DALL'INIZIO

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Ecco un articolo della rivista JESUS dei Paolini del 3 giugno 2010:


CULTURA - CARL ANDERSON
San Giuda Superstar
di Enzo Romeo


Fu l’indimenticabile co-protagonista di Jesus Christ Superstar. Carl Anderson, afroamericano della Virginia, era Giuda. Che con Ted Neeley-Gesù stabilì sul set una profonda amicizia, durata fino alla sua morte, avvenuta nel 2004 a causa di una leucemia.


Gesù e Giuda amici per sempre. Anche dopo il tradimento e la crocifissione. Non è un vangelo apocrifo, è la storia vera di due uomini, due cantanti e attori. Ted Neeley, ovvero Gesù, un bianco texano; e Carl Anderson, ossia Giuda, afroamericano della Virginia. Magnifici protagonisti di Jesus Christ Superstar, il film diretto nel 1972 da Norman Jewison e tratto dall’opera rock di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber.

Carl se n’è andato nel febbraio 2004. I medici gli diagnosticarono una leucemia mentre era in tournée nei teatri americani con l’ennesima versione di Superstar. Ted stenta ancora a farsene una ragione, sente di aver perso un fratello. Quando lo ricorda non riesce a trattenere le lacrime: «Mi manchi, Carl», sussurra guardando nel vuoto. Poi racconta l’ultima volta che lo vide nei panni di Giuda: «Accadde in luglio, sette mesi prima della sua morte, a Filadelfia. Carl fu magnifico, vibrante come non mai. S’era ancora migliorato. Ormai era entrato completamente dentro il personaggio, ne aveva compreso a pieno il tormento». Ai suoi funerali Ted cantò I Only Want To Say, il brano del Getsemani. «Ho provato la stessa emozione di quando lo cantai nel film», dice mentre si asciuga gli occhi umidi.


Carl Anderson in una scena di Jesus Christ Superstar.

Jesus Christ Superstar cambiò la loro vita radicalmente. Ted aveva 28 anni, Carl 26. Frequentavano i templi del musical. Ted, in realtà, aveva fatto il primo provino per il ruolo di Giuda nella versione teatrale di Superstar, ma lo scritturarono nel coro, finché a Los Angeles non si resero conto che era la persona ideale per interpretare Gesù. Carl era il sostituto di Ben Vereen, attore e ballerino di colore ben più famoso di lui, chiamato al ruolo di Giuda nel Superstar di Broadway. Ma Ben si ammalò e così toccò a Carl andare in scena.

Jewison li convocò a Londra. Voleva vederli insieme prima di scritturarli. Fecero il viaggio in aereo uno accanto all’altro preparandosi mentalmente all’incontro decisivo col regista. Per Carl c’era un problema in più, era un ragazzo di colore. Che avrebbe detto la gente? Un Giuda nero sarebbe apparsa una provocazione? Norman Jewison ricorda: «Ero molto preoccupato per il ruolo di Carl e lo era anche lui. Non volevamo che il film fosse criticato dal punto di vista razziale. Carl disse: "Perché mi hai scelto?". Risposi: "Ti ho scelto per il tuo talento, non per il tuo colore". E lui: "Allora accetto"».

Senza quasi rendersene conto Ted e Carl vennero catapultati in Israele, sui luoghi della Bibbia. A Beersheba, nel deserto del Negev, tra le rovine della fortezza di Erode; lungo le rive del Mar Morto, nei pressi di Qumran; a Cesarea, in mezzo ai resti dell’antico porto romano. «Fu un’esperienza straordinaria», dice Neeley. «Per girare la scena iniziale, con il cast che arriva nel deserto, Norman prese in prestito il bus del mio rock-tour. Carl Anderson apparve con un berretto con la scritta Thedis, che voleva dire più o meno "il contrario di". Aveva la voce più incredibile del mondo». Ted ammette: «Carl fu il numero uno. Nel film è Giuda che tiene insieme tutta la storia e lega ogni personaggio. Ciò che osserviamo lo facciamo dal suo punto di vista, con i suoi occhi. Giuda considera Gesù – per l’appunto – una superstar e così si fa prendere dai problemi legati al successo terreno, dimenticando il vero messaggio».

Il regista pretese che durante le riprese il cast vivesse il più possibile diviso in clan, proprio come nella storia del film. C’era il gruppo di Giuda, quello degli apostoli, quello dei sacerdoti... Nelle pause un gruppo sfidava l’altro in accese partite di pallavolo. Eppure ci fu un’intesa perfetta fra tutti, attori e troupe. Neeley conobbe lì la donna che sarebbe divenuta sua moglie, Leeyan Granger. «Era una delle ballerine del gruppo di Giuda, perciò era difficile frequentarsi. Iniziammo a uscire insieme solo quando era tutto finito. Norman Jewison non mi permetteva di entrare troppo in confidenza con qualcuno del set, ero un sorvegliato speciale. E in più Leeyan faceva parte della fazione di Giuda».


La salita al Monte Calvario (UNIVERSAL PICTURES).

Sul set, nel deserto, c’era un caldo formidabile: quando il sole era a picco la temperatura sfiorava i 50 gradi. Quei giovani recitavano e ballavano con incredibile energia nella polvere del Negev senza disdegnare a volte l’ausilio di qualche droga. Era una dimensione hippy, giovanilistica, ma non superficiale. Alla fine tutti restarono segnati da un’esperienza che aveva costretto ciascuno di loro a scendere nelle profondità della propria anima. Ricorda Jewison: «Il cast era un miscuglio di cristiani, ebrei, musulmani. Tutte le tre grandi religioni monoteiste erano rappresentate e c’erano anche due buddhisti. Dal punto di vista religioso, eravamo straordinariamente integrati. Molte persone le prendemmo sul posto. Gente di passaggio o che abitava nei dintorni. C’erano anche tre macchinisti italiani che manovrano una gru Atlas ed era fantastico il modo in cui la facevano muovere, con un ritmo e una tale grazia!».

Si procedeva in un perfetto e fecondo isolamento. «La gente che lavorava al film», spiega il regista, «non tornava a casa la notte, non parlava con gli agenti, non guardava la tv, niente. Eravamo da soli, in un Paese straniero. Fu questo, credo, che fece avvicinare le persone tra loro e che fece in modo che questo film diventasse la nostra vita, un’esperienza da affrontare tutti insieme». Aggiunge Neeley: «Tutti ci sentivamo coinvolti in quel che stavamo facendo. Eravamo dei nomadi, una tribù di artisti venuti a compiere la nostra missione nel deserto. Ed eravamo amici, come lo erano stati Gesù, Maria Maddalena, gli apostoli, Giuda. Persone che avevano attraversato la vita, preso le loro decisioni giuste o sbagliate. Quel che succede a ognuno, ogni giorno. Perciò Superstar ha funzionato».

In questo contesto così particolare, a metà tra un eremo e una comune, crebbe l’amicizia tra Gesù-Neeley e Giuda-Anderson. «Carl e io», racconta Ted, «durante la lavorazione andavamo spesso a rileggerci le pagine de L’ultima tentazione, il libro di Nikos Kazantzakis, da cui nel 1988 Scorsese trasse il film omonimo. Eravamo cresciuti entrambi nel sud degli Stati Uniti sotto lo sguardo della Chiesa battista e conoscevamo la Bibbia benissimo. Ma ci serviva un altro punto di vista, per individuare gli elementi umani, non solo religiosi».

Nel ruolo che gli era stato affidato, Anderson si era portato dietro tutta la sua storia. Era uno dei dodici figli di un operaio di acciaieria e di una cucitrice. Alla Dunbar High School, dove si diplomò, vigeva la segregazione razziale. «Carl aveva un volto, uno sguardo innocenti», dice Neeley. Ma anche tanta voglia di riscatto, di arrivare a realizzare i suoi sogni. Si iscrisse alla Howard University e divenne voce solista della rock band Second Eagle. Quando un produttore vide in Tv una clip della band suonare musiche da Jesus Christ Superstar, ancora mai eseguito negli Stati Uniti, scritturò Anderson e per lui fu la svolta.

«Con la scena del tradimento tra me e Carl iniziò qualcosa di profondo che durò nei trent’anni successivi». Ted Neeley si interrompe, riprende a piangere in silenzio e torna a sussurrare: «Mi manchi, Carl». Poi riannoda il filo dei ricordi: «Quante lacrime versammo recitando quella notte, nell’orto degli ulivi. Poi rimanemmo a discutere a lungo. Parlammo di ciò che ci attendeva il giorno dopo. Oh, l’intensità emotiva che provammo in quei giorni! Sperimentavamo qualcosa di profondo, ciò che la gente sogna di vivere in un rapporto tra due persone. La storia di Gesù e del suo tradimento ci univa e ci rendeva forti». Una forza che sfidava i pericoli e li superava. Come accadde nella scena dell’impiccagione, a Cesarea. «L’albero era vicinissimo all’orlo di un dirupo e al primo ciak la corda si ruppe. Carl stava per precipitare e io ero lì a guardare, anche se era una scena che ovviamente non prevedeva la mia partecipazione. Ma volevo viverla lo stesso, ed ero lì, da spettatore. Grazie a Dio ero lì! Perché allungai il braccio e Carl si aggrappò alla mia mano mentre cadeva. Ero proprio di fronte alla cinepresa». Insomma, sul set Gesù salvò Giuda e chissà che non sia andata così anche nella realtà.

Ma quello non fu l’unico episodio che fece riflettere durante la lavorazione del film. Ted parla lentamente, mette a fuoco fotogramma per fotogramma ciò che visse in quei giorni: «Sul set quando arrivavamo alla fine della giornata, e ci preparavamo per prendere il bus e tornare in albergo, ciò che mi opprimeva è che dovevo passare accanto al luogo della sequenza della crocifissione. Ero costretto a ricordare sempre quello che stava per succedermi. "Qualunque cosa accada – pensavo – ti appenderanno lì prima della fine". Per me vedere ogni giorno il Golgota era una specie di premonizione. Era duro ma serviva a meditare. Quel luogo mi ricordava costantemente cosa sarebbe accaduto. Probabilmente è la stessa esperienza che ebbe Gesù».

Durante le riprese della crocifissione il tempo cambiò improvvisamente. «In quella parte di Israele non pioveva da un’infinità di tempo e all’improvviso ci fu un vento fortissimo e si scatenò un temporale violento. Il regista disse a tutti di andare via perché era pericoloso, ma io ero piantato lì, sulla croce. Sentivo gridare col megafono: "Tiratelo giù, tiratelo giù!". Dopo, quasi crollai. Ma sono ancora qui, sebbene quella scena mi abbia cambiato dentro».

Jewison è più distaccato nel racconto, ma anche lui assistette a un fatto che gli ha lasciato un punto interrogativo e molta commozione. Riguarda le riprese dell’ultima scena del film, che si chiude con il sole che tramonta sul crocefisso. «Mentre stavo girando questa scena accadde qualcosa di assolutamente imprevisto. Apparve dal nulla una figura. Avrei dovuto interrompere le riprese e invece continuammo a girare. Mi accorsi allora che si trattava di un pastore e il gregge di pecore lo seguiva come si segue uno spirito, mentre il sole spariva. Fu una cosa che ci travolse tutti. E rimanemmo lì, in lacrime, senza sapere cosa fare. Dovevamo solo filmare un tramonto, invece...». I critici scrissero che con quel finale il regista ha voluto significare che Cristo è morto ma il suo messaggio non è stato perso. Solo che il pastore non era nel copione, era apparso dal nulla, così che alla troupe sembrò un segno o un presagio.

Regista e produttori temevano molto le polemiche che avrebbe potuto scatenare Superstar. In fondo, era la prima volta che si vedeva un Gesù cantare. La fede religiosa è sempre un nervo sensibile nel pubblico e i più fondamentalisti non avrebbero gradito l’impostazione molto "terrena" del film. Norman Jewison afferma di aver incontrato gli inviati del Vaticano a Londra: un monsignore non meglio identificato e un inviato de L’Osservatore Romano. Presso i Pinewood Studios li fece assistere in anteprima alla proiezione della pellicola. «Trattenni il respiro perché non sapevo quale sarebbe stata la loro reazione. Quando uscirono erano senza parole, travolti dall’effetto emotivo provocato dal film. Riferirono tutto a Roma, venni contattato e inviai una copia per farla proiettare a papa Paolo VI. Così ottenemmo l’appoggio della Chiesa cattolica». Pare che nei Sacri Palazzi fossero entusiasti anche dell’interpretazione degli attori. Ted Neeley ricorda: «Qualcuno a Roma disse: "Il ragazzo che fa Gesù dovrebbe essere canonizzato". Oggi risponderei: se c’è qualcuno da santificare, quello è Carl». Cioè Giuda.

Enzo Romeo



http://www.stpauls.it/jesus/1006je/1006je98.htm

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http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/il-vaticano-e-la-chiesa-cattolica-approvarono-il-film-superblasfemo-jesus-christ-superstar-dall-inizio

lunedì 17 maggio 2010

Non ci sono solo i luterani… Anche il cardinale di Vienna “apre” alle coppie gay

Non ci sono solo i luterani… Anche il cardinale di Vienna “apre” alle coppie gay
Il Card. Shoenborn, “considerato uomo molto vicino a Ratzinger” (Il Secolo XIX, 05/05/2010)

Il cardinale Schoenborn “apre” anche alle coppie gay e ai divorziati
e attacca Sodano


di Francesco Peloso

LE RECENTI parole pronunciate dal decano del Sacro Collegio cardinalizio, il cardinale Angelo Sodano, in occasione della messa di Pasqua, sono da considerarsi «una grave violazione nei confronti delle vittime degli abusi sessuali».
E’ questo il duro giudizio del cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn, in relazione alle affermazioni compiute dall’ex Segretario di Stato nel corso della celebrazione pasquale durante la quale, rivolgendosi al Papa, definì «chiacchiericcio» le polemiche intorno allo scandalo degli abusi nella Chiesa.
Non solo: Schoenborn, considerato uomo molto vicino a Ratzinger, ha confermato che Sodano «impedì l’istruzione di un’indagine sul caso del cardinale Groer 15 anni fa», cosa che invece voleva fare l’allora cardinale Joseph Ratzinger.
La vicenda è quella relativa all’arcivescovo di Vienna Hans Groer, coinvolto negli anni ‘90 in una vicenda di abusi sessuali che, successivamente, lo costrinse alle dimissioni.
Quello di Schoenborn è un “uno-due” senza precedenti, del resto il cardinale si sta distinguendo per la fermezza e l’apertura ai laici nella gestione dello scandalo pedofilia.
Ma il fatto di chiamare direttamente in causa Sodano, uno degli uomini chiave del pontificato di Giovanni Paolo II, costituisce un salto di qualità nel dibattito interno alla Chiesa anche perché Schoenborn, contestualmente, invoca una riforma della Curia troppo chiusa e poco sensibile alla voce delle chiese locali. L’arcivescovo di Vienna, teologo autorevole e uomo di contatto con l’oriente, parlando con la stampa ha anche spiegato che la crisi in corso «in una scala da 1 a 5 ha una gravità pari a 3», mentre in Irlanda si può dire che ha assunto connotati «catastrofici», e in Austria i fedeli stanno uscendo in massa dalla Chiesa cattolica. Per questo ha deciso di lanciare l’allarme.
Schoenborn ha anche affermato che nella Chiesa, in materia di abusi sessuali, «è finito il tempo delle coperture». Ha poi sottolineato che «è necessario costruire un sistema aperto» perché è nelle strutture chiuse che si possono generare i fenomeni di abuso. Inoltre il porporato austriaco ha messo in luce l’importanza del ruolo dei laici nella denuncia dello scandalo e in particolare delle donne. Poi un’altra bordata contro Roma: Schoenbron ha infatti rilevato come non sia un mistero che la Curia vaticana abbia bisogno «di un’ urgente riforma» secondo i criteri dell’internazionalizzazione.
Significative anche le affermazioni del cardinale in materia di etica e morale, soprattutto per l’apertura sulle coppie gay e sui divorziati risposati. «In tema di omosessualità? ha detto – si deve considerare anche la qualità di una relazione» e, se questo elemento c’è, «se ne può parlare con apprezzamento. Una relazione stabile è sicuramente meglio di un modo di vivere nel quale prevale la promiscuità». E’ dunque una piccola bomba quella lanciata da uno dei cardinali più autorevoli della Chiesa di Roma che, evidentemente, intravede i segni di una crisi grave in quanto sta accadendo.
Anche sui divorziati-risposati l’arcivescovo di Vienna sprona la Chiesa a cercare una nuova visione, in quanto in passato i matrimoni duravano a lungo ma ora non è più così.

Fonte: Il Secolo XIX, 5 maggio 2010

Questo articolo é stato pubblicato 6 maggio 2010, 11:31 ed é archiviato sotto Attualità. Resta aggiornato attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento oppure inviare un trackback dal tuo sito.



http://www.agerecontra.it/public/press/?p=4375


RICORDIAMO CHE IL CARDINALE SHOENBORN PERMISE MOSTRA ULTRABLASFEMA:

mercoledì 23 aprile 2008
MOSTRA BLASFEMA NELLA DIOCESI DI VIENNA
MOSTRA BLASFEMA NELLA DIOCESI DI VIENNA.
Sua Eminenza il card. Schönborn di Vienna ,
discepolo di Ratzinger, e suo probabile successore, ricco
e benestante,vigliacco,ecco cosa ha fatto, sapeva dell'opera blasfema
di Hrdlicka; ("L'Ultima cena di Leonardo",dove Gesu' e gli apostoli sono
intenti a fare una orgia omosessuale) , e faceva finta di non sapere,
dopo la bufera ha rimosso l'opera contestata dalla mostra,
però ha permesso che al suo posto ve ne mettessero
un'altra pure blasfema, dove il Cristo è sadomizzato ai genitali
mentre è in croce e flagellato.
Ipocrita e diabolico questo vigliacco porporato, mangia e beve sulle
spalle del poveretto di Nazareth, intanto ecco cosa fa, dalle nostre ricerche
risulta che il card. Schönborn sta attento a come parla e si esprime,
cercando di non offendere mai l'ateo e marxista Hrdlicka,
per il quale esprime grande lodi.
Mai cerca di umiliare o offendere questo pseudo artista schizoide e
pervertito, mai l'offende, però se si offende il Cristo,
non gli importa nulla ne a lui e nemmeno a dirigenti del museo.
Questi pseudo-cardinali vanno rimossi dalla Santa Romana
Chiesa Cattolica, come andrebbero rimossi i Paolini che si
arricchiscono vendendo il film porno-blasfemo,
"L'Ultima Tentazione di Cristo", di M.Scorsese.


DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
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12 aprile 2008
Ultima Cena blasfema
Che dire?
Tirare un sospiro di sollievo?
Avrei tanto voluto.
Lo confesso: la delusione che ho provato per il contenuto di tale
Dichiarazione è stata grande.
Basta una frase del cardinale per dire tutto.
Egli scrive: "Va da sè che mai avrei acconsentito all'esposizione di
opere di natura blasfema o pornografica".
Ci crediamo Eminenza.
Ma allora bisogna anche essere sinceri Eminenza ed assumersi le
proprie responsabilità.
Perché lei e i suoi collaboratori avete aspettato nove giorni - dal 12
marzo al 20 marzo - per far rimuovere quell'orribile e blasfema Ultima
cena ?
E perché mai il visitatore della mostra può ancora imbattersi con
l'altra "opera" orribile e blasfema, quella della Flagellazione?
Eminenza qualcosa non funziona.
Al pensiero che questa mostra blasfema continuerà nel Museo diocesano
di Vienna fino al 10 maggio, al pensiero che il direttore del Museo
sia ancora al suo posto come se niente fosse accaduto, al pensiero che
il cardinale non dica una sola parola sull'offesa arrecata a Gesù e si
riferisca solo alla "ferita prodotta a delle persone nella loro fede",
mi entra un tal dolore nel cuore che la ferita precedente si fa ancor
più larga...
Gesù misericordia.
Kyrie eleison.
Christe eleison.
Kyrie eleison.

Giuseppe Biffi

DA EFFEDIEFFE

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> 12 aprile 2008


Dell'ultima cena omosessuale
Questo quadro osceno di hridlicka e ospitato nel museo diocesano...e
lei si stupisce?
Il vescovo di vienna
e il cardinale schoenborn ,grande difensore del popolo eletto,e
oppositore della nuova alleanza
visto che considera il cristianesimo un semplice prolungamento dell
antico testamento.sono stata ,tempo
fa maestra di religione in scuole francesi e per deformazione
professionale ho guardato i quaderni della
mia nipote austriaca (quattordicenne).non una pagina sul nostro
signore, la sua passione, la sua
resurezzione.
Ma capitolo dopo capitolo la storia d'israele!!
Nella boutique degli "schotten"il piu grande monastero di vienna
dove
si puo comperare ottime marmellate
troneggia una hanukkah ma per trovare un crocifisso mi ci sono
voluti dieci minuti.
Era nascosto dietro
ai prodotti agricoli di tal monastero...

Brunella hoyos


DA EFFEDIEFFE

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11-APR.2008
Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna,
mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto
dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti
all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha
trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani
fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua
scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere
scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta
sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il
diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di
esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto
ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a
queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad
essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i
riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra
l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato
porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si
fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo
arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo
diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio
farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come
press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria -
non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.


9-APR.2008
Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce
dell'arcidiocesi di Vienna:
Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale"
Vienna, 9 aprile 2008
Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena
diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una
dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi.
Distinti saluti,
Erich Leitenberger
Capoufficio stampa
"Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita'
del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco
Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista.
Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come
pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e
maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella
compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere
piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di
Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza
dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una
esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente
le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita
molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione
di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo.
Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue
stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol
dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di
Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto
del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del
credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito
all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi
dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa -
era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro
fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante
ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che
cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche
bibliche".
Cristoph Card. Schönborn
Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E'
positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo
però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua
risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di
Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto
ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che
stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la
quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni
celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando
questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo
ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di
dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come
alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un
atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i
responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta
sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato
all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte
di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche
un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo
(Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio
sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente
"imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben
altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli!
Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito,
non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi
diventeremo mai responsabili di un museo


Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul
Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della
capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un
artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred
Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro
intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo
Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da
Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale.
Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il
cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del
museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così
indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma
i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli
impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo
collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà,
purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere
derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con
l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero
sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera"
Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era
omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel
suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo.


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8-APR.2008
Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul
Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della
capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un
artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred
Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro
intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo
Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da
Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale.
Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il
cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del
museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così
indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma
i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli
impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo
collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà,
purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere
derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con
l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero
sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera"
Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era
omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel
suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo.


DA ANDREA TORNIELLI

http://lachiesacattolicanticristiana.blogspot.com/search?q=Schoenborn+
Non ci sono solo i luterani… Anche il cardinale di Vienna “apre” alle coppie gay
Il Card. Shoenborn, “considerato uomo molto vicino a Ratzinger” (Il Secolo XIX, 05/05/2010)

Il cardinale Schoenborn “apre” anche alle coppie gay e ai divorziati
e attacca Sodano


di Francesco Peloso

LE RECENTI parole pronunciate dal decano del Sacro Collegio cardinalizio, il cardinale Angelo Sodano, in occasione della messa di Pasqua, sono da considerarsi «una grave violazione nei confronti delle vittime degli abusi sessuali».
E’ questo il duro giudizio del cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn, in relazione alle affermazioni compiute dall’ex Segretario di Stato nel corso della celebrazione pasquale durante la quale, rivolgendosi al Papa, definì «chiacchiericcio» le polemiche intorno allo scandalo degli abusi nella Chiesa.
Non solo: Schoenborn, considerato uomo molto vicino a Ratzinger, ha confermato che Sodano «impedì l’istruzione di un’indagine sul caso del cardinale Groer 15 anni fa», cosa che invece voleva fare l’allora cardinale Joseph Ratzinger.
La vicenda è quella relativa all’arcivescovo di Vienna Hans Groer, coinvolto negli anni ‘90 in una vicenda di abusi sessuali che, successivamente, lo costrinse alle dimissioni.
Quello di Schoenborn è un “uno-due” senza precedenti, del resto il cardinale si sta distinguendo per la fermezza e l’apertura ai laici nella gestione dello scandalo pedofilia.
Ma il fatto di chiamare direttamente in causa Sodano, uno degli uomini chiave del pontificato di Giovanni Paolo II, costituisce un salto di qualità nel dibattito interno alla Chiesa anche perché Schoenborn, contestualmente, invoca una riforma della Curia troppo chiusa e poco sensibile alla voce delle chiese locali. L’arcivescovo di Vienna, teologo autorevole e uomo di contatto con l’oriente, parlando con la stampa ha anche spiegato che la crisi in corso «in una scala da 1 a 5 ha una gravità pari a 3», mentre in Irlanda si può dire che ha assunto connotati «catastrofici», e in Austria i fedeli stanno uscendo in massa dalla Chiesa cattolica. Per questo ha deciso di lanciare l’allarme.
Schoenborn ha anche affermato che nella Chiesa, in materia di abusi sessuali, «è finito il tempo delle coperture». Ha poi sottolineato che «è necessario costruire un sistema aperto» perché è nelle strutture chiuse che si possono generare i fenomeni di abuso. Inoltre il porporato austriaco ha messo in luce l’importanza del ruolo dei laici nella denuncia dello scandalo e in particolare delle donne. Poi un’altra bordata contro Roma: Schoenbron ha infatti rilevato come non sia un mistero che la Curia vaticana abbia bisogno «di un’ urgente riforma» secondo i criteri dell’internazionalizzazione.
Significative anche le affermazioni del cardinale in materia di etica e morale, soprattutto per l’apertura sulle coppie gay e sui divorziati risposati. «In tema di omosessualità? ha detto – si deve considerare anche la qualità di una relazione» e, se questo elemento c’è, «se ne può parlare con apprezzamento. Una relazione stabile è sicuramente meglio di un modo di vivere nel quale prevale la promiscuità». E’ dunque una piccola bomba quella lanciata da uno dei cardinali più autorevoli della Chiesa di Roma che, evidentemente, intravede i segni di una crisi grave in quanto sta accadendo.
Anche sui divorziati-risposati l’arcivescovo di Vienna sprona la Chiesa a cercare una nuova visione, in quanto in passato i matrimoni duravano a lungo ma ora non è più così.

Fonte: Il Secolo XIX, 5 maggio 2010

Questo articolo é stato pubblicato 6 maggio 2010, 11:31 ed é archiviato sotto Attualità. Resta aggiornato attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento oppure inviare un trackback dal tuo sito.



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RICORDIAMO CHE IL CARDINALE SHOENBORN PERMISE MOSTRA ULTRABLASFEMA:

mercoledì 23 aprile 2008
MOSTRA BLASFEMA NELLA DIOCESI DI VIENNA
MOSTRA BLASFEMA NELLA DIOCESI DI VIENNA.
Sua Eminenza il card. Schönborn di Vienna ,
discepolo di Ratzinger, e suo probabile successore, ricco
e benestante,vigliacco,ecco cosa ha fatto, sapeva dell'opera blasfema
di Hrdlicka; ("L'Ultima cena di Leonardo",dove Gesu' e gli apostoli sono
intenti a fare una orgia omosessuale) , e faceva finta di non sapere,
dopo la bufera ha rimosso l'opera contestata dalla mostra,
però ha permesso che al suo posto ve ne mettessero
un'altra pure blasfema, dove il Cristo è sadomizzato ai genitali
mentre è in croce e flagellato.
Ipocrita e diabolico questo vigliacco porporato, mangia e beve sulle
spalle del poveretto di Nazareth, intanto ecco cosa fa, dalle nostre ricerche
risulta che il card. Schönborn sta attento a come parla e si esprime,
cercando di non offendere mai l'ateo e marxista Hrdlicka,
per il quale esprime grande lodi.
Mai cerca di umiliare o offendere questo pseudo artista schizoide e
pervertito, mai l'offende, però se si offende il Cristo,
non gli importa nulla ne a lui e nemmeno a dirigenti del museo.
Questi pseudo-cardinali vanno rimossi dalla Santa Romana
Chiesa Cattolica, come andrebbero rimossi i Paolini che si
arricchiscono vendendo il film porno-blasfemo,
"L'Ultima Tentazione di Cristo", di M.Scorsese.


DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
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12 aprile 2008
Ultima Cena blasfema
Che dire?
Tirare un sospiro di sollievo?
Avrei tanto voluto.
Lo confesso: la delusione che ho provato per il contenuto di tale
Dichiarazione è stata grande.
Basta una frase del cardinale per dire tutto.
Egli scrive: "Va da sè che mai avrei acconsentito all'esposizione di
opere di natura blasfema o pornografica".
Ci crediamo Eminenza.
Ma allora bisogna anche essere sinceri Eminenza ed assumersi le
proprie responsabilità.
Perché lei e i suoi collaboratori avete aspettato nove giorni - dal 12
marzo al 20 marzo - per far rimuovere quell'orribile e blasfema Ultima
cena ?
E perché mai il visitatore della mostra può ancora imbattersi con
l'altra "opera" orribile e blasfema, quella della Flagellazione?
Eminenza qualcosa non funziona.
Al pensiero che questa mostra blasfema continuerà nel Museo diocesano
di Vienna fino al 10 maggio, al pensiero che il direttore del Museo
sia ancora al suo posto come se niente fosse accaduto, al pensiero che
il cardinale non dica una sola parola sull'offesa arrecata a Gesù e si
riferisca solo alla "ferita prodotta a delle persone nella loro fede",
mi entra un tal dolore nel cuore che la ferita precedente si fa ancor
più larga...
Gesù misericordia.
Kyrie eleison.
Christe eleison.
Kyrie eleison.

Giuseppe Biffi

DA EFFEDIEFFE

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> 12 aprile 2008


Dell'ultima cena omosessuale
Questo quadro osceno di hridlicka e ospitato nel museo diocesano...e
lei si stupisce?
Il vescovo di vienna
e il cardinale schoenborn ,grande difensore del popolo eletto,e
oppositore della nuova alleanza
visto che considera il cristianesimo un semplice prolungamento dell
antico testamento.sono stata ,tempo
fa maestra di religione in scuole francesi e per deformazione
professionale ho guardato i quaderni della
mia nipote austriaca (quattordicenne).non una pagina sul nostro
signore, la sua passione, la sua
resurezzione.
Ma capitolo dopo capitolo la storia d'israele!!
Nella boutique degli "schotten"il piu grande monastero di vienna
dove
si puo comperare ottime marmellate
troneggia una hanukkah ma per trovare un crocifisso mi ci sono
voluti dieci minuti.
Era nascosto dietro
ai prodotti agricoli di tal monastero...

Brunella hoyos


DA EFFEDIEFFE

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11-APR.2008
Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna,
mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto
dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti
all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha
trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani
fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua
scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio
dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere
scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta
sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il
diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di
esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto
ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a
queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad
essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i
riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale
arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra
l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato
porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si
fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo
arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo
diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio
farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come
press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria -
non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche.


9-APR.2008
Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce
dell'arcidiocesi di Vienna:
Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale"
Vienna, 9 aprile 2008
Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena
diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una
dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi.
Distinti saluti,
Erich Leitenberger
Capoufficio stampa
"Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita'
del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco
Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista.
Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come
pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e
maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella
compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere
piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di
Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza
dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una
esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente
le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita
molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione
di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo.
Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue
stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol
dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di
Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto
del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del
credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito
all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi
dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa -
era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro
fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante
ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che
cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche
bibliche".
Cristoph Card. Schönborn
Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E'
positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo
però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua
risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di
Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto
ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che
stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la
quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni
celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando
questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo
ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di
dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come
alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un
atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i
responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta
sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato
all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte
di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche
un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo
(Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio
sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente
"imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben
altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli!
Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito,
non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi
diventeremo mai responsabili di un museo


Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul
Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della
capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un
artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred
Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro
intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo
Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da
Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale.
Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il
cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del
museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così
indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma
i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli
impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo
collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà,
purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere
derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con
l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero
sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera"
Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era
omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel
suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo.


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8-APR.2008
Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul
Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della
capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un
artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred
Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro
intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo
Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da
Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale.
Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il
cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del
museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così
indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma
i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli
impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo
collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà,
purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere
derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con
l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero
sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera"
Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era
omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel
suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo.


DA ANDREA TORNIELLI

http://lachiesacattolicanticristiana.blogspot.com/search?q=Schoenborn+

mercoledì 14 aprile 2010

Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare…

Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare…

La testimonianza di P. Gabriele Amorth

Satanisti in Vaticano? “Sì, anche in Vaticano ci sono membri di sètte sataniche”. E chi vi è coinvolto? Si tratta di preti o di semplici laici? “Ci sono preti, monsignori e anche cardinali!”. Mi perdoni, don Gabriele, ma Lei come lo sa? “Lo so dalle persone che me l’hanno potuto riferire perché hanno avuto modo di saperlo direttamente. Ed è una cosa ‘confessata’ più volte dal demonio stesso sotto obbedienza durante gli esorcismi”. Il Papa ne è informato? “Certo che ne è stato informato! Ma fa quello che può. E’ una cosa agghiacciante. Tenga presente poi che Benedetto XVI è un Papa tedesco, viene da una nazione decisamente avversa a queste cose. In Germania infatti praticamente non ci sono esorcisti, eppure il Papa ci crede: ho avuto occasione di parlare con lui tre volte, quando ancora era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Altroché se ci crede! E ne ha parlato esplicitamente in pubblico parecchie volte. Ci ha ricevuto, come associazione di esorcisti, ha fatto anche un bel discorso, incoraggiandoci e elogiando il nostro apostolato. E non dimentichiamo che del diavolo e dell’esorcismo moltissimo ne ha parlato anche Giovanni Paolo II”. Allora è vero quello che diceva Paolo VI: che il fumo di Satana è entrato nella chiesa? “E’ vero, purtroppo, perché anche nella chiesa ci sono adepti alle sètte sataniche. Questo particolare del ‘fumo di Satana’ lo riferì Paolo VI il 29 giugno 1972. Poi, siccome questa frase ha creato uno scandalo enorme, il 15 novembre dello stesso 1972 ha dedicato tutto un discorso del mercoledì al demonio, con frasi fortissime. Certo, ha rotto il ghiaccio, sollevando un velo di silenzio e censura che durava da troppo tempo, però non ha avuto conseguenze pratiche. Ci voleva uno come me, che non valeva niente, per spargere l’allarme, per ottenere conseguenze pratiche”.

Padre Gabriele Amorth è oggi uno dei più grandi esorcisti a livello internazionale. Svolge il proprio incarico nella città di Roma. Nelle sue memorie raccolte da Marco Tosatti in “Padre Amorth. Memorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro Satana” (Piemme) è anzitutto una denuncia alla chiesa che intende fare. Alla chiesa e ai suoi vescovi: “Abbiamo moltissimi preti e molti vescovi che purtroppo non credono a Satana”, dice. E ancora: “Ci sono nazioni intere senza esorcisti: la Germania, l’Austria, la Svizzera, la Spagna, il Portogallo… Molti vescovi non credono nel demonio e arrivano addirittura a dire in pubblico: l’inferno non esiste, il demonio non esiste. Eppure Gesù nel Vangelo ne parla abbondantemente per cui verrebbe da dirsi, o non hanno mai letto il Vangelo o non ci credono proprio!”.

Molti vescovi non credono nel demonio, dunque. E, infatti, la battaglia di padre Amorth è su due fronti: contro l’avversario di sempre e contro il silenzio o l’incredulità della chiesa: “Il codice di diritto canonico dice che gli esorcisti dovrebbero essere scelti fra il fior fiore del clero”, spiega. E, invece, non avviene così. Spesso i migliori sacerdoti sono destinati dai vescovi ad altri incarichi. E quei pochi esorcisti che ci sono hanno poca esperienza. Dovrebbe essere l’opposto. Per tutti dovrebbe verificarsi quanto capitò a don Amorth: il cardinale Ugo Poletti lo affiancò a padre Candido Amantini che da quaranta anni era esorcista alla Scala Santa. Dice don Amorth: “Devo a lui tutto quello che so”. Racconta ancora don Amorth: “Ci sono vari episodi che mi raccontava padre Candido. Un giorno un sacerdote gli disse chiaramente che non credeva a nulla di tutto questo: demonio, esorcismi e così via. Padre Candido replicò: venga una volta ad assistere. Padre Candido raccontò che questo sacerdote stava con le mani in tasca, in piedi; alla Scala Santa gli esorcismi li fanno in sacrestia, e lui stava lì, con un’aria quasi di disprezzo. A un certo punto il demonio si è rivolto a lui e gli ha detto: tu non credi a me ma alle femmine ci credi, eccome se ci credi nelle femmine. Il sacerdote, camminando all’indietro, tutto vergognoso, ha raggiunto la porta ed è filato via”.

Don Amorth riceve nel suo studio centinaia di persone all’anno. Di queste soltanto poche sono davvero possedute. La maggior parte ha semplicemente gravi problemi psichici e psichiatrici. Ma i posseduti ci sono. Si presentano da don Amorth per essere liberati. Lo fanno spontaneamente seppure la “presenza” che si è impossessata del loro corpo faccia di tutto perché gli esorcismi non abbiano effetto.

Come avviene la possessione? La maggior parte della gente rimane posseduta dopo aver partecipato a messe nere o a riti satanici. Dice don Amorth: “La principale caratteristica delle messe nere è che c’è il disprezzo dell’eucaristia. Nella vera messa nera c’è una donna nuda che fa da altare, e che dovrebbe essere vergine, e viene violentata da quello che fa da sacerdote e poi da tutti gli altri, dopodiché fra di loro succede di tutto. Ossia diventa un vero bordello. Per cui molti alla messa nera ci vanno per il ‘dopo’, per il bordello”.

Don Amorth ha un metodo – che a volte riesce altre no – per riconoscere se una persona è davvero posseduta: l’acqua benedetta. Ne parla raccontando di una donna che gli chiese di essere esorcizzata. Don Amorth non sapeva se si trattava davvero di una possessione. Così preparò sul tavolo due bicchieri, uno con acqua comune e uno con acqua benedetta: “Le offersi da bere l’acqua comune; mi ringraziò e bevve. Alcuni minuti dopo le porsi l’altro bicchiere, con l’acqua benedetta. La bevve, ma questa volta il suo aspetto cambiò di colpo: da bimba impaurita a persona in collera. Scandendo le parole con timbro di voce basso e forte, come se un uomo parlasse dentro di lei, mi disse: ‘Ti credi furbo, prete!’. Ebbe così inizio la preghiera di esorcismo e solo un’ora dopo, compiuto il rito, avvenne la liberazione in chiesa”.

Pubblicato su Il Foglio giovedì 25 febbraio 2010



http://www.gruppoartistico.it/public/press/?p=3423

domenica 28 marzo 2010

NELLA CHIESA CATTOLICA INVECE DEL VANGELO SI FANNO SPETTACOLI TEATRALI

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

NELLA CHIESA CATTOLICA INVECE DEL VANGELO SI FANNO SPETTACOLI TEATRALI

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PROCESSO A GESU' DI DIEGO FABBRI

Processo a Gesù di Diego Fabbri (1911-1980), rappresentato per la prima volta nel 1955,
scritto dopo una lunga gestazione dal 1952 al 1954, ha trionfato sui palcoscenici di tutto il mondo.
L’idea nacque in Fabbri dal processo «politico» che un gruppo di giuristi anglosassoni aveva fatto
nel 1933 a Gerusalemme e che si era concluso con l’assoluzione di Gesù.

TRAMA
PRIMO ATTO
Una compagnia d’ebrei gira per l’Europa inscenando ogni sera lo stesso dramma:
il processo al personaggio storico Gesù di Nazareth, sulla cui innocenza s’interrogano.

Si tratta di un processo di natura giuridica, anche se nel farlo, Elia, il capo della compagnia,

pone al pubblico lo stesso dubbio tormentoso che assilla loro.

Accanto ad Elia, c’è Rebecca, sua moglie, Sara la loro figlia, vedova di Daniele, il giudice mancante,

e Davide, che denunciò Daniele ai nazisti come ebreo, perché era divenuto cristiano.

Elia, Rebecca, Sara e Davide interpretano la parte dei giudici, dividendosi i ruoli,

sempre in modo diverso a garantire ogni sera un nuovo andamento processuale e

affidando il ruolo di Daniele ad un giudice improvvisato che sale dalla platea.

Ai membri della famiglia si aggiungono gli attori-personaggi della troupe:

oltre a Caifa e Pilato, gli apostoli, Maria, Giuseppe e la Maddalena.

Da queste deposizioni il processo prende una piega imprevista e si umanizza.

Nel secondo atto, il dibattito si sposta in platea animando il pubblico con nuovi attori spettatori:

un intellettuale che ha studiato in seminario, un prete, un giovane che ha abbandonato la casa paterna,

una prostituta, una donnetta delle pulizie.



Nelle corso del dibattimento vengono sviscerati i più reconditi segreti che hanno portato alla crocifissione di Gesù.

I testi dell'accusa svelano come nacque il complotto per arrestare il Nazareno.

L'infima ingordigia di potere di Caifa mal si cela nello stupore provato quando Pilato

restituì Gesù al Sinedrio che lo aveva condannato a morte. Sanguinario Caifa,

la mente, e altrettanto sanguinario Pilato, il braccio della morte.

Si scopre inoltre che la Madre di Gesù, Maria quando Gesù restò nel Tempio all'età di 12 anni

era convinta che Lui fosse in compagnia di Giuseppe e lo stesso credeva suo padre.





L'accusa non demorde: assetata di un astio covato da tanti anni nei confronti di Gesù e dei suoi discepoli,
dà sfogo a tutta la sua ira accusando Pietro di essere un vile traditore e Tommaso di essere un incredulo,
riferendosi alla conosciutissima frase che lui disse al tempo :
"Se non vedo Gesù e se non metto il mio dito nelle sue piaghe io non crederò..."
e inveisce contro di loro suscitando il disappunto della difesa che chiede l'intervento del presidente della giuria.
Non meno altèro è Giuda il discepolo che ha venduto Gesù, che all'opposto dei suoi ex-compagni non crede ai suoi miracoli
convinto com'è che il suo progetto non era di volere la morte di Cristo quanto solo una lezione da parte del Sinedrio.
A nulla valgono i suoi tentativi di fingere di volere un'amicizia con Giovanni che lo contrasta dicendogli
che Gesù non lo avrebbe accettato.
Giuda allora incalzato da accusa e difesa esce di scena maledicendo quei 30 denari rigettandoli a Caifa.

Ancora non si sono tirati i fili del processo. Caifa e Pilato si accusano a vicenda delle responsabilità per la morte di Gesù

e dimostrano una maestria indiscussa nell'arte dello scaricabarile.

L'avvocato della difesa tenta di riportare il dibattimento sui giusti binari esprimendo la ragione di fondo di tutti i presenti:

tutti avevano la speranza che Gesù facesse un miracolo dall'alto della Croce.

Tutti, anche i discepoli, si aspettavano qualcosa di forte che desse corpo a quanto da Gesù predicato fino a quel giorno.

Ma la figura di Maria Maddalena e di Lazzaro squarciano il grigio sipario dell'ignoranza esclamando che le parole

e i gesti miracolosi di Gesù non erano che Amore. L'Amore che Gesù e il Padre hanno per ognuno di noi.

SECONDO ATTO

Dai banchi assiepati del pubblico presente in chiesa esce una donna,

una giovane avvenente truccata di tutto punto che come Maria Maddalena "era una di quelle..."

E' lì per difendere Gesù, per contrastare l'ignoranza dell'accusa che di amore non ne capisce nulla.

E tale e tanta è la foga di questa donna "...non dovete condannare Gesù nemmeno per gioco, io dico di no! di no! di no!"

E all'accusa non resta che ascoltare in silenzio.

Anche un'altra figura sale dai banchi dei fedeli a dar man forte alla donna e a Maria Maddalena.

E' una madre anziana che vuole esporre il suo caso. Aveva un figlio cresciuto con tanti sacrifici che un giorno se ne andò da casa.

Era cupo, pensieroso tanto da incutere timore a lei, sua madre. Una notte vengono a prelevarlo da casa,

accusandolo di essere un sovversivo...

Ma il dolore più grande è alla notizia che un giorno lui è morto. Lei non si dà pace, ma qualcosa cresce dentro di sè.

Suo figlio lo sente come risuscitato nella sua mente e nel suo cuore.

Le parla, la conforta, le confida cose che in vita non le ha mai detto.



E questa madre conclude il suo intervento con la sicura convinzione che un giorno lo rivedrà in Paradiso.

Una supplica viene rivolta a tutto il tribunale; di non condannare Gesù "... non sono favole, signori giudici, sono certezze!

Non ce lo toccate Gesù, siate buoni verso il Salvatore: siate buoni con Lui e con noi..."

L'accusa ha un sussulto di odio quando chiede l'interruzione del processo; ma il presidente - contrariato - la zittisce.

Il presidente prima di pronunciare la sentenza chiede ai testimoni chi fosse per loro Gesù:

:” … chi è - chi è – per voi, Gesù di Nazareth?... Perché non lo gridate forte, dovunque e sempre, quel che avete detto stasera?

Tutti dovete gridarlo! Tutti! Perché altrimenti si ripete anche per voi, quello che accadde per noi, allora. Di rinnegare… di condannare…

di crocifiggere Gesù. Io debbo ormai proclamare… alto… e al cospetto di tutti… che non so ancora se Gesù di Nazareth

sia stato quel Messia che noi aspettavamo… non lo so… ma è certo che Lui,

Lui solo, alimenta e sostiene da quel giorno tutte le speranze del mondo!

E io lo proclamo innocente… e martire… e guida…”


Alle risposte si aggiunge anche quella dell'accusa che, ormai sconfitta, getta la spugna:

"Mi ha perseguitato per anni... mi ha accecato... e ora ha vinto...".

Ecco allora il presidente che a braccia larghe, pronuncia l'assoluzione di Gesù,

di quel Gesù che è stato ad ascoltare in silenzio questo processo contro di lui.

L’amara conclusione a cui si giunge è “ tutti lo misero a morte con nascosto rammarico, ma con un sospiro di sollievo…”


E alla fine, viene recitata una preghiera da ognuno degli attori:

"sete di Lui, del nostro Salvatore che in questo inizio del nuovo

millennio è sempre presente a tormentarci con il Suo implacabile amore".

**************************************************

Questa opera teatrale, una commedia con sapore anti-semita e dissacrante,

può essere fatta in teatro, ma rappresentarla in chiesa è davvero blasfemo.

Ecco i cattolici invece di leggere e seguire le Sacre Scritture che guidano

e salvano, si perdono in chiacchere inutili, attraverso commedie dissacranti.

E fanno queste pagliacciate perfino in chiesa accanto all'altare.

Ecco in questi giorni la commedia Processo a Gesù, viene rappresentata

presso la parrocchia San Giuseppe di Molfetta:

http://www.quindici-molfetta.it/questa-sera-a-molfetta-processo-a-gesu-alla-chiesa-san-giuseppe_18807.aspx

Anche altre parrocchie hanno rappresentato quest'opera:


http://www.radiolucesanzenone.it/Feste%20Crocifisso/processo.htm

Per il clero cattolico quest'opera di fantasia dissacrante è opera sacra,
quanto ignoranza e bestemmie!
L'opera sacra per il cristiano è solo la Sacra Bibbia!


http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=102&id_n=4541
********************************************************************

http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

27 03 2010

http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/nella-chiesa-cattolica-invece-del-vangelo-si-fanno-spettacoli-teatrali

venerdì 26 marzo 2010

LE SUORE CATTOLICHE DIFFONDONO JESUS CHRIST SUPERSTAR-OPERA SUPERBLASFEMA


CENTRO ANTI-BLASFEMIA

LE SUORE CATTOLICHE DIFFONDONO JESUS CHRIST SUPERSTAR-OPERA SUPERBLASFEMA


BLOG: CANTA MENTRE CAMMINI

Figlie di S. Maria della Provvidenza - Provincia "Beati Luigi e Chiara" - Via Statale per Lecco, 20 - 22100 Como (Italia)
Video:
http://singasyougo.blogspot.com/2010/03/hosanna-jesus-christ-superstar.html


http://www.cgfsmp.org/
Hosanna - Jesus Christ Superstar

"Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:


CROWD
Hosanna Hey Sanna Sanna Sanna Hosanna
Hey Sanna Hosanna
Hey JC, JC won't you smile at me?
Sanna Hosanna Hey Superstar." (Dal Vangelo di Matteo) (1)

AIAPHAS
Tell the rabble to be quiet, we anticipate a riot.
This common crowd, is much too loud.
Tell the mob who sing your song that they are fools and they are wrong.
They are a curse. They should disperse.

CROWD
Hosanna Hey Sanna Sanna Sanna Hosanna
Hey Sanna Hosanna
Hey JC, JC you're alright by me!
Sanna Hosanna Hey Superstar

JESUS
Why waste your breath moaning at the crowd?
Nothing can be done to stop the shouting.
If every tongue were stilled
The noise would still continue.
The rocks and stone themselves would start to sing:

CROWD
Hosanna Hey Sanna Sanna Sanna Hosanna
Hey Sanna Hosanna
Hey JC, JC won't you fight for me?
Sanna Hosanna Hey Superstar

JESUS
Sing me your songs, but not for me alone.
Sing out for yourselves, for you are blessed.
There is not one of you who can not win the kingdom.
The slow, the suffering, the quick, the dead.

CROWD
Hosanna Hey Sanna Sanna Sanna Hosanna
Hey Sanna Hosanna
Hey JC, JC won't you die for me?
Sanna Hosanna Hey Superstar




Traduzione Italiana

http://www.fileden.com/files/2008/11/5/2174365/Blog%20Sing%20as%20you%20go/Osanna%20-%20Jesus%20Christ%20Superstar.pdf


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LE SUORE CATTOLICHE (Figlie di S. Maria della Provvidenza - Provincia "Beati Luigi e Chiara" - Via Statale per Lecco, 20 - 22100 Como (Italia)

DIFFONDONO JESUS CHRIST SUPERSTAR-OPERA SUPERBLASFEMA

JESUS CHRIST SUPERSTAR è un opera molto blasfema,principalmente perché
gli autori;Andrew Lloyd Webber e Tim Rice,sono agnostci,non credono in Gesù.
Nelle varie interviste hanno dichiarato che per loro Gesù era un falso pofeta,sciocco
e libertino,mentre il vero sapiente era solo Giuda,l'unico che capiva come andavano le cose.
Quindi vediamo che il Musical JCS insiste sulla negazione del Figlio di Dio.
All'inizio,vediamo che la prostituta Maria Maddalena,riesce a sedurre Gesù,con le sue arti,
lo cosparge di mirra,lo coccola,l'accarezza.Giuda vedendo questo,critica Gesù di essere
immorale,e fare il contrario di ciò che insegna.Intanto Gesù e Maddalena,vivono insieme
giorno e notte,lei di notte gli canta una sensuale ninna nanna,gli sussurra di stare
calmo,di rilassarsi e chiudere gli occhi,mentre lei baderà a lui e lo rinfrescherà con la
mirrà.Gesù e Maddalena sono quindi amanti.Ecco come Maddalena descrive il suo
amore per Gesù;
"Io non so come amarlo,cosa fare a convincerlo.
E' un uomo,è solo un uomo,ed io ho avuto tanti uomini prima,
in tutti i modi.Lui è solo uno in più.
Dovrei violentarlo?
Dovrei gridare e urlare?
Dare sfogo ai mii sentimenti?
Poi,se mi dicesse che mi ama,
non potrei resistere,propio non potrei resistere.....
Lo voglio così,l'amo così".
Quindi la prostituta Maddalena,crede che questo suo amato Gesù,non è altro che uno dei
suoi tanti amanti,è solo un uomo,un uomo come gli altri che vanno a protitute.
Quindi nel Musical JCS,Gesù è un libertino peccatore,non è finita qui,la dissacrazione continua.
Ecco che nel Musical Gesù è pure malvagio.Quando una folla di bisognosi e malati,
e lebbrosi preme per ricevere guarigioni,conforto e consolazione,
Gesù dice loro con furia"Siete troppi-non spingete!Non ce la faccio-non premete!
Guaritevi da soli,lasciatmi in pace"Questa è la pura e semplice negazone della
più importante verità del vangelo:la divinità del Signore Gesù.
Gesù,nel Musical non solo è libertino e malvagio,è anche un essere insicuro,triste, stanco,
è confuso e no sa realmente chi è,perché deve morire,e si ribbella a Dio,perché lo fa morire
senza un motivo:"Mostrami adesso che non sarò ucciso invano..........................................
.....Mostrami che c'è uno scopo perché mi vuo fare morire.Sei molto astuto sul dove e sul come,ma non così
esperto sul perché"Quindi abbiamo un Gesù che bestemmia Dio,e poi continua a urlare a Dio,
dicendogli di inchiodarlo e ucciderlo adesso prima che lui cambi idea,vere bstemmie
che rendono Gesù il contrario di come è descritto nel Vangelo.
Anche Giuda nel Musical accusa Dio di averlo usato;"Dio!Non saprò mai perchè mi hai scelto per il tuo
crimine,il tuo ripugnante,crudele crimine!Tu mi hai assssinato!"
Però poi nel Musical,vediamo che Giuda,dopo essersi impiccato,muore e diventa un Angelo,
e scende dal cielo con altri Angeli e prende in giro Gesù che si trova sulla croce,dicendogli
che si è fatto crocifiggere invano.
Gesù,nel Musical,muore crocifisso,non risorge,infatti non è Figlio di Dio ma un pazzo peccatore
libertino e malvagio.
Che atei amino questo Musical è normale,ma chi si dice cristiano ed accetta questo Musical,
nega la sua fede ed è un ipocrita e bestemmia Dio,le Sacre Scritture e il Signore Gesù.
Se Gesù fosse stato come quello del Musical,il cristianesimo non sarebe mai nato,e
nessuno conoscerebbe Gesù ora.


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ORMAI DENTRO LA CHIESA CATTOLICA REGNA SATANA

JCS PROMOSSO DAL VATICANO CHIESA CATTOLICA

Da molto tempo c'è questo atteggiamento blasfemo,già gli anni 70,mentre in tutta Italia,le canzoni
del musical,blasfemo,Jesus Christ Supertstar,erano censurate,venivano radiotrasmesse,
da Radio-Vaticana.JCS, ormai è diventata un opera di culto cattolico,perfino ai bambini la fanno recitare
sull'altare delle chiese,vediamo le bambine che cantano a Gesù un amore sessuale,definendolo uno
dei tanti che va a prostitute,e i bambini fanno la parte di un Gesù,cattivo,che manda via con crudeltà,
i malati che gli chiedono aiuto,un Gesù,che si arrabbia contro l'Onnipotente,perché,lo fa morire
senza un motivo.
Quante bestemmie, tutto accade anche perchè,i cattolici,sono ignoranti non posseggono Bibbie,
ne conoscono il Vangelo, in chiesa nemmeno si legge il Vangelo, si preferiscono, citazioni
da religioni pagane.
Le chiese cattoliche alla pari delle protestanti, sono diventati teatri e discoteche con tutti i tipi di musica,
compresa la satanica rock.
Il clero e i teologi cattolici,sempre più dichiarano,che i fatti del Vangelo,sono leggende,mentre sempre
più approvano e appoggiano, films blasfemi contro Gesù.

Ora si ci mettono pure le suore a diffondere JCS !
(1) Perfino lo citano come Vangelo di Matteo;

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UN AVVERTIMENTO A TUTTI COLORO CHE FANNO OPERE BLASFEME CONTRO GESU'
Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo,
non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo ma al Giudice di tutta la terra.


Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui.

V.Giovanni:

3, 36
"Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere
al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui"

Chi nega la divinità di Gesù è l'anticristo, quindi un dannato in eterno.

Prima Lettera Giovani:

2, 22-23

Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.

Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

4, 2-3
Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio;

ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.

Gesù ci ha avvertiti riguardo le bestemmie contro di Lui.

V. Matteo:

12, 30-37


12,30] Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.

[31] Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

[32] A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.

[33] Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero.

[34] Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore.


[35] L'uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.

[36] Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;

[37] poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato".





Non abbiamo bisogno di opere blasfeme su Gesù,

ma solo il Vangelo è verità salvifica!


San Paolo ci ha avvertiti.

Lettera a Galati:

1,8-9


Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un
vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!
L'abbiamo gia detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un
vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!


N.B. Sia Anatema corrisponde, sia maletto e vada all'inferno !

Citazioni Bibbia

http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM



http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/un-avvertimento-a-tutti-coloro-che-fanno-opere-blasfeme-contro-gesu/le-suore-cattoliche-diffondono-jesus-christ-superstar-opera-superblasfema

JCS IN CHIESA CON MADDALENA INCINTA!


JCS IN CHIESA CON MADDALENA INCINTA!


Andrea Minidio nella parte di Gesù, Miriam Cossar (incinta all’ottavo mese) in quella di Maria Maddalena

http://picasaweb.google.it/r.dalsanto/JesusChristSuperstar#5447708291397803826

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LA CHIESA DEI SANTI GERVASO E PROTASO DI PARABIAGIO (MI) HA FESTEGGIATO L'ANNIVERSARIO CON IL MUSICAL SUPERBLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR-UNA VERSIONE DAVVERO ORIGINALE CON UNA MADDALENA INCINTA!


http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/jcs-in-chiesa-con-maddalena-incinta

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

LA CHIESA DEI SANTI GERVASO E PROTASO DI PARABIAGIO (MI) HA FESTEGGIATO L'ANNIVERSARIO CON IL MUSICAL SUPERBLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR-UNA VERSIONE DAVVERO ORIGINALE CON UNA MADDALENA INCINTA!

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Grande successo di pubblico per la rappresentazione del recital “Jesus Christ Superstar” tenutasi venerdì 5 marzo 2010 a Parabiago.

L’evento, realizzato in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della chiesa dei Santi Gervaso e Protaso, ha visto la partecipazione di elevato numero di spettatori di tutte le età: adulti, giovani e anche bambini (in particolare i bambini della terza elementare erano stati invitati ad assistere con i loro genitori).

Lo “spettacolo-meditazione” realizzato dalla “Compagnia della Gru” di Varese ha emozionato e coinvolto tutti i presenti nel giorno del secondo venerdì di Quaresima: nonostante le famose canzoni del musical siano state cantate nella lingua originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, l’inglese, la rappresentazione è stata chiara, sia perché ben conosciuta (il racconto della Passione di Gesù Cristo) sia perché le parti musicali sono state intervallate da letture di testi moderni e dei Vangeli assai esplicativi.

Molto toccanti le interpretazioni dei protagonisti oltre che di grande abilità vocale: Andrea Minidio nella parte di Gesù, Andrea Formaggini in quella di Giuda, Miriam Cossar (incinta all’ottavo mese) in quella di Maria Maddalena, Maurizio Melis nella duplice parte di Pilato e Annah, Gianluigi Gornati in quella di Caifa, Paolo Quajo in quella di Pietro, Joanna Giacomone in un insolito Simone Zelota e Stefania Matteazzi nel ruolo, se possibile ancora più originale per una donna, del centurione.

Anche il coro formato da Valentina Castelli, Barbara Catalogna, Joanna Giacomone, Francesca Margiotta, Stefania Matteazzi, Marcella Omaggio, Giada Panucci, Simone Poletti, Paolo Quajo, Ermete Rossi, Margherita Rossi e Giulia Torino e i musicisti Enrico Salvato, Riccardo Bricchi, Stefano Salvato, Flavio Piantoni, Dario Milan hanno mostrato al pubblico indubbie doti canore e musicali.

Grande successo di pubblico per la rappresentazione del recital “Jesus Christ Superstar” tenutasi venerdì 5 marzo a Parabiago.

L’evento, realizzato in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della chiesa dei Santi Gervaso e Protaso, ha visto la partecipazione di elevato numero di spettatori di tutte le età: adulti, giovani e anche bambini (in particolare i bambini della terza elementare erano stati invitati ad assistere con i loro genitori).

Lo “spettacolo-meditazione” realizzato dalla “Compagnia della Gru” di Varese ha emozionato e coinvolto tutti i presenti nel giorno del secondo venerdì di Quaresima: nonostante le famose canzoni del musical siano state cantate nella lingua originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, l’inglese, la rappresentazione è stata chiara, sia perché ben conosciuta (il racconto della Passione di Gesù Cristo) sia perché le parti musicali sono state intervallate da letture di testi moderni e dei Vangeli assai esplicativi.

Molto toccanti le interpretazioni dei protagonisti oltre che di grande abilità vocale: Andrea Minidio nella parte di Gesù, Andrea Formaggini in quella di Giuda, Miriam Cossar (incinta all’ottavo mese) in quella di Maria Maddalena, Maurizio Melis nella duplice parte di Pilato e Annah, Gianluigi Gornati in quella di Caifa, Paolo Quajo in quella di Pietro, Joanna Giacomone in un insolito Simone Zelota e Stefania Matteazzi nel ruolo, se possibile ancora più originale per una donna, del centurione.

Anche il coro formato da Valentina Castelli, Barbara Catalogna, Joanna Giacomone, Francesca Margiotta, Stefania Matteazzi, Marcella Omaggio, Giada Panucci, Simone Poletti, Paolo Quajo, Ermete Rossi, Margherita Rossi e Giulia Torino e i musicisti Enrico Salvato, Riccardo Bricchi, Stefano Salvato, Flavio Piantoni, Dario Milan hanno mostrato al pubblico indubbie doti canore e musicali.

http://www.legnanonews.com/news.php?item.7447.2

Jesus Christ Superstar per i 400 anni della parrocchia
05.03.2010 - 06.03.2010


Parabiago - In occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della chiesa dei Santi Gervaso e Protaso, venerdì 5 marzo alle ore 21 la "Compagnia della Gru" metterà in scena il recital "Jesus Christ Super Star". La scelta della collocazione in chiesa e nel giorno del secondo venerdì di Quaresima non è casuale: si intende così sottolineare l'importante valenza pastorale dell'evento che vuole essere soprattutto un'occasione di riflessione, sebbene proposta in un modo non "consueto", in un momento così importante dell'anno. A metà strada tra meditazione musicale e rappresentazione sacra, la produzione di "Jesus Christ Superstar" realizzata a cura di Andrea Minidio ed Enrico Salvato, intende infatti valorizzare e rileggere l'opera di Andrew Lloyd Webber sottolineandone la trama di rimandi e citazioni bibliche che la sorreggono e che ne fanno a buon diritto, oltre che un grande episodio di musica moderna, una valida occasione di riflessione sulla Passione di Gesù Cristo. Attorno agli struggenti protagonisti di una vicenda unica per la storia e per la fede, si muove il coro che nel corso della vicenda dà voce alla folla festante che accoglie il Messia, agli Apostoli col loro entusiasmo e con le loro paure e, infine, agli accusatori che chiedono la crocifissione di Cristo. Ad animare questo dramma sacro un tratto realistico e schietto: lo spettatore potrà sperimentare gli aspetti più umani e terreni della vicenda in cui tutti appaiono oppressi da dubbi, domande ed ansie in cui si specchiano le inquietudini del nostro tempo. Per sostenere la struttura di questa storia senza tempo, i brani musicali sono commentati dalla lettura dei passi evangelici e letterari cui si riferisce la vicenda. Lo scopo è quello di accompagnare l'ascolto e guidare ad i vari episodi della vita di Cristo, senza però contaminare il fluire del musical. Promossa dal Centro Studi Musicali Italiano, la Compagnia della Gru nasce a Varese all'inizio dell'anno 2000. È un libero sodalizio di artisti che, provenienti da esperienze musicali diverse, propone spettacoli principalmente legati al Musical e al Gospel. Con circa 250 concerti al suo attivo, la Compagnia della Gru si è esibita in Italia e all'estero in occasione di spettacoli, concorsi e rassegne di levatura internazionale. Nel dicembre 2004, inoltre, la Compagnia della Gru ha pubblicato il suo primo CD, "Merry Christmas", una fiaba originale quale filo conduttore di una selezione di celebri canti natalizi da tutto il mondo, arrangiati per soli, coro e orchestra moderna, nello stile tipico del musical e della musica gospel.

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http://www.assesempione.info/component/eventlist/details/704-teatrojesus-christ-superstar-per-i-400-anni-della-parrocchia.html

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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

LA CHIESA DEI SANTI GERVASO E PROTASO DI PARABIAGIO (MI) HA FESTEGGIATO L'ANNIVERSARIO CON IL MUSICAL SUPERBLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR-UNA VERSIONE DAVVERO ORIGINALE CON UNA MADDALENA INCINTA!
ORMAI NELLA CHIESA CATOLICA REGNA SATANA:



JESUS CHRIST SUPERSTAR è un opera molto blasfema,principalmente perché
gli autori;Andrew Lloyd Webber e Tim Rice,sono agnostci,non credono in Gesù.
Nelle varie interviste hanno dichiarato che per loro Gesù era un falso pofeta,sciocco
e libertino,mentre il vero sapiente era solo Giuda,l'unico che capiva come andavano le cose.
Quindi vediamo che il Musical JCS insiste sulla negazione del Figlio di Dio.
All'inizio,vediamo che la prostituta Maria Maddalena,riesce a sedurre Gesù,con le sue arti,
lo cosparge di mirra,lo coccola,l'accarezza.Giuda vedendo questo,critica Gesù di essere
immorale,e fare il contrario di ciò che insegna.Intanto Gesù e Maddalena,vivono insieme
giorno e notte,lei di notte gli canta una sensuale ninna nanna,gli sussurra di stare
calmo,di rilassarsi e chiudere gli occhi,mentre lei baderà a lui e lo rinfrescherà con la
mirrà.Gesù e Maddalena sono quindi amanti.Ecco come Maddalena descrive il suo
amore per Gesù;
"Io non so come amarlo,cosa fare a convincerlo.
E' un uomo,è solo un uomo,ed io ho avuto tanti uomini prima,
in tutti i modi.Lui è solo uno in più.
Dovrei violentarlo?
Dovrei gridare e urlare?
Dare sfogo ai miei sentimenti?
Poi,se mi dicesse che mi ama,
non potrei resistere,propio non potrei resistere.....
Lo voglio così,l'amo così".
Quindi la prostituta Maddalena,crede che questo suo amato Gesù,non è altro che uno dei
suoi tanti amanti,è solo un uomo,un uomo come gli altri che vanno a prostitute.
Quindi nel Musical JCS,Gesù è un libertino peccatore,non è finita qui,la dissacrazione continua.
Ecco che nel Musical Gesù è pure malvagio.Quando una folla di bisognosi e malati,
e lebbrosi preme per ricevere guarigioni,conforto e consolazione,
Gesù dice loro con furia"Siete troppi-non spingete!Non ce la faccio-non premete!
Guaritevi da soli,lasciatmi in pace"Questa è la pura e semplice negazone della
più importante verità del vangelo:la divinità del Signore Gesù.
Gesù,nel Musical non solo è libertino e malvagio,è anche un essere insicuro,triste, stanco,
è confuso e no sa realmente chi è,perché deve morire,e si ribbella a Dio,perché lo fa morire
senza un motivo:"Mostrami adesso che non sarò ucciso invano..........................................
.....Mostrami che c'è uno scopo perché mi vuo fare morire.Sei molto astuto sul dove e sul come,ma non così
esperto sul perché"Quindi abbiamo un Gesù che bestemmia Dio,e poi continua a urlare a Dio,
dicendogli di inchiodarlo e ucciderlo adesso prima che lui cambi idea,vere bstemmie
che rendono Gesù il contrario di come è descritto nel Vangelo.
Anche Giuda nel Musical accusa Dio di averlo usato;"Dio!Non saprò mai perchè mi hai scelto per il tuo
crimine,il tuo ripugnante,crudele crimine!Tu mi hai assssinato!"
Però poi nel Musical,vediamo che Giuda,dopo essersi impiccato,muore e diventa un Angelo,
e scende dal cielo con altri Angeli e prende in giro Gesù che si trova sulla croce,dicendogli
che si è fatto crocifiggere invano.
Gesù,nel Musical,muore crocifisso,non risorge,infatti non è Figlio di Dio ma un pazzo peccatore
libertino e malvagio.
Che atei amino questo Musical è normale,ma chi si dice cristiano ed accetta questo Musical,
nega la sua fede ed è un ipocrita e bestemmia Dio,le Sacre Scritture e il Signore Gesù.
Se Gesù fosse stato come quello del Musical,il cristianesimo non sarebe mai nato,e
nessuno conoscerebbe Gesù ora.



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ORMAI DENTRO LA CHIESA CATTOLICA REGNA SATANA

JCS PROMOSSO DAL VATICANO CHIESA CATTOLICA

Da molto tempo c'è questo atteggiamento blasfemo,già gli anni 70,mentre in tutta Italia,le canzoni
del musical,blasfemo,Jesus Christ Supertstar,erano censurate,venivano radiotrasmesse,
da Radio-Vaticana.JCS, ormai è diventata un opera di culto cattolico,perfino ai bambini la fanno recitare
sull'altare delle chiese,vediamo le bambine che cantano a Gesù un amore sessuale,definendolo uno
dei tanti che va a prostitute,e i bambini fanno la parte di un Gesù,cattivo,che manda via con crudeltà,
i malati che gli chiedono aiuto,un Gesù,che si arrabbia contro l'Onnipotente,perché,lo fa morire
senza un motivo.
Quante bestemmie, tutto accade anche perchè,i cattolici,sono ignoranti non posseggono Bibbie,
ne conoscono il Vangelo, in chiesa nemmeno si legge il Vangelo, si preferiscono, citazioni
da religioni pagane.
Le chiese cattoliche alla pari delle protestanti, sono diventati teatri e discoteche con tutti i tipi di musica,
compresa la satanica rock.
Il clero e i teologi cattolici,sempre più dichiarano,che i fatti del Vangelo,sono leggende,mentre sempre
più approvano e appoggiano, films blasfemi contro Gesù.

Ora si ci mettono pure le suore a diffondere JCS !
(1) Perfino lo citano come Vangelo di Matteo;

Figlie di S. Maria della Provvidenza - Provincia "Beati Luigi e Chiara" - Via Statale per Lecco, 20 - 22100 Como (Italia)
Video:
http://singasyougo.blogspot.com/2010/03/hosanna-jesus-christ-superstar.html


http://www.cgfsmp.org/

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UN AVVERTIMENTO A TUTTI COLORO CHE FANNO OPERE BLASFEME CONTRO GESU'
Tutti dovremo un giorno comparire davanti al vero Signore Gesù Cristo,
non davanti a quello partorito dall’immaginazione di qualche ateo ma al Giudice di tutta la terra.


Il nostro destino eterno dipende dal rapporto che avremo avuto con Lui.

V.Giovanni:

3, 36
"Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere
al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui"

Chi nega la divinità di Gesù è l'anticristo, quindi un dannato in eterno.

Prima Lettera Giovani:

2, 22-23

Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.

Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

4, 2-3
Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio;

ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.

Gesù ci ha avvertiti riguardo le bestemmie contro di Lui.

V. Matteo:

12, 30-37


12,30] Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.

[31] Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

[32] A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.

[33] Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero.

[34] Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore.


[35] L'uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.

[36] Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;

[37] poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato".





Non abbiamo bisogno di opere blasfeme su Gesù,

ma solo il Vangelo è verità salvifica!


San Paolo ci ha avvertiti.

Lettera a Galati:

1,8-9


Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un
vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!
L'abbiamo gia detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un
vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!


N.B. Sia Anatema corrisponde, sia maletto e vada all'inferno !

Citazioni Bibbia

http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM



http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/



http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/la-chiesa-dei-santi-gervaso-e-protaso-di-parabiagio-mi-ha-festeggiato-l-anniversario-con-il-musical-blasfemo-jesus-christ-superstar