16/12/2008] di walter
GESU' SECONDO PAOLO BENVENUTI
Recentemente ho rivisto il film " Il Bacio di Giuda" di Paolo Benvenuti, in un incontro dove si discuteva sulla figura di Giuda, oggi di attualità, non solo per il clamoroso Vangelo Copto di Giuda scritto dagli gnostici canaiti, ma anche per l'opera teatrale " Il Vangelo secondo Pilato" con la regia di Glauco Mauri, tratta dall'omonimo romanzo di E.Schmitt,edizioni San Paolo. Nel film di Benvenuti abbiamo un Giuda sapiente colto, che conoscele sacre scritture, e un Gesù folle e delirante, che ha la fissazione di essere l'agnelo sacrificale, e l'attesa di venire ucciso, ora siccome nessuno, proprio nessuno ha intenzione di ucciderlo, gli Apostoli lo prendono per matto. Quindi Giuda per salvargli la faccia accetta di servirlo e lo tradisce. [+]
Recentemente ho rivisto il film " Il Bacio di Giuda" di Paolo Benvenuti, in un incontro dove si discuteva sulla figura di Giuda, oggi di attualità, non solo per il clamoroso Vangelo Copto di Giuda scritto dagli gnostici canaiti, ma anche per l'opera teatrale " Il Vangelo secondo Pilato" con la regia di Glauco Mauri, tratta dall'omonimo romanzo di E.Schmitt,edizioni San Paolo. Nel film di Benvenuti abbiamo un Giuda sapiente colto, che conoscele sacre scritture, e un Gesù folle e delirante, che ha la fissazione di essere l'agnelo sacrificale, e l'attesa di venire ucciso, ora siccome nessuno, proprio nessuno ha intenzione di ucciderlo, gli Apostoli lo prendono per matto. Quindi Giuda per salvargli la faccia accetta di servirlo e lo tradisce. Praticamente il matto Gesù si accorda con il saggio Giuda a fare questo passo. Non solo Gesù è matto perché si fa uccidere, ma cita epressioni prese fuori contesto dai vangeli gnostici; Tommaso, Filippo, e queste espressioni lo rendono ancora più matto e ridicolo. Perfino il carattere di Gesù è stato rimodellato secondo i gusti dell'ateo Benvenuti, come nella scena iniziale dove vedimo un Gesù che sta quasi nudo sulla riva del lago Tiberiade, circondato da tanti bimbetti completamente nudi. Altra scena ridola è la lavanda dei piedi, si vede un Gesù che cammina goffamente a carponi, e cerca di lavare i piedi agli Apostoli, i quali sono allarmati nel vedere Gesù così malconcio da sembrare un animale che si rotola per terra. Oggi tutti si creano il loro Gesù personale, lo fanno anche bravissimi registi come Benvenuti, il quale ha costruito il suo Gesù mischiando un pò di tutto; vangeli ufficali, vangeli gnostii, spunti letterari e tanta immaginazione. Il credente non deve temere poiché un Gesù nato dall'imaginazione di un regista non può sostituire il vero Signore Gesù Salvatore delle Sacre Scritture. [-] Sì0% No0%
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DAVVERO LA CHESA CATTOLICA E' TALMENTE FALSA ED IPOCRITA DA ACCETTARE FILMS E OPERE BLASFEME CONTRO GESU' E LE SACRE SCRITTURE!
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sabato 20 dicembre 2008
martedì 16 dicembre 2008
PAOLO BENVENUTI CI PARLA DEL SUO FILM " IL BACIO I GIUDA"
Prima ancora di realizzare il film, Benvenuti ha dichiarato:
"Intendo filmare non una ricostruzione storicamente realistica della Passione, come altri hanno fatto, ma una sorta di sacra rappresentazione realizzata in luoghi tardomedievali della Toscana, con attori dal forte accento popolare. I riferimenti pittorici saranno perciò Giotto, Piero della Francesca, ma soprattutto Masaccio. La fotografia dai colori bruni e il suono in presa diretta dovranno ricreare con la luce gli echi di un’atmosfera magica e rarefatta, sospesa come nel vuoto. Perché non di realtà si tratta, ma di evocazione".
Le promesse della vigilia sono state mantenute. Il Bacio di Giuda pur essendo un film a basso costo, ha caratteristiche di stile che ne fanno un prodotto di alta qualità.
Virgilio Fantuzzi, Il bacio di Giuda di Paolo Benvenuti, "La civiltà cattolica", II, 1990.
A proposito dell’approccio di Rossellini rispetto ai Vangeli, hai dichiarato che il Bacio di Giuda sarebbe stata una risposta al suo Messia...
Io dico che la vicenda narrata dai Vangeli non è una vicenda storica, se per storia si intende la ‘scienza storica’. Non si possono prendere i Vangeli come documento di fatti storicamente determinati, mancano i riscontri e le prove archeologiche corrispondenti. Alla luce delle attuali conoscenze, non possiamo dire con assoluta certezza che le cronache dei Vangeli siano pagine esatte di storia; possiamo, però, dire che sia i Vangeli apocrifi che quelli canonici, hanno determinato un immaginario collettivo che chiamo metastorico. Tutti noi ci immaginiamo un Cristo alto, bello, biondo, con la barba e i capelli fluenti; così come ci immaginiamo una Gerusalemme ideale... Infatti se tu modifichi questo immaginario, il pubblico resiste e reagisce negativamente; il mio Cristo, per esempio, non a tutti piace.
Se si mettono sullo stesso piano i fatti dei vangeli con quelli accaduti a Luigi XV, per esempio, si fa, secondo me, un’operazione di mistificazione storica; ed è quanto ha fatto Rossellini per l’episodio evangelico. Faccio della storia di Cristo una rappresentazione mentre Rossellini ne fa una ricostruzione storica; questa è la mia risposta. Anzi io faccio la rappresentazione cinematografica di una sacra rappresentazione teatrale, che ha forti riferimenti con la rappresentazione pittorica; o, viceversa, faccio la rappresentazione cinematografica di una rappresentazione pittorica che prende le mosse dalle sacre rappresentazioni popolari, medievali. In questo senso, ritengo di aver fatto un’operazione culturalmente più corretta di quella di Rossellini. Su questo avevamo avuto divergenze.
Dici che il tuo metodo di lavoro ricalca un po’ quello degli scalpellini pisani del 1200...
Questo riguarda il mio "fare" cinema, il mio operare. Faccio un lavoro avendo in testa la cattedrale finita; il problema è fare tutti i ‘conci’, i pezzi di marmo squadrati che poi messi insieme costituiscono la cattedrale. Io devo sapere esattamente dove va quel pezzetto e a quale altro pezzetto va attacato sopra. Il duomo di Pisa, ad esempio, è un insieme di incredibili incastri di pietre di colori diversi, di tante colonne e archetti differenti che poi si compongono in un tutto armonico.
La differenza che si integra perfettamente con il contesto generale fa dell’opera un’opera viva. Questo è l’atteggiamento da ssumere, lavorare il materiale grezzo cinematografico in maniera tale che alla fine, quando si attaccano i vari pezzi, tutto torni armonico e vivo come un’opera architettonica.
Da: Luisa Ceretto, "Un cinema che pone domande. Conversazione con Paolo Benvenuti", in Il cinema di Paolo Benvenuti a cura di L.Ceretto, I quaderni del Lumière, n.21.
.
--------------------------------------------------------------------------------
© 1998 Cooperativa Alfea
From original concept of Mirko Delcaldo & Sandro Petri
Web design and development by M.Delcaldo & S.Petri
Screenplay by Stefano Nannipieri & Luisa Traina
http://www.alfea.it/storie/storie_ita/caterina/biblioteca_caterina/biblio_benvenuti.html
"Intendo filmare non una ricostruzione storicamente realistica della Passione, come altri hanno fatto, ma una sorta di sacra rappresentazione realizzata in luoghi tardomedievali della Toscana, con attori dal forte accento popolare. I riferimenti pittorici saranno perciò Giotto, Piero della Francesca, ma soprattutto Masaccio. La fotografia dai colori bruni e il suono in presa diretta dovranno ricreare con la luce gli echi di un’atmosfera magica e rarefatta, sospesa come nel vuoto. Perché non di realtà si tratta, ma di evocazione".
Le promesse della vigilia sono state mantenute. Il Bacio di Giuda pur essendo un film a basso costo, ha caratteristiche di stile che ne fanno un prodotto di alta qualità.
Virgilio Fantuzzi, Il bacio di Giuda di Paolo Benvenuti, "La civiltà cattolica", II, 1990.
A proposito dell’approccio di Rossellini rispetto ai Vangeli, hai dichiarato che il Bacio di Giuda sarebbe stata una risposta al suo Messia...
Io dico che la vicenda narrata dai Vangeli non è una vicenda storica, se per storia si intende la ‘scienza storica’. Non si possono prendere i Vangeli come documento di fatti storicamente determinati, mancano i riscontri e le prove archeologiche corrispondenti. Alla luce delle attuali conoscenze, non possiamo dire con assoluta certezza che le cronache dei Vangeli siano pagine esatte di storia; possiamo, però, dire che sia i Vangeli apocrifi che quelli canonici, hanno determinato un immaginario collettivo che chiamo metastorico. Tutti noi ci immaginiamo un Cristo alto, bello, biondo, con la barba e i capelli fluenti; così come ci immaginiamo una Gerusalemme ideale... Infatti se tu modifichi questo immaginario, il pubblico resiste e reagisce negativamente; il mio Cristo, per esempio, non a tutti piace.
Se si mettono sullo stesso piano i fatti dei vangeli con quelli accaduti a Luigi XV, per esempio, si fa, secondo me, un’operazione di mistificazione storica; ed è quanto ha fatto Rossellini per l’episodio evangelico. Faccio della storia di Cristo una rappresentazione mentre Rossellini ne fa una ricostruzione storica; questa è la mia risposta. Anzi io faccio la rappresentazione cinematografica di una sacra rappresentazione teatrale, che ha forti riferimenti con la rappresentazione pittorica; o, viceversa, faccio la rappresentazione cinematografica di una rappresentazione pittorica che prende le mosse dalle sacre rappresentazioni popolari, medievali. In questo senso, ritengo di aver fatto un’operazione culturalmente più corretta di quella di Rossellini. Su questo avevamo avuto divergenze.
Dici che il tuo metodo di lavoro ricalca un po’ quello degli scalpellini pisani del 1200...
Questo riguarda il mio "fare" cinema, il mio operare. Faccio un lavoro avendo in testa la cattedrale finita; il problema è fare tutti i ‘conci’, i pezzi di marmo squadrati che poi messi insieme costituiscono la cattedrale. Io devo sapere esattamente dove va quel pezzetto e a quale altro pezzetto va attacato sopra. Il duomo di Pisa, ad esempio, è un insieme di incredibili incastri di pietre di colori diversi, di tante colonne e archetti differenti che poi si compongono in un tutto armonico.
La differenza che si integra perfettamente con il contesto generale fa dell’opera un’opera viva. Questo è l’atteggiamento da ssumere, lavorare il materiale grezzo cinematografico in maniera tale che alla fine, quando si attaccano i vari pezzi, tutto torni armonico e vivo come un’opera architettonica.
Da: Luisa Ceretto, "Un cinema che pone domande. Conversazione con Paolo Benvenuti", in Il cinema di Paolo Benvenuti a cura di L.Ceretto, I quaderni del Lumière, n.21.
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© 1998 Cooperativa Alfea
From original concept of Mirko Delcaldo & Sandro Petri
Web design and development by M.Delcaldo & S.Petri
Screenplay by Stefano Nannipieri & Luisa Traina
http://www.alfea.it/storie/storie_ita/caterina/biblioteca_caterina/biblio_benvenuti.html
LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO QUESTO FILM BLASFEMO " IL BACIO DI GIUDA "
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
IL FILM BLASFEMO
IL BACIO DI GIUDA
1988, Italy
35mm, 90', col.
Director: Paolo Benvenuti.
Screenplay: Paolo Benvenuti, in collaborazione con Marcella Niccolini, Gianni Menon.
Director of photography: Aldo di Marcantonio.
Art director: Paolo Barbi.
Editor: Mario Benvenuti.
Music: Stefano Bambini, Andrea Di Sacco.
Cast and characters: Carlo Bachi (il Nazareno), Giorgio Algranti (Giuda Iscariota), Emidio Simini (Nicodemo),
Marina Barsotti (Maddalena), Pio Gianelli (Simon Pietro), Nicola Checchi (Giovanni), Roberto Morini (Caifa).
Producer: Paolo Benvenuti.
Production company: Cooperativa Alfea Cinematografica RAI Radiotelevisione Italiana, RAITre,
con il contributo del Ministero del Turismo e dello Spettacolo e il patrocinio dei Comuni di Pisa e Lucca.
Italian distribution: Istituto Luce S.p.A., via Tuscolana 1055, Roma.
TRAMA
Il regista Benvenuti è ateo e quindi non crede nei vangeli ufficiali, ma ha voluto lo stesso fare
un film su Gesù, un Gesù che costruisce secondoi soui ideali unendo a spunti dei vangeli
ufficiali anche citazioni dei vangeli gnostici, in particolare il vangelo di Tommaso e quello
di Filippo. Per il personaggio di Giuda usa il vangelo dei gnostici canaiti i quali adoravano
Satana e quindi per loro Giuda è un eroe.
La trama si riduce a questa storia; Gesù è un matto che si crede essere l'agnello di Dio,
che deve essere sacrificato e quindi ucciso per salvare il mondo, ma specialmente per
la propria gloria. Ora nessuno ha intenzione di ucciderlo, i farisei preferiscono sacrificare
gli agnelli della mandria. Quindi ecco che l'apostolo Giuda, l'unico ad avere intelletto
e cultura, e conoscenza delle Sacre Scritture, interviene e in comune accordo con Gesù
accetta di tradirlo, servirlo, e salvarlo ad estremis da una brutta figuraccia di mitomane.
Il Gesù di Benvenuti è proprio diverso dal vero Gesù evangelico, non ha nessuna grazia,
e si comporta da matto spudorato come nello stare nudo presso la riva del lago Tiberiade
in compagnia di bimbi completamente ed oscenamente nudi. La scena fa apparire questo
Gesù un nudista pedifilo. Un altra scena mostra un Gesù animalesco che si rotola sul
pavimento come una bestia, intento nel lavare i piedi agli Apostoli, in questa scena
Gesù fa veramente pietà, non solo è matto ma è anche bestiale.
Vuol dire che il regista Benvenuti pensa che con la fantasia otteniamo Gesù che può
diventare realtà storica. Quanta illusione, Gesù quello checi salva è solo quello del
Nuovo Testamento, i Gesù partoriti dalla mente di uomini agnostici ed atei sono
solo bestemmie che portano all'inferno, ma prima possono confondere le idee anche ai credenti.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
IL FILM BLASFEMO
IL BACIO DI GIUDA
1988, Italy
35mm, 90', col.
Director: Paolo Benvenuti.
Screenplay: Paolo Benvenuti, in collaborazione con Marcella Niccolini, Gianni Menon.
Director of photography: Aldo di Marcantonio.
Art director: Paolo Barbi.
Editor: Mario Benvenuti.
Music: Stefano Bambini, Andrea Di Sacco.
Cast and characters: Carlo Bachi (il Nazareno), Giorgio Algranti (Giuda Iscariota), Emidio Simini (Nicodemo),
Marina Barsotti (Maddalena), Pio Gianelli (Simon Pietro), Nicola Checchi (Giovanni), Roberto Morini (Caifa).
Producer: Paolo Benvenuti.
Production company: Cooperativa Alfea Cinematografica RAI Radiotelevisione Italiana, RAITre,
con il contributo del Ministero del Turismo e dello Spettacolo e il patrocinio dei Comuni di Pisa e Lucca.
Italian distribution: Istituto Luce S.p.A., via Tuscolana 1055, Roma.
TRAMA
Il regista Benvenuti è ateo e quindi non crede nei vangeli ufficiali, ma ha voluto lo stesso fare
un film su Gesù, un Gesù che costruisce secondoi soui ideali unendo a spunti dei vangeli
ufficiali anche citazioni dei vangeli gnostici, in particolare il vangelo di Tommaso e quello
di Filippo. Per il personaggio di Giuda usa il vangelo dei gnostici canaiti i quali adoravano
Satana e quindi per loro Giuda è un eroe.
La trama si riduce a questa storia; Gesù è un matto che si crede essere l'agnello di Dio,
che deve essere sacrificato e quindi ucciso per salvare il mondo, ma specialmente per
la propria gloria. Ora nessuno ha intenzione di ucciderlo, i farisei preferiscono sacrificare
gli agnelli della mandria. Quindi ecco che l'apostolo Giuda, l'unico ad avere intelletto
e cultura, e conoscenza delle Sacre Scritture, interviene e in comune accordo con Gesù
accetta di tradirlo, servirlo, e salvarlo ad estremis da una brutta figuraccia di mitomane.
Il Gesù di Benvenuti è proprio diverso dal vero Gesù evangelico, non ha nessuna grazia,
e si comporta da matto spudorato come nello stare nudo presso la riva del lago Tiberiade
in compagnia di bimbi completamente ed oscenamente nudi. La scena fa apparire questo
Gesù un nudista pedifilo. Un altra scena mostra un Gesù animalesco che si rotola sul
pavimento come una bestia, intento nel lavare i piedi agli Apostoli, in questa scena
Gesù fa veramente pietà, non solo è matto ma è anche bestiale.
Vuol dire che il regista Benvenuti pensa che con la fantasia otteniamo Gesù che può
diventare realtà storica. Quanta illusione, Gesù quello checi salva è solo quello del
Nuovo Testamento, i Gesù partoriti dalla mente di uomini agnostici ed atei sono
solo bestemmie che portano all'inferno, ma prima possono confondere le idee anche ai credenti.
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