Non siamo tutti figli di Dio….purtroppo!
[1] In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
[2] Egli era in principio presso Dio:
[3] tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste…..
[12] A quanti però l'hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,
[13] i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
Gv. 1,1 seg.
19] Gli dissero allora: "Dov'è tuo padre?". Rispose Gesù: "Voi non conoscete né me né il Padre; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio".
Gv. 8,19
39] Gli risposero: "Il nostro padre è Abramo". Rispose Gesù: "Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo!
[40] Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto.
[41] Voi fate le opere del padre vostro". Gli risposero: "Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!".
[42] Disse loro Gesù: "Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.
[43] Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole,
[44] voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.
[45] A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.
Gv. 8,39
15] Gesù disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
[16] Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
Mc. 16,15
24] Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati".
Gv. 8,24
[8] Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta".
[9] Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?
[10] Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.
[11] Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
Gv. 14,8
Domenica 19 ottobre 2008 in occasione di un incontro di preghiera che si è tenuto a Brugherio padre Michele Vassallo ha chiarito, coraggiosamente e profeticamente, la differenza tra i figli di Dio e le creature di Dio. Si è trattato di un fascio di luce che ha squarciato la confusione che regna sovrana anche in seno ad una certa chiesa che preferisce compiacere al mondo anziché a Dio.
Molte predicazioni moderniste, che hanno subito il fascino delle teorie massoniche penetrate anche nella Chiesa, tendono a far credere che siamo tutti figli di Dio, commettendo un grossolano errore biblico e teologico. I numerosi brani della Sacra Scrittura posti in premessa dimostrano chiaramente che per essere figli di Dio è necessario accogliere Gesù come vero Dio e vero uomo. L’espressione (riferita a Gesù) “A quanti l’hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome” è di una chiarezza lapalissiana che non presenta il fianco ad alcuna fuorviante interpretazione. Di conseguenza è opportuno chiarire e diffondere, per contrastare le errate e serpeggianti teorie, che esiste una differenza sostanziale tra le creature di Dio (tutti!) ed i figli di Dio. Addirittura Gesù stesso afferma che esistono persino i figli di satana “Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv. 8,39).
L’invito di Gesù è teso a far sì che tutti diventino figli di Dio mediante la fede in Cristo. Ed è talmente importante tale invito che nel Vangelo di Marco sta scritto “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,15). Monito che contrasta apertamente con le teorie del mondo tese a far credere che la fede in Cristo sia un semplice optional senza alcuna importanza pratica; una delle tante credenze che circolano nel mondo. Gesù non è venuto nel mondo per proporci delle semplici omelie domenicali, ma con segni, prodigi e mediante la sua Passione (indiscutibile certificazione del suo infinito amore nei confronti di un’umanità che gli preferisce, in buona parte, semplici personaggi umani) ha donato la redenzione e la salvezza a tutti quelli che lo accoglieranno, fosse pure negli ultimi istanti della loro vita. Gesù ha affermato “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 14,6); espressione, come del resto tutta la Sacra Scrittura, valida per tutte le generazioni, soprattutto per quella odierna che pare esserselo dimenticato. Un monito che deve tradursi in un perseverante invito a tutti gli uomini affinchè accolgano la predicazione evangelica, secondo il dettame biblico “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (Mc. 1,15) .
http://www.genitoricattolici.org/predicazione%20di%20Maria.htm .
DAVVERO LA CHESA CATTOLICA E' TALMENTE FALSA ED IPOCRITA DA ACCETTARE FILMS E OPERE BLASFEME CONTRO GESU' E LE SACRE SCRITTURE!
mercoledì 3 dicembre 2008
GESU' NON ERA ESSENO E NE' SI RECO' IN ORIENTE
DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA
GESU' ERA ESSENO?
Gesù sapienza divina incarnata non aveva bisogno di maestri terreni,eretici esseni
o pagani idolatri impuri indù.E' blasfemo solo pensare queste diavolerie.
Noi abbiamo avuto come maestro dei testi di Qumram il grande e ora defunto
Dott.Luigi Moraldi,egli ci ha insegnato che tra Gesù e gli esseni c'è un abisso.
Dal Nuovo Testamento sappiamo,che i farisei volevano uccidere Gesù,perché
non rispettava il Sabato,compiendo guarigoni,per questioni di lavanda delle mani.
Ora chi legge i testi di Qumram che si presume siano appertenuti agli esseni,
scoprirà che sul Sabato e la lavanda delle mani e altri battesimi erano molto
pù rigorosi dei farisei,figuriamoci come odiavano Gesù quando lo sentivano predicare.
Moraldi ci ha spiegato che gli esseni erano paganeggianti pre-gnostici,conoscevano
le cure con le erbe e le pietre,preparavano ammuleti magici,erano astrologi e compilavano
oroscopi,avevano legami con la setta dei terapeuti d'Egitto,i quali pur essendo considerati
ebrei,erano piuttosto pagani collegati con le scuole esoteriche d'Alessandria,magisti,
quindi considerati impuri dai farisei.Gli esseni aspettavano un Messia sacerdote-guerriero
che li avrebbe aiutati a liberare la loro terra dai romani,infatti gli esseni erano una sorta
di monaci-soldati.Quindi Gesù con gli esseni non ha alcun legame,tranne gli elementi
che sono comuni a tutte le correnti ebraiche d'allora.Dal Nuovo Tetamento sappiamo
che Gesù non è stato in nessuna scuola di rabbini,e tanto meno di enciclopedici
maghi eretici esseni, ma la sua dottrina veniva direttamente dal Padre suo celeste;
V.Giov.7,15-18.----Gesù già a dodici anni faceva quello che il Padre suo celeste
gli ordinava;V.Luca,2,49.
Si potrebbe continuare ancora per svelare l'infinita e divina sapienza di Gesù,
per ora basta così,ne riparleremo.
GESU' VIAGGIO' IN ORIENTE?
Un grande esperto di religioni orientali R.Kranenborg,ha indagato sui presunti
viaggi di Gesù in oriente,ha scoperto che queste leggende new-age e della
teosofia,sono incominciate a diffondersi solo dopo il libro dell'ebreo-russo
N.Notovitch,il quale pur dichiarando che si era convertio alla religione
cristiana ortodossa,aveva sicuramente aderito alla scuola di Teosofia
della baronessa russa Madam Blavansky.Prima del 1894 non c'è
traccia di libri che parlano di Gesù in oriente.
Abbiamo una grande testimonianza che toglie ogni dubbio,Mani che
visse in Persia nel III secolo,e conosceva tutto sulle religioni orientali,
anzi perfino ne aveva preso alcuni elementi ed apportati nel suo
cristianesimo eretico.Pur essendo eretico Mani professava che Gesù
era sceso dal cielo,era totalmente di natura divina ed aveva assunto solo
in apparenza la natura umana,era vissuto sempre in palestina ove era
morto e risosto ed asceso al cielo.Mani quindi ci testimonia questo,
ma inoltre vediamo che in oriente arrivò presto la religione cristiana.
In India la chiesa cattolica rivendica di essere stata fondata dall'Apostolo
San Tommaso.Ora se Gesù fosse morto in Kashmir il cristianesimo
non si sarebbe diffuso.N.Notovitch è il demonio che ha seminato
questa zizzania di Gesù che va in India,ma fù subito smascherato
da certi giornalisti che si recarono in Oriente a verificare se N.Notovitch
dicesse la verità,scoprirono che il suo libro era solo un romanzo
di fantasia,dove aveva commesso degli errori che lo smascheravano,
ne citiamo solo uno per ora,nel suo libro;"La Vita Sconosciuta di Gesu'",
vediamo che Gesù è chiamato SANTO ISSA,questo termine è post-islamico.
Prima del corano,arabi ed orientali chiamavano Gesù con il nome
Yus,o similmente.
La setta del falso Messia Ahmad,non subito ma dopo un pò di tempo
incominciò a creare la storia di Gesù che non sarebbe morto in croce
ma a Srinagar in Kashmir.Noi posssediamo degli articoli dove il falso Messiab Ahmad,
sulla tomba di Gesù in principo crede sia in palestina e solo dopo molti anni dice che è
a Srinagar,ne parleremo in seguito.Ora ci sarebbe un certo Kasmiro Fida Hassnain,il
quale si dichiara musulmano sufi ma in realtà ha legami sia con la setta di Ahmad che
con dei massoni tedeschi e austriaci,questo Fida scrive libri per dimostrare che
sia N.Notovitch,che Ahmad dicono la verità,che Gesù da giovane fù educato in Oriente,
e poi dopo essere guarito dalla crocifissione ha ingannato tutti,e in occulto se ne è andato
in Kashmir dove si è rifatto una nuova vita con moglie e figli,mentre naturalmente
gli apostoli per professare Gesù risorto diventavano martiri.
Ci sono altre cose da chiarire,lo faremo in seguito,ma vogliamo aggiungere
dei particolari su Fida,il quale nel suo libro;"Sulle tracce di Gesù Esseno",
si rende blasfemo,asserendo che Gesù è stato concepito tramite il
tantra-sex tra Maria e qualche esseno.Inoltre per costruire la sua
falsa vita di Gesù,usa un libro della massoneria tedesca inesistente;
"The Crucicixion by an Eye-Witness",dove viene raccontato che Gesù non morì in
croce,ma fù guarito.Parleremo ancora di tutto questo,per ora convincetevi che
Gesù non era esseno e non viaggiò presso popoli considerati impuri dai pii ebrei.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
GESU' ERA ESSENO?
Gesù sapienza divina incarnata non aveva bisogno di maestri terreni,eretici esseni
o pagani idolatri impuri indù.E' blasfemo solo pensare queste diavolerie.
Noi abbiamo avuto come maestro dei testi di Qumram il grande e ora defunto
Dott.Luigi Moraldi,egli ci ha insegnato che tra Gesù e gli esseni c'è un abisso.
Dal Nuovo Testamento sappiamo,che i farisei volevano uccidere Gesù,perché
non rispettava il Sabato,compiendo guarigoni,per questioni di lavanda delle mani.
Ora chi legge i testi di Qumram che si presume siano appertenuti agli esseni,
scoprirà che sul Sabato e la lavanda delle mani e altri battesimi erano molto
pù rigorosi dei farisei,figuriamoci come odiavano Gesù quando lo sentivano predicare.
Moraldi ci ha spiegato che gli esseni erano paganeggianti pre-gnostici,conoscevano
le cure con le erbe e le pietre,preparavano ammuleti magici,erano astrologi e compilavano
oroscopi,avevano legami con la setta dei terapeuti d'Egitto,i quali pur essendo considerati
ebrei,erano piuttosto pagani collegati con le scuole esoteriche d'Alessandria,magisti,
quindi considerati impuri dai farisei.Gli esseni aspettavano un Messia sacerdote-guerriero
che li avrebbe aiutati a liberare la loro terra dai romani,infatti gli esseni erano una sorta
di monaci-soldati.Quindi Gesù con gli esseni non ha alcun legame,tranne gli elementi
che sono comuni a tutte le correnti ebraiche d'allora.Dal Nuovo Tetamento sappiamo
che Gesù non è stato in nessuna scuola di rabbini,e tanto meno di enciclopedici
maghi eretici esseni, ma la sua dottrina veniva direttamente dal Padre suo celeste;
V.Giov.7,15-18.----Gesù già a dodici anni faceva quello che il Padre suo celeste
gli ordinava;V.Luca,2,49.
Si potrebbe continuare ancora per svelare l'infinita e divina sapienza di Gesù,
per ora basta così,ne riparleremo.
GESU' VIAGGIO' IN ORIENTE?
Un grande esperto di religioni orientali R.Kranenborg,ha indagato sui presunti
viaggi di Gesù in oriente,ha scoperto che queste leggende new-age e della
teosofia,sono incominciate a diffondersi solo dopo il libro dell'ebreo-russo
N.Notovitch,il quale pur dichiarando che si era convertio alla religione
cristiana ortodossa,aveva sicuramente aderito alla scuola di Teosofia
della baronessa russa Madam Blavansky.Prima del 1894 non c'è
traccia di libri che parlano di Gesù in oriente.
Abbiamo una grande testimonianza che toglie ogni dubbio,Mani che
visse in Persia nel III secolo,e conosceva tutto sulle religioni orientali,
anzi perfino ne aveva preso alcuni elementi ed apportati nel suo
cristianesimo eretico.Pur essendo eretico Mani professava che Gesù
era sceso dal cielo,era totalmente di natura divina ed aveva assunto solo
in apparenza la natura umana,era vissuto sempre in palestina ove era
morto e risosto ed asceso al cielo.Mani quindi ci testimonia questo,
ma inoltre vediamo che in oriente arrivò presto la religione cristiana.
In India la chiesa cattolica rivendica di essere stata fondata dall'Apostolo
San Tommaso.Ora se Gesù fosse morto in Kashmir il cristianesimo
non si sarebbe diffuso.N.Notovitch è il demonio che ha seminato
questa zizzania di Gesù che va in India,ma fù subito smascherato
da certi giornalisti che si recarono in Oriente a verificare se N.Notovitch
dicesse la verità,scoprirono che il suo libro era solo un romanzo
di fantasia,dove aveva commesso degli errori che lo smascheravano,
ne citiamo solo uno per ora,nel suo libro;"La Vita Sconosciuta di Gesu'",
vediamo che Gesù è chiamato SANTO ISSA,questo termine è post-islamico.
Prima del corano,arabi ed orientali chiamavano Gesù con il nome
Yus,o similmente.
La setta del falso Messia Ahmad,non subito ma dopo un pò di tempo
incominciò a creare la storia di Gesù che non sarebbe morto in croce
ma a Srinagar in Kashmir.Noi posssediamo degli articoli dove il falso Messiab Ahmad,
sulla tomba di Gesù in principo crede sia in palestina e solo dopo molti anni dice che è
a Srinagar,ne parleremo in seguito.Ora ci sarebbe un certo Kasmiro Fida Hassnain,il
quale si dichiara musulmano sufi ma in realtà ha legami sia con la setta di Ahmad che
con dei massoni tedeschi e austriaci,questo Fida scrive libri per dimostrare che
sia N.Notovitch,che Ahmad dicono la verità,che Gesù da giovane fù educato in Oriente,
e poi dopo essere guarito dalla crocifissione ha ingannato tutti,e in occulto se ne è andato
in Kashmir dove si è rifatto una nuova vita con moglie e figli,mentre naturalmente
gli apostoli per professare Gesù risorto diventavano martiri.
Ci sono altre cose da chiarire,lo faremo in seguito,ma vogliamo aggiungere
dei particolari su Fida,il quale nel suo libro;"Sulle tracce di Gesù Esseno",
si rende blasfemo,asserendo che Gesù è stato concepito tramite il
tantra-sex tra Maria e qualche esseno.Inoltre per costruire la sua
falsa vita di Gesù,usa un libro della massoneria tedesca inesistente;
"The Crucicixion by an Eye-Witness",dove viene raccontato che Gesù non morì in
croce,ma fù guarito.Parleremo ancora di tutto questo,per ora convincetevi che
Gesù non era esseno e non viaggiò presso popoli considerati impuri dai pii ebrei.
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
GESU' NON VOLEVA E NE POTEVA SPOSARSI
GESU' NON VOLEVA E NE POTEVA SPOSARSI
GESU' VUOLE DA TUTTI ESSERE AMATO COME IL PANE CELESTE E L'AGNELLO DI DIO,SI PUO' AMARE QUESTO SESSUALMENTE?
NO,INFATTI FARE QUESTO E' SATANICA BESTEMMIA.ORA GESU' CHE CONOSCEVA TUTTI I SEGRETI DI OGN'UNO NON AVREBBE PERMESSO CHE LE DONNE LO AMASSERO SESSUALMENTE NEMMENO IN OCCULTO E IN BUONA FEDE,SE LO AVESSE PERMESSO SAREBBE UN FALSO MESSIA.
MA GESU' CHE DICE A S.PIETRO;"LUNGI DA ME SATANA",PERCHE' NON VOLEVA CHE GESU' MORISSE,TANTO PIU' GESU' MANDEREBBE VIA DA LUI UNA SEDUTTRICE.
LE PIE DONNE CHE ERANO CON GESU' SAPEVANO CHI ERA,ESEMPIO; S.MARTA-V.GIOVANNI-11,27.
POI GESU' INSGNAVA PURE ALLE DONNE ESTRANEE CHI ERA,COME LA SAMARITANA;V.GIOVANNI-4,7-26-FIGURIAMOCI COME CONOSCEVANO GESU'LE PIE DONNE,INFATTI ECCO UN ESEMPIO;V.LUCA-24,5-8.
MA POI GESU' INSEGNAVA LA SUA VERA NATURA IN PUBBLICO;V.GIOVANNI-6,26-59.---V.MATTEO-7,21-23-----12,25-30
V.LUCA-13,22---30. QUINDI GESU' A TUTTI FACEVA CAPIRE CHI ERA;APOSTOLI,DISCEPOLI,PIE DONNE E FOLLA DI UOMINI,DONNE E BAMBINI.
GESU' E' PANE DIVINO,E NON HA LEGAMI ALCUNO CON LA SESSULITA'
Gesù è sceso dal cielo,ha detto di essere pane sceso dal cielo.Gesù era il verbo che si fece carne,era perfettisimo,era l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.Gesù chiedeva a chi lo voleva seguire,di amarlo più di tutto,lasciare casa,famiglia averi,e possibilmente restare vergini,farsi eunuchi per il regno.Gesù,vuole che venga presto il regno dei cieli,li i risorti saranno come gli angeli,non potranno sposarsi,perché saranno figli della resurrezione, non potranno più morire,saranno figli di Dio.Gesù è già Figlio di Dio, veramente è Dio,chi vede Lui vede il Padre.Gesù,è nato tramite lo Spirito Santo,senza rapporti impuri.Gesù essendo Dio,trasfigurò e divenne tutto luccicante davanti agli apostoli,non poteva fare sesso,sposarsi,la S.Eucaristia,non può fare sesso,ne la S.Trinità, ne Dio,quello giudaico-cristiano,certo i dei pagani vanno con animali e praticano l'incesto.Gesù,consiglia a chi può di restare vergine, cosa che lui avrebbe fatto anche se fosse stato solo un S.profeta,un uomo,come gli esseni. Gesù,ha vinto Satana,e il mondo,perfino dava questo potere agli apostoli,di esorcizzare in suo nome,Gesù vedeva Satana scendere dal cielo,cercare gli apostoli e vagliarli come il grano,Gesù disse che Satana,il principe di questo mondo non poteva fare nulla contro di Lui. Gesù,chiamò Pietro Satana,solo perché,non accettava che Lui morisse,figuriamoci come manda via qualsiasi diavolo tentatore,per cose più gravi.Gesù,guidato dallo Spirito Santo,andò nel deserto, per farsi tentare dal demonio,ma sono tentazini esterne,due solo provocazioni,quella del pane,e del pineacolo,la terza,qui Satana gli chiede di essere adorato,è chiaro che Gesù,stesso non si può fare questa tentazione.Per Gesù,le tentazioni interne a peccare sono peccati,come il solo guardare un donna,per desiderarla è adulterio. Gesù,in vista,delle tentazioni interiori,ci chiede,se il tuo occhio ti fa inciampare cavatelo,è meglio entrare nel Regno senza un occhio, che finire all'inferno. Gesù,è venuto ad insegnarci la verità,Lui è Via Verità Vita. Ora chi crede in questo Gesù dei Vangeli,si salva,può guarire,può diventare Santo come S.Antonio. Chi crede nei falsi Gesù,inventati da atei,massoni come Dan Brown,è destinato al fuoco eterno,e sulla terra si trova nelle tenebre e nel caos e schiavo di Satana.
GESU' NON SI SPOSO' NE' POTEVA E NE' VOLEVA FARLO
Gesù ha una sposa, la chiesa,la Gerusalemme celeste;2CORINTI-11,2 EFESINI-5,32 RIVELAZIONE-21,1-2.
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Gesù,non è un uomo comune,ma è il Figlio eterno di Dio,è Dio stesso,tanto che afferma chi vede me vede il Padre,V.GIOVANNI-14,8-14.
Gesù stesso ha insegnato;V.LUCA-20,34-"I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;ma quelli che sono giudicati degni del mondo futuro e della risurrezione dai morti,non prendono né moglie né marito.Essi non possono più morire,perché sono uguali agli angeli,e sono figli di Dio fatti degni della risurrezione.".Ecco da questa verità,i S.Padri della chiesa hanno stabilito che veramente Gesù non avrebbe potuto sposarsi con una donna,poiché gli Angeli e i figli di Dio eterni non possono sposarsi,vediamo infatti che Gesù,è Figlio di Dio, è il Verbo che si è fatto carne,nato da donna per opera dello Spirito Santo,Gesù è l'immagine del Padre,è Lui stesso Dio,quindi essendo eterno Figlio di Dio sceso dal cielo,dalla natura divina,non può essere asssociato alla sessualità,e prendere moglie.
Poi i S.Padri aggiungevano questo,come il Pane celeste,la .Eucaristia può avere rapporti sessuali,è blasfemo solo ipotizzarlo.
Aggiungevano anche che l'Agnello di Dio deve essere tutto puro è immacolato senza macchia,non solo non può sposarsi ma non deve avere nessun legame con i desideri carnali e la sessualità. I S.Padri facevano notare questo,Gesù ha avuto una nascità miracolosa,ed è risorto dai morti, ma ha dimostrato veramente essere un essere divino specialmente con la sua trasfigurazione,diventando tutto candido,luminoso e
sfolgorante;V.MATTEO-17,1-9.Ora un essere così celestiale e divino non può sposarsi,avere figli,e nemmeno avere desideri carnali,poiché è un essere celeste come gli Angeli,anzi vediamo che gli Angeli lo servono;V.MATTEO-4,11,
V.GIOVANNI-1,51.
Quindi tutte queste ipotesi che Gesù poteva sposarsi e non lo fece per la missione,che se voleva poteva sposarsi,che non si
sposò per imitare gli esseni,che addirittura era sposato,che perfino era omosessuale ed aveva un 'amante,tutte queste ipotesi
sono bestemmie difronte a Gesù Dio eterno incarnato.
GESU' E' DIO PURISSIMO E SANTISSIMO-IL VERBO SI FECE CARNE
Quando venne il momento di mandare suo Figlio Unigenito,Iddio aveva preparato un vaso purissimo per accoglierlo.
V.LUCA-1,26-Dio mandò l'Angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazareth,ad una vergine promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe della casa di David:il nome della vergine era Maria.Entrò da lei e le disse:"Salve,piena di grazia,l Signore è con te".1,30-L'Angelo le disse:"Non temere,Maria,perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco,tu concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio.Lo chiamerai Gesù.Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo;il Signore Dio gli darà il trono di Davide,suo padre e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine"Allora Maria disse all'Angelo."Come avverrà questo,poiché io non conosco uomo?".L'Angelo le rispose:"Lo Spirito Santo scenderà sopra di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra;perciò quello che nascerà sarà chiamato Santo,Figlio di Dio.
Iddio aveva disposto che Gesù avesse un padre terreno,quindi scelse l'uomo più puro e più giusto e santo,per affidare suo Figlio Divino,e la vergine purissima.V.MATTEO-1,18-Maria si era fidanzata con Giuseppe;ma prima che essi iniziassero a vivere insieme,si trovò che lei aveva concepito per opera dello Spirito Santo.
Il suo sposo Giuseppe,che era giusto e non voleva esporla al publico ludibrio,decisa di rimandarla in segreto.
Ora,quando aveva già preso una tale risoluzione,ecco che un Angelo del Signore gli apparve in sogno per dirgli:
"Giuseppe,figlio di Davide,non temere di prendere con te Maria,tua sposa:ciò che in lei è atato concepito è opera dello Spirito Santo.Darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù;egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Quindi veniva sulla terra il Figlio di Dio.V.GIOVANNI-1,1-In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo.Questi era in principio presso Dio.Tutto per mezzo di Lui fù fatto e senza di li non fu fatto asolutamente nulla
di ciò che è stato fatto.In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;1,9-Era la Luce vera,che illumina ogni uomo,quella che veniva nel mondo.1,14-E il Verbo si fece carne e dimorò fra noi e abbiamo visto la sua gloria,gloria come
di Unigenito dal Padre,pieno di grazia e verità.L.FILIPPESI-1,6-Cristo Gesù,pur essendo di natura divina,non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;ma spoglio se stesso,assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini,apparso in forma umana,umiliò se stesso facendoi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
L.COLOSSSESI-1,15-Gesu' è immagine del Dio invisibile,generato prima di ogni creatura;poiché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose,quelli nei cieli e qauelli sulla terra,quelli visibili e quelli invisibili:Troni,Dominazioni,
Principati e Potesta.Tutte le cose sono state create per mezo di Lui e in vista diLui.Eli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui.Egli è anche il capo del corpo,cioè della Chiesa.Egli è il principio,il primogenito di coloro che risuscitano dai morti,per ottenere il primato su tutte le cose.Perché piacque a Dio di fare abitare in Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a se tutte le cose,rappacificando con il suo sangue della sua croce,cioè per mezzo di Lui,le cose
che stanno sulla terra e quelle nei cieli.V.LUCA-2,8-In quella stessa regione si trovavano dei pastori:vegliavano all'aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge.L'Angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li
avvolse di luce:essi furono presi da grande spavento.Ma l'Angelo disse loro:"Non temete,perché,ecco,io vi annunzio una grande gioia per tutto il popolo:oggi,nella città di Davide,è nato per voi un Salvatore,che è il Messia,Signore.Questo
vi servirà da segno:troverete un bambino avvolto in fasce che giaceinunamangiatoia".
Subito si unì all'Angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio così:"Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini
che egli ama".
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
GESU' VUOLE DA TUTTI ESSERE AMATO COME IL PANE CELESTE E L'AGNELLO DI DIO,SI PUO' AMARE QUESTO SESSUALMENTE?
NO,INFATTI FARE QUESTO E' SATANICA BESTEMMIA.ORA GESU' CHE CONOSCEVA TUTTI I SEGRETI DI OGN'UNO NON AVREBBE PERMESSO CHE LE DONNE LO AMASSERO SESSUALMENTE NEMMENO IN OCCULTO E IN BUONA FEDE,SE LO AVESSE PERMESSO SAREBBE UN FALSO MESSIA.
MA GESU' CHE DICE A S.PIETRO;"LUNGI DA ME SATANA",PERCHE' NON VOLEVA CHE GESU' MORISSE,TANTO PIU' GESU' MANDEREBBE VIA DA LUI UNA SEDUTTRICE.
LE PIE DONNE CHE ERANO CON GESU' SAPEVANO CHI ERA,ESEMPIO; S.MARTA-V.GIOVANNI-11,27.
POI GESU' INSGNAVA PURE ALLE DONNE ESTRANEE CHI ERA,COME LA SAMARITANA;V.GIOVANNI-4,7-26-FIGURIAMOCI COME CONOSCEVANO GESU'LE PIE DONNE,INFATTI ECCO UN ESEMPIO;V.LUCA-24,5-8.
MA POI GESU' INSEGNAVA LA SUA VERA NATURA IN PUBBLICO;V.GIOVANNI-6,26-59.---V.MATTEO-7,21-23-----12,25-30
V.LUCA-13,22---30. QUINDI GESU' A TUTTI FACEVA CAPIRE CHI ERA;APOSTOLI,DISCEPOLI,PIE DONNE E FOLLA DI UOMINI,DONNE E BAMBINI.
GESU' E' PANE DIVINO,E NON HA LEGAMI ALCUNO CON LA SESSULITA'
Gesù è sceso dal cielo,ha detto di essere pane sceso dal cielo.Gesù era il verbo che si fece carne,era perfettisimo,era l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.Gesù chiedeva a chi lo voleva seguire,di amarlo più di tutto,lasciare casa,famiglia averi,e possibilmente restare vergini,farsi eunuchi per il regno.Gesù,vuole che venga presto il regno dei cieli,li i risorti saranno come gli angeli,non potranno sposarsi,perché saranno figli della resurrezione, non potranno più morire,saranno figli di Dio.Gesù è già Figlio di Dio, veramente è Dio,chi vede Lui vede il Padre.Gesù,è nato tramite lo Spirito Santo,senza rapporti impuri.Gesù essendo Dio,trasfigurò e divenne tutto luccicante davanti agli apostoli,non poteva fare sesso,sposarsi,la S.Eucaristia,non può fare sesso,ne la S.Trinità, ne Dio,quello giudaico-cristiano,certo i dei pagani vanno con animali e praticano l'incesto.Gesù,consiglia a chi può di restare vergine, cosa che lui avrebbe fatto anche se fosse stato solo un S.profeta,un uomo,come gli esseni. Gesù,ha vinto Satana,e il mondo,perfino dava questo potere agli apostoli,di esorcizzare in suo nome,Gesù vedeva Satana scendere dal cielo,cercare gli apostoli e vagliarli come il grano,Gesù disse che Satana,il principe di questo mondo non poteva fare nulla contro di Lui. Gesù,chiamò Pietro Satana,solo perché,non accettava che Lui morisse,figuriamoci come manda via qualsiasi diavolo tentatore,per cose più gravi.Gesù,guidato dallo Spirito Santo,andò nel deserto, per farsi tentare dal demonio,ma sono tentazini esterne,due solo provocazioni,quella del pane,e del pineacolo,la terza,qui Satana gli chiede di essere adorato,è chiaro che Gesù,stesso non si può fare questa tentazione.Per Gesù,le tentazioni interne a peccare sono peccati,come il solo guardare un donna,per desiderarla è adulterio. Gesù,in vista,delle tentazioni interiori,ci chiede,se il tuo occhio ti fa inciampare cavatelo,è meglio entrare nel Regno senza un occhio, che finire all'inferno. Gesù,è venuto ad insegnarci la verità,Lui è Via Verità Vita. Ora chi crede in questo Gesù dei Vangeli,si salva,può guarire,può diventare Santo come S.Antonio. Chi crede nei falsi Gesù,inventati da atei,massoni come Dan Brown,è destinato al fuoco eterno,e sulla terra si trova nelle tenebre e nel caos e schiavo di Satana.
GESU' NON SI SPOSO' NE' POTEVA E NE' VOLEVA FARLO
Gesù ha una sposa, la chiesa,la Gerusalemme celeste;2CORINTI-11,2 EFESINI-5,32 RIVELAZIONE-21,1-2.
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Gesù,non è un uomo comune,ma è il Figlio eterno di Dio,è Dio stesso,tanto che afferma chi vede me vede il Padre,V.GIOVANNI-14,8-14.
Gesù stesso ha insegnato;V.LUCA-20,34-"I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;ma quelli che sono giudicati degni del mondo futuro e della risurrezione dai morti,non prendono né moglie né marito.Essi non possono più morire,perché sono uguali agli angeli,e sono figli di Dio fatti degni della risurrezione.".Ecco da questa verità,i S.Padri della chiesa hanno stabilito che veramente Gesù non avrebbe potuto sposarsi con una donna,poiché gli Angeli e i figli di Dio eterni non possono sposarsi,vediamo infatti che Gesù,è Figlio di Dio, è il Verbo che si è fatto carne,nato da donna per opera dello Spirito Santo,Gesù è l'immagine del Padre,è Lui stesso Dio,quindi essendo eterno Figlio di Dio sceso dal cielo,dalla natura divina,non può essere asssociato alla sessualità,e prendere moglie.
Poi i S.Padri aggiungevano questo,come il Pane celeste,la .Eucaristia può avere rapporti sessuali,è blasfemo solo ipotizzarlo.
Aggiungevano anche che l'Agnello di Dio deve essere tutto puro è immacolato senza macchia,non solo non può sposarsi ma non deve avere nessun legame con i desideri carnali e la sessualità. I S.Padri facevano notare questo,Gesù ha avuto una nascità miracolosa,ed è risorto dai morti, ma ha dimostrato veramente essere un essere divino specialmente con la sua trasfigurazione,diventando tutto candido,luminoso e
sfolgorante;V.MATTEO-17,1-9.Ora un essere così celestiale e divino non può sposarsi,avere figli,e nemmeno avere desideri carnali,poiché è un essere celeste come gli Angeli,anzi vediamo che gli Angeli lo servono;V.MATTEO-4,11,
V.GIOVANNI-1,51.
Quindi tutte queste ipotesi che Gesù poteva sposarsi e non lo fece per la missione,che se voleva poteva sposarsi,che non si
sposò per imitare gli esseni,che addirittura era sposato,che perfino era omosessuale ed aveva un 'amante,tutte queste ipotesi
sono bestemmie difronte a Gesù Dio eterno incarnato.
GESU' E' DIO PURISSIMO E SANTISSIMO-IL VERBO SI FECE CARNE
Quando venne il momento di mandare suo Figlio Unigenito,Iddio aveva preparato un vaso purissimo per accoglierlo.
V.LUCA-1,26-Dio mandò l'Angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazareth,ad una vergine promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe della casa di David:il nome della vergine era Maria.Entrò da lei e le disse:"Salve,piena di grazia,l Signore è con te".1,30-L'Angelo le disse:"Non temere,Maria,perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco,tu concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio.Lo chiamerai Gesù.Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo;il Signore Dio gli darà il trono di Davide,suo padre e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine"Allora Maria disse all'Angelo."Come avverrà questo,poiché io non conosco uomo?".L'Angelo le rispose:"Lo Spirito Santo scenderà sopra di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra;perciò quello che nascerà sarà chiamato Santo,Figlio di Dio.
Iddio aveva disposto che Gesù avesse un padre terreno,quindi scelse l'uomo più puro e più giusto e santo,per affidare suo Figlio Divino,e la vergine purissima.V.MATTEO-1,18-Maria si era fidanzata con Giuseppe;ma prima che essi iniziassero a vivere insieme,si trovò che lei aveva concepito per opera dello Spirito Santo.
Il suo sposo Giuseppe,che era giusto e non voleva esporla al publico ludibrio,decisa di rimandarla in segreto.
Ora,quando aveva già preso una tale risoluzione,ecco che un Angelo del Signore gli apparve in sogno per dirgli:
"Giuseppe,figlio di Davide,non temere di prendere con te Maria,tua sposa:ciò che in lei è atato concepito è opera dello Spirito Santo.Darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù;egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Quindi veniva sulla terra il Figlio di Dio.V.GIOVANNI-1,1-In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo.Questi era in principio presso Dio.Tutto per mezzo di Lui fù fatto e senza di li non fu fatto asolutamente nulla
di ciò che è stato fatto.In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;1,9-Era la Luce vera,che illumina ogni uomo,quella che veniva nel mondo.1,14-E il Verbo si fece carne e dimorò fra noi e abbiamo visto la sua gloria,gloria come
di Unigenito dal Padre,pieno di grazia e verità.L.FILIPPESI-1,6-Cristo Gesù,pur essendo di natura divina,non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;ma spoglio se stesso,assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini,apparso in forma umana,umiliò se stesso facendoi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
L.COLOSSSESI-1,15-Gesu' è immagine del Dio invisibile,generato prima di ogni creatura;poiché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose,quelli nei cieli e qauelli sulla terra,quelli visibili e quelli invisibili:Troni,Dominazioni,
Principati e Potesta.Tutte le cose sono state create per mezo di Lui e in vista diLui.Eli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui.Egli è anche il capo del corpo,cioè della Chiesa.Egli è il principio,il primogenito di coloro che risuscitano dai morti,per ottenere il primato su tutte le cose.Perché piacque a Dio di fare abitare in Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a se tutte le cose,rappacificando con il suo sangue della sua croce,cioè per mezzo di Lui,le cose
che stanno sulla terra e quelle nei cieli.V.LUCA-2,8-In quella stessa regione si trovavano dei pastori:vegliavano all'aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge.L'Angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li
avvolse di luce:essi furono presi da grande spavento.Ma l'Angelo disse loro:"Non temete,perché,ecco,io vi annunzio una grande gioia per tutto il popolo:oggi,nella città di Davide,è nato per voi un Salvatore,che è il Messia,Signore.Questo
vi servirà da segno:troverete un bambino avvolto in fasce che giaceinunamangiatoia".
Subito si unì all'Angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio così:"Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini
che egli ama".
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GESU' NON POTEVA PECCARE
GESU' NON POTEVA PECCARE
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SITO FRANCESCANO
I testi da consultare sono: Mt 3, 13-17; Mc 1; Lc 3, 21; Gv 1, 29-34 (partic. 32)
La pagina letta, il fatto che essa racconta è storico, cioè Gesù per davvero è stato battezzato nelle acque del Giordano dal cugino Giovanni, il Battista. La pagina è anche una catechesi: mentre ti racconta un fatto, il fatto del battesimo di Gesù (realmente accaduto) ti dice cos’è il battesimo cristiano.
q Movimento penitenziale
In Mt 3,13-17 c’è un movimento penitenziale. Che cosa vuol dire? Gesù lascia Nazareth, lascia la Galilea, si dirige verso il Giordano, entra nel movimento penitenziale suscitato dalla predicazione di Giovanni Battista, che aveva cominciato a dire: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino. Sul Battista c’è scritto inoltre: Giovanni, portava un vestito di cammello e accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano. La predicazione di Giovanni suscita il cosiddetto movimento penitenziale. Gesù entra dentro questo movimento. La gente quando va da Giovanni entra nell’acqua del Giordano, si avvicina al Battista, confessa i suoi peccati, e il Battista versa acqua addosso. Quando Gesù arriva, entra nell’acqua, non confessa peccato alcuno e chiede di essere battezzato. Giovanni, che lo riconosce, essendo suo cugino e profeta egli stesso, gli dice: Non sei tu che devi essere battezzato da me, ma sono io che devo essere battezzato da te. Gesù risponde: Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsentì. La volontà di Dio è questa: senza confessare peccato alcuno, Gesù viene battezzato.
Ecco, a questo punto, una serie di domande alle quali dar risposta:
1) Perché Gesù non confessa peccato alcuno?
Perché è senza peccato.
2) Ma Gesù poteva peccare?
Non poteva peccare per la semplice ragione che Egli è PERSONA DIVINA. Se fosse persona umana, in Lui ci sarebbero due persone, la persona divina e la persona umana.
3) In che rapporto starebbero le due persone?
Sarebbero due persone giustapposte.
4) E se così fosse?
La persona umana muore, ma la sua morte non ha valore salvifico universale, perché a morire è la persona umana di Gesù. E se così fosse, Maria non sarebbe la madre di Dio, sarebbe la madre della persona Gesù, della persona umana Gesù; allora diventerebbe un’eresia quando dici: Santa Maria madre di Dio.
5) Perché puoi dire Madre di Dio?
Perché Maria, genera la natura umana dell’unica persona divina del Verbo. Questo è il mistero dell’incarnazione, mistero che è rivelato, ma non spiegato. Gesu’ E’ una sola persona. due sono le nature di questa persona: la natura umana e la natura divina. L’uomo è una sola persona, con una sola natura. Gesù è una sola persona con due nature: è il Mistero dell’Incarnazione.
6) Ci sono momenti in cui la natura umana prende il sopravvento su quella divina? Come, ad esempio, sulla croce durante l’agonia?
No. Quindi non parliamo mai di sopravvento: è sempre lo stesso soggetto che attraverso la natura umana, mangia, piange, soffre, desidera di essere liberato dalla Passione, ma si abbandona alla volontà di Dio. Se così non fosse, in Lui le persone sarebbero due: e se così fosse, a morire sarebbe la persona umana: e se così fosse, quella morte sarebbe uguale alla mia, alla tua, non avrebbe valore salvifico alcuno. Nessuno di voi potrebbe dire: Dio ha sofferto per me, Dio è morto per me.
7) Lui, Dio può piangere nella sua natura Divina? Può morire nella sua natura Divina?
Sulla croce o nel giardino degli ulivi, il Figlio di Dio, Lui Figlio di Dio, Lui Dio, piange e suda sangue nella sua dimensione umana. Lui Dio, piange, soffre e muore nella sua dimensione umana, nella sua natura umana.
Gesù entra nell’acqua e poi ne esce. Prima di Lui ci fu un popolo che entro nell’acqua e che uscì dall’acqua: il popolo di Israele, quando guidato da Mosè, fu liberato dai nemici nel passaggio del Mar Rosso. Quando battezziamo qualcuno, infatti, noi facciamo riferimento all’acqua, al passaggio del Mar Rosso. L’acqua ricorda anche il momento in cui gli Israeliti, guidati da Giosuè attraverso le acque del Giordano, entrano nella terra promessa.
Facendo catechesi battesimale, mi rivolgo al catecumeno e gli dico: Quando sarai battezzato entrerai nell’acqua, come un giorno Gesù entrò nell’acqua, come un giorno, prima di lui, il popolo di Israele entrò nell’acqua; tu entrerai nell’acqua e uscirai dall’acqua creatura nuova.
S. Paolo, dice: Tu entri nell’acqua ed è come se entrassi nella tomba di Gesù, è come se morissi con Lui e risorgessi con Lui.
Il battesimo esprime ciò con chiarezza quando è fatto per immersione.
Is 63, 19; Is 43
q APERTURA DEI CIELI
Mt 27, 51
Gesù entra nell’acqua, esce dall’acqua; i cieli si aprono; nessuno pensi ai cieli che si aprono davvero. Se noi leggiamo Is 63, 19, notiamo che siamo in terra di Babilonia: il popolo di Israele è schiavo dei Babilonesi; angosciati, lontani dalla patria, gli Israeliti hanno un desiderio: quello di essere salvati.
In questo contesto storico, il popolo dice attraverso il profeta: Se Tu squarciassi i cieli e scendessi. Mt 3, 16 dice: I cieli si sono squarciati. Per cui l’apertura dei cieli, letta alla luce di Is 63, 19, ti dice chi è l’uomo che è uscito dall’acqua. Ti dice che quell’uomo, Gesù, è il Messia.
I cieli si sono squarciati, la preghiera è stata esaudita.
All’inizio della vicenda pubblica di Gesù i cieli si aprono, nel momento in cui Gesù muore: “il velo del tempio si squarcia”. C’è uno squarcio all’inizio, c’è uno squarcio alla fine. Il primo squarcio ti dice chi è Gesù, l’ultimo squarcio ti dice il valore della morte di Gesù, ora che il velo è stato squarciato, tutti possono vedere, tutti possono essere salvati. Quella è la morte che salva tutti. Mt 27,51 dice: Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo.
Cosa vuol dire per i catecumeni l’apertura dei cieli? Quando entrerai nell’acqua finirà un tempo, quando uscirai dall’acqua incomincerà un tempo nuovo; finisce il tempo del peccato e incomincia quello della Grazia.
q SPIRITO SANTO Gn 1, 2
Gesù entra nell’acqua, Gesù esce dall’acqua, i cieli si aprono, lo Spirito si manifesta. Non c’è bisogno di guardare in alto per osservare una colomba che si posa su Gesù. Che cosa bisogna sottolineare? Nel momento in cui Gesù viene battezzato lo Spirito si manifesta.
Prima del momento del battesimo, lo Spirito era in Gesù, o no?
La vita di Gesù è segnata dall’inizio alla fine, costantemente dalla presenza dello Spirito Santo. Lo Spirito che è in Lui si manifesta con il simbolo della colomba. Simbolo che appartiene alla letteratura biblica (Cfr. Gn 1,2: La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque). Sempre, anche nel deserto, anche sul monte Tabor, anche sulla croce. Perché lo Spirito è l’amore di Gesù - Figlio verso il Padre.
Non si dica: Gesù viene battezzato ed in Lui viene lo Spirito: lo Spirito è già in Lui.
Che cosa significa questo per il cristiano?
Quando sei stato battezzato, sei diventato dimora, casa, tempio dello Spirito Santo. Più te ne rendi conto e più lo accetti, e più lo vivi, più vivi come tempio dello Spirito Santo; fai le opere dello Spirito, non fai le opere della carne. Nella misura in cui ti pensi tempio dello Spirito Santo, tu rispetti il tuo corpo e il corpo dell’altro e non fai questioni: castità sì o no; rapporti prematrimoniali sì o no; fino a quando ti poni questi problemi, tu non hai capito quello che c’è stato in te col battesimo. Non è una imposizione dall’esterno, se tu sei parte dello Spirito, fai le opere dello Spirito. Lo Spirito che si rivela è lo Spirito che sempre abita in Gesù dal primo istante del suo concepimento nel grembo di Maria all’ultimo istante della sua vita umana: sempre lo Spirito è in Gesù, sempre la vita di Gesù è caratterizzata dalla presenza dello Spirito Santo. Gesù, viene concepito per opera dello Spirito Santo; viene battezzato e si rivela lo Spirito Santo; viene condotto nel deserto dalla potenza dello Spirito Santo. Nella sinagoga di Nazareth Gesù dice: Lo Spirito del Signore è sopra di me; Gesù muore, e quando muore il testo biblico ti dice: ed emise lo Spirito. Emise lo Spirito sul piano letterale vuol dire morì, sul piano teologico vuol dire donò lo Spirito Santo. Vuol dire che Gesù dona di nuovo lo Spirito Santo nel giorno stesso della sua Risurrezione; vuol dire che Gesù dona lo Spirito Santo più volte, e non una sola volta; vuol dire che non bisogna aspettare la Pentecoste, perché Gesù doni lo Spirito Santo.
q LA VOCE Is 42,1
La voce che viene dal cielo rivela l’identità di Gesù, la missione e le modalità con le quali Egli svolgerà la sua missione: Ecco il mio Figlio prediletto, è quest’uomo che è stato battezzato. La voce ti dice chi è Gesù: Gesù è il Figlio prediletto. La voce ti dice anche la missione di Gesù. Quando Matteo dice Ecco mio Figlio, nel quale io mi sono compiaciuto, cita l’inizio di Is 42,1 il primo canto del Servo sofferente: Is 42 da una parte ti dice chi è Gesù (il Figlio), dall’altra ti dice qual è la sua missione (la missione propria del servo), dall’altra ancora ti dice la modalità attraverso la quale Gesù svolgerà la sua missione: la sofferenza, quella sofferenza che porterà alla croce.
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Riferimento: Gesù non voleva o non poteva peccare?
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San Tommaso d’Aquino affronta la questione nell’articolo 15 della parte III della Summa Theologiae.
Questa in sintesi la risposta del Doctor angelicus:
- Anche se Cristo è stato tentato dal demonio (art. 1) Egli «non assunse in nessun modo la miseria del peccato né originale né attuale» (art. 1, s.c.). E di questo eravamo certi già in precedenza.
- L'Aquinate insegna anche che «in Cristo non c'era il fomite del peccato» dato che «lo Spirito Santo esclude il peccato e l'inclinazione al peccato, implicita nel termine fomite» (art. 2, s.c.).
Per «fomite del peccato» si intende l’«inclinazione dell'appetito sensitivo a oggetti che sono contro la ragione» (art. 2, s.c.), la «ricerca del piacere fuori dell'ordine razionale» (art. 2, a. 2).
La terza soluzione delle difficoltà proposta da san Tommaso mi sembra risolutiva del quesito posto da Solennio: «Una certa fortezza lo spirito la dimostra resistendo alla concupiscenza della carne quando gli si oppone, ma esso dimostra una fortezza maggiore quando la reprime totalmente così da eliminarne le brame disordinate. Questa era appunto la condizione di Cristo, il cui spirito aveva raggiunto il sommo grado della fortezza. E sebbene egli non abbia dovuto sostenere il combattimento inferiore del fomite, subì però la lotta esterna del mondo e del diavolo, trionfando dei quali meritò la corona della vittoria» (art. 2, a. 3).
Consiglio vivamente, qualora fosse possibile, la consultazione della Summa. È assai raro vi siano questioni analoghe non affrontate da san Tommaso.
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PROVA: A) - dalla Scrittura: ci consta che Gesù fu 1) immune dal peccato originale: «Quello che
nascerà da te Santo, si chiamerà il Figlio di Dio» (Lc. 1,35).
2) fu immune dal peccato attuale: «Le cose che piacciono a Lui, faccio sempre» (Gv. 8,29). Fare
ciò che vuole il Padre, significa eseguire la sua volontà e non trasgredirla. Per cui Gesù poteva ripetere:
«Chi di voi mi potrà incolpare di peccato?» (Gv. 8, 46). S. Paolo dirà che è «Pontefice santo, innocente,
senza macchia, segregato dai peccatori» (Ebr. 4,15) e S. Pietro: «Che non fece peccato nè si è trovato
inganno nella sua bocca» (1, Pt. 2,22). Tutti questi passi ed altri ancora ci dicono la sua «impeccanza» e al
tempo stesso ci fanno intuire che oltre a essere di fatto immune dal peccato, era immune anche dalla
possibilità di peccare.
B) - dai Padri. S. Ippolito (Contra Noet. 17): «È stato fatto ciò che l’uomo è, eccetto il peccato».
S. Cirillo di Alessandria (In Joan. 8, 29): «Ha avuto in sorte l’esimia prerogativa della natura divina e cioè
di non poter peccare».
C) – ragione teologica. Qualunque peccato o anche la semplice possibilità di peccare, costituisce
l’uomo peccatore. Ma la Persona di Cristo, essendo divina non può essere di un peccatore. Dunque in
Cristo non fu né poteva essere il peccato.
Mentre gli Scotisti pongono la ragione della impeccabilità del Cristo nella visione intuitiva (chi
véde Dio non può non amarlo come supremo bene), S. Tommaso e la maggioranza dei Teologi la pongono
nel fatto della Unione Ipostatica. Il merito o demerito delle azioni dipende e ridonda nella persona:
perciò Cristo, essendo Dio non poteva commettere peccato.
Per questo Cristo fu immune anche da ogni imperfezione morale e da ogni moto disordinato
della concupiscenza, anzi non ebbe nemmeno il fornite della concupiscenza.
La concupiscenza e il suo fomite sono una conseguenza del peccato originale. Anche la Madonna è impeccabile e conserva il libero arbitrio.
http://www.totustuus.biz/showthread.php?p=6105
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SITO FRANCESCANO
I testi da consultare sono: Mt 3, 13-17; Mc 1; Lc 3, 21; Gv 1, 29-34 (partic. 32)
La pagina letta, il fatto che essa racconta è storico, cioè Gesù per davvero è stato battezzato nelle acque del Giordano dal cugino Giovanni, il Battista. La pagina è anche una catechesi: mentre ti racconta un fatto, il fatto del battesimo di Gesù (realmente accaduto) ti dice cos’è il battesimo cristiano.
q Movimento penitenziale
In Mt 3,13-17 c’è un movimento penitenziale. Che cosa vuol dire? Gesù lascia Nazareth, lascia la Galilea, si dirige verso il Giordano, entra nel movimento penitenziale suscitato dalla predicazione di Giovanni Battista, che aveva cominciato a dire: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino. Sul Battista c’è scritto inoltre: Giovanni, portava un vestito di cammello e accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano. La predicazione di Giovanni suscita il cosiddetto movimento penitenziale. Gesù entra dentro questo movimento. La gente quando va da Giovanni entra nell’acqua del Giordano, si avvicina al Battista, confessa i suoi peccati, e il Battista versa acqua addosso. Quando Gesù arriva, entra nell’acqua, non confessa peccato alcuno e chiede di essere battezzato. Giovanni, che lo riconosce, essendo suo cugino e profeta egli stesso, gli dice: Non sei tu che devi essere battezzato da me, ma sono io che devo essere battezzato da te. Gesù risponde: Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia. Allora Giovanni acconsentì. La volontà di Dio è questa: senza confessare peccato alcuno, Gesù viene battezzato.
Ecco, a questo punto, una serie di domande alle quali dar risposta:
1) Perché Gesù non confessa peccato alcuno?
Perché è senza peccato.
2) Ma Gesù poteva peccare?
Non poteva peccare per la semplice ragione che Egli è PERSONA DIVINA. Se fosse persona umana, in Lui ci sarebbero due persone, la persona divina e la persona umana.
3) In che rapporto starebbero le due persone?
Sarebbero due persone giustapposte.
4) E se così fosse?
La persona umana muore, ma la sua morte non ha valore salvifico universale, perché a morire è la persona umana di Gesù. E se così fosse, Maria non sarebbe la madre di Dio, sarebbe la madre della persona Gesù, della persona umana Gesù; allora diventerebbe un’eresia quando dici: Santa Maria madre di Dio.
5) Perché puoi dire Madre di Dio?
Perché Maria, genera la natura umana dell’unica persona divina del Verbo. Questo è il mistero dell’incarnazione, mistero che è rivelato, ma non spiegato. Gesu’ E’ una sola persona. due sono le nature di questa persona: la natura umana e la natura divina. L’uomo è una sola persona, con una sola natura. Gesù è una sola persona con due nature: è il Mistero dell’Incarnazione.
6) Ci sono momenti in cui la natura umana prende il sopravvento su quella divina? Come, ad esempio, sulla croce durante l’agonia?
No. Quindi non parliamo mai di sopravvento: è sempre lo stesso soggetto che attraverso la natura umana, mangia, piange, soffre, desidera di essere liberato dalla Passione, ma si abbandona alla volontà di Dio. Se così non fosse, in Lui le persone sarebbero due: e se così fosse, a morire sarebbe la persona umana: e se così fosse, quella morte sarebbe uguale alla mia, alla tua, non avrebbe valore salvifico alcuno. Nessuno di voi potrebbe dire: Dio ha sofferto per me, Dio è morto per me.
7) Lui, Dio può piangere nella sua natura Divina? Può morire nella sua natura Divina?
Sulla croce o nel giardino degli ulivi, il Figlio di Dio, Lui Figlio di Dio, Lui Dio, piange e suda sangue nella sua dimensione umana. Lui Dio, piange, soffre e muore nella sua dimensione umana, nella sua natura umana.
Gesù entra nell’acqua e poi ne esce. Prima di Lui ci fu un popolo che entro nell’acqua e che uscì dall’acqua: il popolo di Israele, quando guidato da Mosè, fu liberato dai nemici nel passaggio del Mar Rosso. Quando battezziamo qualcuno, infatti, noi facciamo riferimento all’acqua, al passaggio del Mar Rosso. L’acqua ricorda anche il momento in cui gli Israeliti, guidati da Giosuè attraverso le acque del Giordano, entrano nella terra promessa.
Facendo catechesi battesimale, mi rivolgo al catecumeno e gli dico: Quando sarai battezzato entrerai nell’acqua, come un giorno Gesù entrò nell’acqua, come un giorno, prima di lui, il popolo di Israele entrò nell’acqua; tu entrerai nell’acqua e uscirai dall’acqua creatura nuova.
S. Paolo, dice: Tu entri nell’acqua ed è come se entrassi nella tomba di Gesù, è come se morissi con Lui e risorgessi con Lui.
Il battesimo esprime ciò con chiarezza quando è fatto per immersione.
Is 63, 19; Is 43
q APERTURA DEI CIELI
Mt 27, 51
Gesù entra nell’acqua, esce dall’acqua; i cieli si aprono; nessuno pensi ai cieli che si aprono davvero. Se noi leggiamo Is 63, 19, notiamo che siamo in terra di Babilonia: il popolo di Israele è schiavo dei Babilonesi; angosciati, lontani dalla patria, gli Israeliti hanno un desiderio: quello di essere salvati.
In questo contesto storico, il popolo dice attraverso il profeta: Se Tu squarciassi i cieli e scendessi. Mt 3, 16 dice: I cieli si sono squarciati. Per cui l’apertura dei cieli, letta alla luce di Is 63, 19, ti dice chi è l’uomo che è uscito dall’acqua. Ti dice che quell’uomo, Gesù, è il Messia.
I cieli si sono squarciati, la preghiera è stata esaudita.
All’inizio della vicenda pubblica di Gesù i cieli si aprono, nel momento in cui Gesù muore: “il velo del tempio si squarcia”. C’è uno squarcio all’inizio, c’è uno squarcio alla fine. Il primo squarcio ti dice chi è Gesù, l’ultimo squarcio ti dice il valore della morte di Gesù, ora che il velo è stato squarciato, tutti possono vedere, tutti possono essere salvati. Quella è la morte che salva tutti. Mt 27,51 dice: Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo.
Cosa vuol dire per i catecumeni l’apertura dei cieli? Quando entrerai nell’acqua finirà un tempo, quando uscirai dall’acqua incomincerà un tempo nuovo; finisce il tempo del peccato e incomincia quello della Grazia.
q SPIRITO SANTO Gn 1, 2
Gesù entra nell’acqua, Gesù esce dall’acqua, i cieli si aprono, lo Spirito si manifesta. Non c’è bisogno di guardare in alto per osservare una colomba che si posa su Gesù. Che cosa bisogna sottolineare? Nel momento in cui Gesù viene battezzato lo Spirito si manifesta.
Prima del momento del battesimo, lo Spirito era in Gesù, o no?
La vita di Gesù è segnata dall’inizio alla fine, costantemente dalla presenza dello Spirito Santo. Lo Spirito che è in Lui si manifesta con il simbolo della colomba. Simbolo che appartiene alla letteratura biblica (Cfr. Gn 1,2: La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque). Sempre, anche nel deserto, anche sul monte Tabor, anche sulla croce. Perché lo Spirito è l’amore di Gesù - Figlio verso il Padre.
Non si dica: Gesù viene battezzato ed in Lui viene lo Spirito: lo Spirito è già in Lui.
Che cosa significa questo per il cristiano?
Quando sei stato battezzato, sei diventato dimora, casa, tempio dello Spirito Santo. Più te ne rendi conto e più lo accetti, e più lo vivi, più vivi come tempio dello Spirito Santo; fai le opere dello Spirito, non fai le opere della carne. Nella misura in cui ti pensi tempio dello Spirito Santo, tu rispetti il tuo corpo e il corpo dell’altro e non fai questioni: castità sì o no; rapporti prematrimoniali sì o no; fino a quando ti poni questi problemi, tu non hai capito quello che c’è stato in te col battesimo. Non è una imposizione dall’esterno, se tu sei parte dello Spirito, fai le opere dello Spirito. Lo Spirito che si rivela è lo Spirito che sempre abita in Gesù dal primo istante del suo concepimento nel grembo di Maria all’ultimo istante della sua vita umana: sempre lo Spirito è in Gesù, sempre la vita di Gesù è caratterizzata dalla presenza dello Spirito Santo. Gesù, viene concepito per opera dello Spirito Santo; viene battezzato e si rivela lo Spirito Santo; viene condotto nel deserto dalla potenza dello Spirito Santo. Nella sinagoga di Nazareth Gesù dice: Lo Spirito del Signore è sopra di me; Gesù muore, e quando muore il testo biblico ti dice: ed emise lo Spirito. Emise lo Spirito sul piano letterale vuol dire morì, sul piano teologico vuol dire donò lo Spirito Santo. Vuol dire che Gesù dona di nuovo lo Spirito Santo nel giorno stesso della sua Risurrezione; vuol dire che Gesù dona lo Spirito Santo più volte, e non una sola volta; vuol dire che non bisogna aspettare la Pentecoste, perché Gesù doni lo Spirito Santo.
q LA VOCE Is 42,1
La voce che viene dal cielo rivela l’identità di Gesù, la missione e le modalità con le quali Egli svolgerà la sua missione: Ecco il mio Figlio prediletto, è quest’uomo che è stato battezzato. La voce ti dice chi è Gesù: Gesù è il Figlio prediletto. La voce ti dice anche la missione di Gesù. Quando Matteo dice Ecco mio Figlio, nel quale io mi sono compiaciuto, cita l’inizio di Is 42,1 il primo canto del Servo sofferente: Is 42 da una parte ti dice chi è Gesù (il Figlio), dall’altra ti dice qual è la sua missione (la missione propria del servo), dall’altra ancora ti dice la modalità attraverso la quale Gesù svolgerà la sua missione: la sofferenza, quella sofferenza che porterà alla croce.
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Riferimento: Gesù non voleva o non poteva peccare?
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San Tommaso d’Aquino affronta la questione nell’articolo 15 della parte III della Summa Theologiae.
Questa in sintesi la risposta del Doctor angelicus:
- Anche se Cristo è stato tentato dal demonio (art. 1) Egli «non assunse in nessun modo la miseria del peccato né originale né attuale» (art. 1, s.c.). E di questo eravamo certi già in precedenza.
- L'Aquinate insegna anche che «in Cristo non c'era il fomite del peccato» dato che «lo Spirito Santo esclude il peccato e l'inclinazione al peccato, implicita nel termine fomite» (art. 2, s.c.).
Per «fomite del peccato» si intende l’«inclinazione dell'appetito sensitivo a oggetti che sono contro la ragione» (art. 2, s.c.), la «ricerca del piacere fuori dell'ordine razionale» (art. 2, a. 2).
La terza soluzione delle difficoltà proposta da san Tommaso mi sembra risolutiva del quesito posto da Solennio: «Una certa fortezza lo spirito la dimostra resistendo alla concupiscenza della carne quando gli si oppone, ma esso dimostra una fortezza maggiore quando la reprime totalmente così da eliminarne le brame disordinate. Questa era appunto la condizione di Cristo, il cui spirito aveva raggiunto il sommo grado della fortezza. E sebbene egli non abbia dovuto sostenere il combattimento inferiore del fomite, subì però la lotta esterna del mondo e del diavolo, trionfando dei quali meritò la corona della vittoria» (art. 2, a. 3).
Consiglio vivamente, qualora fosse possibile, la consultazione della Summa. È assai raro vi siano questioni analoghe non affrontate da san Tommaso.
__________________
PROVA: A) - dalla Scrittura: ci consta che Gesù fu 1) immune dal peccato originale: «Quello che
nascerà da te Santo, si chiamerà il Figlio di Dio» (Lc. 1,35).
2) fu immune dal peccato attuale: «Le cose che piacciono a Lui, faccio sempre» (Gv. 8,29). Fare
ciò che vuole il Padre, significa eseguire la sua volontà e non trasgredirla. Per cui Gesù poteva ripetere:
«Chi di voi mi potrà incolpare di peccato?» (Gv. 8, 46). S. Paolo dirà che è «Pontefice santo, innocente,
senza macchia, segregato dai peccatori» (Ebr. 4,15) e S. Pietro: «Che non fece peccato nè si è trovato
inganno nella sua bocca» (1, Pt. 2,22). Tutti questi passi ed altri ancora ci dicono la sua «impeccanza» e al
tempo stesso ci fanno intuire che oltre a essere di fatto immune dal peccato, era immune anche dalla
possibilità di peccare.
B) - dai Padri. S. Ippolito (Contra Noet. 17): «È stato fatto ciò che l’uomo è, eccetto il peccato».
S. Cirillo di Alessandria (In Joan. 8, 29): «Ha avuto in sorte l’esimia prerogativa della natura divina e cioè
di non poter peccare».
C) – ragione teologica. Qualunque peccato o anche la semplice possibilità di peccare, costituisce
l’uomo peccatore. Ma la Persona di Cristo, essendo divina non può essere di un peccatore. Dunque in
Cristo non fu né poteva essere il peccato.
Mentre gli Scotisti pongono la ragione della impeccabilità del Cristo nella visione intuitiva (chi
véde Dio non può non amarlo come supremo bene), S. Tommaso e la maggioranza dei Teologi la pongono
nel fatto della Unione Ipostatica. Il merito o demerito delle azioni dipende e ridonda nella persona:
perciò Cristo, essendo Dio non poteva commettere peccato.
Per questo Cristo fu immune anche da ogni imperfezione morale e da ogni moto disordinato
della concupiscenza, anzi non ebbe nemmeno il fornite della concupiscenza.
La concupiscenza e il suo fomite sono una conseguenza del peccato originale. Anche la Madonna è impeccabile e conserva il libero arbitrio.
http://www.totustuus.biz/showthread.php?p=6105
VITTORIA SUL PECCATO
Vittoria sul peccato
Molti cristiani professanti mi scrivono per problemi con qualche peccato ricorrente, in particolare quello della concupiscenza. Alcuni mi hanno parlato del loro dolore per una loro condizione di sconfitta in cui non riescono a vincere il peccato, di cui si sentono ancora schiavi.
Gesù è venuto a liberare dalla potenza del peccato. Quando una persona continua a peccare, non è da biasimare la potenza di Dio, ma piuttosto la disubbidienza della persona verso la Sua volontà.
Questo messaggio non è per i non credenti - senza Gesù Cristo, essi non potranno mai conoscere la libertà dal peccato e dalla colpa, e hanno bisogno di andare a Lui e nascere di nuovo. Se sei un credente professante, e continui ad abbandonarti al peccato, come prima cosa esamina te stesso per vedere se sei in Cristo. Se riconosci di non essere nella fede, accetta il messaggio del vangelo oggi.
Desidero condividere con voi dei princìpi molto pratici (e biblici) riguardanti la vittoria sul peccato.
Punto 1: Quando pecchi, lo fai perché sei tu a volerlo.
Si sente spesso dire, "il diavolo me l'ha fatto fare", ma ciò è falso. L'unica cosa che Satana può fare è tentarti per sollecitare la concupiscenza che è già presente nel tuo cuore. Molte persone oggi giustificano i loro atti affermando di "seguire il cuore". Geremia 17:9 dice:
Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?
Gesù stesso parla del cuore in Matteo 15:19:
Dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.
Devi chiedere a Gesù di scrutare il tuo cuore e di purificarti da ogni iniquità. Anche allora, devi ricordare che sei chiamato a camminare per lo Spirito (leggi Galati 5:16-25), e che la carne avendo desideri contrari allo Spirito cercherà sempre di averla vinta (Galati 5:17, Giacomo 4:5).
È vero che ho le stesse mani che avevo quando ero un peccatore, ma gloria a Dio, oggi non le adopero più per compiere le stesse opere. Lo Spirito Santo mi convince di peccato e di ingiustizia e mi consente di camminare secondo la volontà di Dio; non obbedisco più alla carne e alle sue concupiscenze.
Qualcuno potrà dire, "ma io odio il mio peccato, non lo faccio perché mi piace". Allora consideriamo un esempio. Non ti fa piacere bruciarti le mani, vero? Dunque non metteresti mai le tue mani in una fiamma. Se odi davvero fare una cosa, non la fai. Lo stesso vale per il peccato, qualunque esso sia - concupiscenza, ingordigia, ecc. Puoi sentirti colpevole senza però odiare il tuo peccato. Questo perché c'è del piacere nel peccato - la Bibbia lo afferma, e dice che è un piacere che dura solo per un periodo, un periodo veramente breve. Hai bisogno, dunque, di umiliarti davanti a Dio, confessandoGli il tuo peccato e cercando sinceramente il Suo aiuto per abbandonarlo.
Punto 2: Ogni volta che pecchi, tu prendi una decisione.
Quali sono le scelte che hai davanti?
"Lo faccio."
"Non lo faccio."
La decisione spetta proprio a te! Nessuna persona e nessun diavolo ti FA peccare. Nessuno ti costringe. È la tua concupiscenza che ti spinge a commettere il peccato. La concupiscenza non è soltanto la passione carnale - è qualunque piacere deviato, propensione al male o desiderio carnale disordinato o contro natura. È soprattutto un intenso desiderio per la gratificazione degli appetiti carnali.
Il solo momento in cui hai la possibilità di scegliere è il momento in cui la tentazione si affaccia al tuo cuore. Purtroppo spesso le persone anziché abbandonare subito certi pensieri, tendono a indulgere in essi; presumono di essere in grado di non cadere, e non si accorgono di essere già schiavizzati per l'atto stesso di bramare.
I versi di Giacomo 1:13-15 spiegano molto bene il modo in cui la tentazione porta al peccato vero e proprio. È l'essere umano che porta stoltamente se stesso verso il peccato. Tentazione non significa soccombere ad essa. Gesù stesso è stato tentato, senza mai peccare, e può venire in aiuto di quanti sono tentati (Ebrei 4:15).
I seguenti punti sono molto importanti, e si trovano nel primo capitolo di Giacomo:
Dio non ti tenta a peccare!
"Nessuno, quand'è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno" (Giacomo 1:13)
Tu sei tentato dalla tua concupiscenza.
"Ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce" (Giacomo 1:15)
Una volta attratta, la tua carne brama l'oggetto della tua concupiscenza e alla fine si dà alla tentazione. È qui che avviene il peccato. Ogni volta che obbedisci alla tentazione, è come se ti avvelenassi spiritualmente. I nostri cuori si induriscono quando pecchiamo, e allora scompare il desiderio di parlare al Signore o di leggere la Bibbia.
"Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte" (Giacomo 1:13).
Allora, quando arriva la tentazione, devi prendere una decisione. Non sei inerme. Gesù morì per liberarti dalla maledizione del peccato! C'è vittoria in Lui! Non continuare a peccare e poi a chiedere a Dio di liberarti. ChiediGli perdono e aiuto nel nome di Gesù. Quando ti trovi di fronte alla tentazione rispondi con decisione "no!", e vai al Signore!
Punto 3: Chiedi la benedizione di Dio in tutto ciò che fai.
Questo punto è estremamente importante. Abituati a chiedere a Dio la sua benedizione in tutto ciò che fai nella tua vita. Quando ti senti tentato a peccare, dici: "Signore, sii TU esaltato!" e comportati di conseguenza. Molto spesso la tua carne ti spingerà a tacere perché ciò che vorresti fare è sbagliato, ma se sei un Cristiano e se chiedi la benedizione di Dio sulle tue azioni, non vedo come puoi andare avanti e peccare.
Punto 4: Se ami le stesse cose che ama il mondo, porterai lo stesso frutto del mondo.
Se ad esempio adori la televisione e il cinema, o se ti concedi qualche libro o film spinto o volgare, o se fai un uso sbagliato della tua immaginazione, stai riempiendoti il cuore di spazzatura. Questa può essere una delle cause per cui non riesci ad avere quel frutto dello Spirito che è l'autocontrollo.
Se sei una moglie, lo stesso vale per lo "spirito indipendente" del femminismo che il mondo diffonde. Il termine biblico per quel tipo di spirito è RIBELLIONE, che per il Signore è come il peccato della stregoneria (1 Sam. 15:23). Lo Spirito che Dio richiede a noi è umile e mite.
Credente, non sai che l'amicizia con il mondo è inimicizia verso Dio? Se sei carnale, se segui il suo andazzo, sei amico del mondo. Quando pensiamo alle cose del mondo i nostri cuori si allontanano da Cristo. Infatti è scritto che la mente carnale non è soggetta alla legge di Dio, e neppure può esserlo. La lotta qui non è quella per un peccato in particolare. La lotta tra carne e spirito è quella per il controllo del tuo cuore.
La Scrittura ne elenca diversi tipi: cuori puri (2 Pietro 3:1), cuori corrotti (1 Tim. 6:5 e 2 Tim 3:8, 2 Cor. 11:3), cuori stanchi (Ebr. 12:3), cuori guardati da Dio (Fil. 4:7), cuori accecati dal maligno (2 Cor. 4:4), e cuori che sono stati resi malvagi da uomini empi (Atti 14:2).
Come puoi cambiare il tuo cuore?
"Demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo" (2 Corinzi 10:5)
Molti giovani chiedono, "ma come posso sapere qual è la volontà del Signore?". C'è un solo modo - la Bibbia. Leggila ogni giorno e con diligenza. Essa può insegnarti, guidarti, ammonirti, consolarti, e renderti santo. Ascolta gli ammonimenti che Spirito Santo ti dà quando punta il dito su qualche area della tua vita che non è conforme alla volontà di Dio. Se Egli ti guida, non ignorarlo, poiché lo fa per amore tuo.
Punto 5: Lìberati di tutto ciò che ti porta alla tentazione.
Gesù disse, se il tuo occhio ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via! In altre parole, togli dalla tua vita ogni cosa che ti è causa di peccato. Qualche esempio:
Se sei attratto dalla pornografia su internet, liberati di internet e del computer se necessario, se non riesci a farne a meno.
Se non puoi smettere di guardare a lungo la televisione, toglila di mezzo. Certo non ne morirai, e anzi in brevissimo tempo ti renderai conto della quantità di spazzatura che assorbivi tramite essa ogni giorno. C'è un intero mondo fuori dalla televisione. Ricorda che questi sono giorni bui; la mèsse è grande, e servono operai fedeli.
Se hai dei debiti, non andare a fare spese. Onora ogni cambiale che hai fatto, invece di spendere ancora.
Se nonostante il fatto che ti dichiari credente, "ami" l'heavy metal e altri generi di rock (anche cristiano), getta via i cd, le t-shirt, e i posters. E se ti vesti di conseguenza (abiti trasandati, capelli lunghi per i maschi, abiti o trucco nero, ecc.) mettiti in ordine e comportati in modo degno di Cristo.
Se ti vesti in modo scollacciato (per le donne), o se guardi con desiderio donne provocanti (per gli uomini), smettila e obbedisci alla volontà del Signore.
Se non riesci a smettere di mangiare tutto quello che hai davanti agli occhi, dici "no" all'ingordigia e allontanati; quando fai compere, non comprare ghiottonerie per rimpinzarti poi.
Se il problema risiede in qualche lettura - libri, fumetti, ecc. - buttali via come fecero quelli che esercitavano la magia in Atti 19.
Temperanza, disciplina, e mortificazione delle opere della carne: queste cose non solo sono possibili, ma possono essere fatte con gioia quando lasciamo che i nostri cuori siano rinnovati in santità dal Signore.
Punto 6: Se la tentazione ti coglie all'improvviso, hai ancora delle scelte.
Evitare quelle cose, persone e abitudini che ci portano alla tentazione significa essere già a buon punto. Ma quando la tentazione arriva all'improvviso, non dobbiamo starcene lì seduti in attesa di cadere in trappola. Come Giuseppe fuggì davanti alla tentazione, puoi lasciare la stanza e parlare con altre persone, ad esempio con dei fratelli. Inoltre puoi:
Chiedere al Signore Gesù di esaltare il Suo nome in quella situazione.
Pregare.
Ricordare un verso della Bibbia ad alta voce.
Ascoltare o elevare cantici e inni di lode.
Punto 7: Condividi il vangelo e servi il Signore.
La vita cristiana non consiste nel riscaldare le panche di chiesa la domenica, ma nel servire il Signore. Molti cristiani professanti NON servono il Signore, e così hanno parecchio tempo libero che, nell'ozio, riempiono con le cose del mondo. Questo è inaccettabile per il Signore. Non è possibile amare entrambi: o serviamo il Signore oppure il mondo.
Punto 8: Abbiamo la vittoria in Gesù Cristo.
Non dimenticare mai che al nostro Signore Gesù Cristo è possibile ogni cosa. Se Egli potè resuscitare i morti, far udire i sordi, guarire i ciechi e i lebbrosi, Egli può prendersi cura di tutti i nostri bisogni.
Letture consigliate: 1 Corinzi 15:57, 1 Giovanni 5:4.
Punto 9: Dobbiamo disciplinare noi stessi.
Gesù disse che se vogliamo essere Suoi discepoli dobbiamo rinunciare a noi stessi:
"Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Matteo 16:24).
Per lo Spirito Santo, l'apostolo Paolo disse che dobbiamo avere disciplina verso il nostro corpo, sottomettendolo alla volontà di Dio. Non si tratta di una forma di ascetismo, ma di obbedienza.
Quando lo Spirito Santo ti esorta in qualcosa, ascolti Lui o Satana? Se la risposta è Satana, allora non meravigliarti delle conseguenze nella tua vita.
Punto 10: Memorizza le Scritture.
Un buon inizio può essere il Salmo 1, o degli altri versi che ti incoraggino e ti esortino a camminare in santità.
Conclusione
Lo scopo della nostra vita è adorare ed esaltare il nome di Cristo Gesù e vivere in amore e obbedienza a Dio nostro Padre.
Lo scopo non ha a che fare con noi. Ha a che fare con Gesù. Capire questo è un primo passo per avere pace, scopo, sapienza e intendimento. Allora vedrai la tua vita realmente nascosta in Cristo. Non solo nelle parole, ma nei fatti.
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Molti cristiani professanti mi scrivono per problemi con qualche peccato ricorrente, in particolare quello della concupiscenza. Alcuni mi hanno parlato del loro dolore per una loro condizione di sconfitta in cui non riescono a vincere il peccato, di cui si sentono ancora schiavi.
Gesù è venuto a liberare dalla potenza del peccato. Quando una persona continua a peccare, non è da biasimare la potenza di Dio, ma piuttosto la disubbidienza della persona verso la Sua volontà.
Questo messaggio non è per i non credenti - senza Gesù Cristo, essi non potranno mai conoscere la libertà dal peccato e dalla colpa, e hanno bisogno di andare a Lui e nascere di nuovo. Se sei un credente professante, e continui ad abbandonarti al peccato, come prima cosa esamina te stesso per vedere se sei in Cristo. Se riconosci di non essere nella fede, accetta il messaggio del vangelo oggi.
Desidero condividere con voi dei princìpi molto pratici (e biblici) riguardanti la vittoria sul peccato.
Punto 1: Quando pecchi, lo fai perché sei tu a volerlo.
Si sente spesso dire, "il diavolo me l'ha fatto fare", ma ciò è falso. L'unica cosa che Satana può fare è tentarti per sollecitare la concupiscenza che è già presente nel tuo cuore. Molte persone oggi giustificano i loro atti affermando di "seguire il cuore". Geremia 17:9 dice:
Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?
Gesù stesso parla del cuore in Matteo 15:19:
Dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.
Devi chiedere a Gesù di scrutare il tuo cuore e di purificarti da ogni iniquità. Anche allora, devi ricordare che sei chiamato a camminare per lo Spirito (leggi Galati 5:16-25), e che la carne avendo desideri contrari allo Spirito cercherà sempre di averla vinta (Galati 5:17, Giacomo 4:5).
È vero che ho le stesse mani che avevo quando ero un peccatore, ma gloria a Dio, oggi non le adopero più per compiere le stesse opere. Lo Spirito Santo mi convince di peccato e di ingiustizia e mi consente di camminare secondo la volontà di Dio; non obbedisco più alla carne e alle sue concupiscenze.
Qualcuno potrà dire, "ma io odio il mio peccato, non lo faccio perché mi piace". Allora consideriamo un esempio. Non ti fa piacere bruciarti le mani, vero? Dunque non metteresti mai le tue mani in una fiamma. Se odi davvero fare una cosa, non la fai. Lo stesso vale per il peccato, qualunque esso sia - concupiscenza, ingordigia, ecc. Puoi sentirti colpevole senza però odiare il tuo peccato. Questo perché c'è del piacere nel peccato - la Bibbia lo afferma, e dice che è un piacere che dura solo per un periodo, un periodo veramente breve. Hai bisogno, dunque, di umiliarti davanti a Dio, confessandoGli il tuo peccato e cercando sinceramente il Suo aiuto per abbandonarlo.
Punto 2: Ogni volta che pecchi, tu prendi una decisione.
Quali sono le scelte che hai davanti?
"Lo faccio."
"Non lo faccio."
La decisione spetta proprio a te! Nessuna persona e nessun diavolo ti FA peccare. Nessuno ti costringe. È la tua concupiscenza che ti spinge a commettere il peccato. La concupiscenza non è soltanto la passione carnale - è qualunque piacere deviato, propensione al male o desiderio carnale disordinato o contro natura. È soprattutto un intenso desiderio per la gratificazione degli appetiti carnali.
Il solo momento in cui hai la possibilità di scegliere è il momento in cui la tentazione si affaccia al tuo cuore. Purtroppo spesso le persone anziché abbandonare subito certi pensieri, tendono a indulgere in essi; presumono di essere in grado di non cadere, e non si accorgono di essere già schiavizzati per l'atto stesso di bramare.
I versi di Giacomo 1:13-15 spiegano molto bene il modo in cui la tentazione porta al peccato vero e proprio. È l'essere umano che porta stoltamente se stesso verso il peccato. Tentazione non significa soccombere ad essa. Gesù stesso è stato tentato, senza mai peccare, e può venire in aiuto di quanti sono tentati (Ebrei 4:15).
I seguenti punti sono molto importanti, e si trovano nel primo capitolo di Giacomo:
Dio non ti tenta a peccare!
"Nessuno, quand'è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno" (Giacomo 1:13)
Tu sei tentato dalla tua concupiscenza.
"Ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce" (Giacomo 1:15)
Una volta attratta, la tua carne brama l'oggetto della tua concupiscenza e alla fine si dà alla tentazione. È qui che avviene il peccato. Ogni volta che obbedisci alla tentazione, è come se ti avvelenassi spiritualmente. I nostri cuori si induriscono quando pecchiamo, e allora scompare il desiderio di parlare al Signore o di leggere la Bibbia.
"Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte" (Giacomo 1:13).
Allora, quando arriva la tentazione, devi prendere una decisione. Non sei inerme. Gesù morì per liberarti dalla maledizione del peccato! C'è vittoria in Lui! Non continuare a peccare e poi a chiedere a Dio di liberarti. ChiediGli perdono e aiuto nel nome di Gesù. Quando ti trovi di fronte alla tentazione rispondi con decisione "no!", e vai al Signore!
Punto 3: Chiedi la benedizione di Dio in tutto ciò che fai.
Questo punto è estremamente importante. Abituati a chiedere a Dio la sua benedizione in tutto ciò che fai nella tua vita. Quando ti senti tentato a peccare, dici: "Signore, sii TU esaltato!" e comportati di conseguenza. Molto spesso la tua carne ti spingerà a tacere perché ciò che vorresti fare è sbagliato, ma se sei un Cristiano e se chiedi la benedizione di Dio sulle tue azioni, non vedo come puoi andare avanti e peccare.
Punto 4: Se ami le stesse cose che ama il mondo, porterai lo stesso frutto del mondo.
Se ad esempio adori la televisione e il cinema, o se ti concedi qualche libro o film spinto o volgare, o se fai un uso sbagliato della tua immaginazione, stai riempiendoti il cuore di spazzatura. Questa può essere una delle cause per cui non riesci ad avere quel frutto dello Spirito che è l'autocontrollo.
Se sei una moglie, lo stesso vale per lo "spirito indipendente" del femminismo che il mondo diffonde. Il termine biblico per quel tipo di spirito è RIBELLIONE, che per il Signore è come il peccato della stregoneria (1 Sam. 15:23). Lo Spirito che Dio richiede a noi è umile e mite.
Credente, non sai che l'amicizia con il mondo è inimicizia verso Dio? Se sei carnale, se segui il suo andazzo, sei amico del mondo. Quando pensiamo alle cose del mondo i nostri cuori si allontanano da Cristo. Infatti è scritto che la mente carnale non è soggetta alla legge di Dio, e neppure può esserlo. La lotta qui non è quella per un peccato in particolare. La lotta tra carne e spirito è quella per il controllo del tuo cuore.
La Scrittura ne elenca diversi tipi: cuori puri (2 Pietro 3:1), cuori corrotti (1 Tim. 6:5 e 2 Tim 3:8, 2 Cor. 11:3), cuori stanchi (Ebr. 12:3), cuori guardati da Dio (Fil. 4:7), cuori accecati dal maligno (2 Cor. 4:4), e cuori che sono stati resi malvagi da uomini empi (Atti 14:2).
Come puoi cambiare il tuo cuore?
"Demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo" (2 Corinzi 10:5)
Molti giovani chiedono, "ma come posso sapere qual è la volontà del Signore?". C'è un solo modo - la Bibbia. Leggila ogni giorno e con diligenza. Essa può insegnarti, guidarti, ammonirti, consolarti, e renderti santo. Ascolta gli ammonimenti che Spirito Santo ti dà quando punta il dito su qualche area della tua vita che non è conforme alla volontà di Dio. Se Egli ti guida, non ignorarlo, poiché lo fa per amore tuo.
Punto 5: Lìberati di tutto ciò che ti porta alla tentazione.
Gesù disse, se il tuo occhio ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via! In altre parole, togli dalla tua vita ogni cosa che ti è causa di peccato. Qualche esempio:
Se sei attratto dalla pornografia su internet, liberati di internet e del computer se necessario, se non riesci a farne a meno.
Se non puoi smettere di guardare a lungo la televisione, toglila di mezzo. Certo non ne morirai, e anzi in brevissimo tempo ti renderai conto della quantità di spazzatura che assorbivi tramite essa ogni giorno. C'è un intero mondo fuori dalla televisione. Ricorda che questi sono giorni bui; la mèsse è grande, e servono operai fedeli.
Se hai dei debiti, non andare a fare spese. Onora ogni cambiale che hai fatto, invece di spendere ancora.
Se nonostante il fatto che ti dichiari credente, "ami" l'heavy metal e altri generi di rock (anche cristiano), getta via i cd, le t-shirt, e i posters. E se ti vesti di conseguenza (abiti trasandati, capelli lunghi per i maschi, abiti o trucco nero, ecc.) mettiti in ordine e comportati in modo degno di Cristo.
Se ti vesti in modo scollacciato (per le donne), o se guardi con desiderio donne provocanti (per gli uomini), smettila e obbedisci alla volontà del Signore.
Se non riesci a smettere di mangiare tutto quello che hai davanti agli occhi, dici "no" all'ingordigia e allontanati; quando fai compere, non comprare ghiottonerie per rimpinzarti poi.
Se il problema risiede in qualche lettura - libri, fumetti, ecc. - buttali via come fecero quelli che esercitavano la magia in Atti 19.
Temperanza, disciplina, e mortificazione delle opere della carne: queste cose non solo sono possibili, ma possono essere fatte con gioia quando lasciamo che i nostri cuori siano rinnovati in santità dal Signore.
Punto 6: Se la tentazione ti coglie all'improvviso, hai ancora delle scelte.
Evitare quelle cose, persone e abitudini che ci portano alla tentazione significa essere già a buon punto. Ma quando la tentazione arriva all'improvviso, non dobbiamo starcene lì seduti in attesa di cadere in trappola. Come Giuseppe fuggì davanti alla tentazione, puoi lasciare la stanza e parlare con altre persone, ad esempio con dei fratelli. Inoltre puoi:
Chiedere al Signore Gesù di esaltare il Suo nome in quella situazione.
Pregare.
Ricordare un verso della Bibbia ad alta voce.
Ascoltare o elevare cantici e inni di lode.
Punto 7: Condividi il vangelo e servi il Signore.
La vita cristiana non consiste nel riscaldare le panche di chiesa la domenica, ma nel servire il Signore. Molti cristiani professanti NON servono il Signore, e così hanno parecchio tempo libero che, nell'ozio, riempiono con le cose del mondo. Questo è inaccettabile per il Signore. Non è possibile amare entrambi: o serviamo il Signore oppure il mondo.
Punto 8: Abbiamo la vittoria in Gesù Cristo.
Non dimenticare mai che al nostro Signore Gesù Cristo è possibile ogni cosa. Se Egli potè resuscitare i morti, far udire i sordi, guarire i ciechi e i lebbrosi, Egli può prendersi cura di tutti i nostri bisogni.
Letture consigliate: 1 Corinzi 15:57, 1 Giovanni 5:4.
Punto 9: Dobbiamo disciplinare noi stessi.
Gesù disse che se vogliamo essere Suoi discepoli dobbiamo rinunciare a noi stessi:
"Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Matteo 16:24).
Per lo Spirito Santo, l'apostolo Paolo disse che dobbiamo avere disciplina verso il nostro corpo, sottomettendolo alla volontà di Dio. Non si tratta di una forma di ascetismo, ma di obbedienza.
Quando lo Spirito Santo ti esorta in qualcosa, ascolti Lui o Satana? Se la risposta è Satana, allora non meravigliarti delle conseguenze nella tua vita.
Punto 10: Memorizza le Scritture.
Un buon inizio può essere il Salmo 1, o degli altri versi che ti incoraggino e ti esortino a camminare in santità.
Conclusione
Lo scopo della nostra vita è adorare ed esaltare il nome di Cristo Gesù e vivere in amore e obbedienza a Dio nostro Padre.
Lo scopo non ha a che fare con noi. Ha a che fare con Gesù. Capire questo è un primo passo per avere pace, scopo, sapienza e intendimento. Allora vedrai la tua vita realmente nascosta in Cristo. Non solo nelle parole, ma nei fatti.
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IL CREDENTE E IL PECCATO
Il Credente e il Peccato
sermone di Marco deFelice, dal sito Aiutobiblico
Il messaggio del Vangelo è il messaggio di come l'uomo può essere riconciliato con Dio. Esso è fondato sulla realtà che l'uomo è separato da Dio, e che ha bisogno di essere riconciliato. Ciò che separa l'uomo da Dio è il suo peccato, perché Dio è SANTO, e odia il peccato.
Oggi, vogliamo considerare come dovremmo vedere il peccato.
La gravità del peccato
Per capire il peccato, dobbiamo iniziare considerandone la gravità. Sia per arrivare alla salvezza, sia per camminare come figli di Dio, è necessario comprendere la gravità del peccato.
Non è facile da comprendere. Innanzi tutto, il mondo intorno a noi, con la sua influenza, non capisce affatto la gravità del peccato. Certamente, in ogni società, certe azioni sono viste come mali. Ma, di solito, non è perché sono considerate un'offesa contro Dio, ma perché offendono quel senso di coscienza che è dentro ogni uomo. Il più delle volte, infatti, quelle azioni che sono considerate malvagie sono quelle che causano del male verso gli altri uomini. Agli uomini, importa poco che un certo comportamento offenda Dio e vada contro la Sua legge. Per questo, il mondo intorno a noi capisce molto poco il peccato.
Poi, bisogna considerare che il peccato fa parte della natura dell'uomo. Perciò, l'uomo per conto suo non comprende la gravità del peccato.
Per capire che cos'è il peccato, abbiamo bisogno della Parola di Dio, e dello Spirito Santo. Leggiamo qualche brano che ci aiuta a capire che cos'è il peccato. 1 Giovanni 3:14 ci dichiara: "Chiunque commette il peccato trasgredisce la legge: il peccato è la violazione della legge" (1 Giovanni 3:4 NRV).
"Ogni iniquità è peccato" (1 Giovanni 5:17 NRV).
Allora, il peccato è andare contro qualsiasi legge di Dio. È la legge di Dio che determina che cosa è peccato. Il metro del mondo non importa.
Commettere qualsiasi atto vietato dalla legge è peccato, quanto lo è omettere di fare qualsiasi cosa che la legge richiede. Cioè, non fare qualcosa che si sa essere giusto è peccato.
Giacomo 4:17 "Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato".
Se poi non siamo sicuri se una cosa è legittima o no, e abbiamo dei dubbi, e andiamo avanti a fare quella cosa, commettiamo peccato, non tanto perché farla è peccato, ma perché l'abbiamo fatta, nonostante i nostri dubbi. Leggiamo di questo in Romani 14:23: "Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato".
Tutto quello che non viene dalla fede è peccato; in altre parole, se avete l'idea che qualcosa sia peccato, ma non siete sicuri, non andate avanti a farlo, finché non siete sicuri. Ciò che non viene dalla fede, è peccato.
Quindi, il peccato è qualsiasi cosa che va contro la legge di Dio. Se Dio dichiara che un certo comportamento è peccato, il fatto che la società l'approvi non cambia il fatto che è peccato. Allo stesso modo, se la nostra coscienza non ci fa pesare un peccato commesso, ciò non cambia il fatto che quel comportamento è peccato. L'unico metro che determina che cosa è peccato è la Parola di Dio.
Perché l'uomo pecca? Tanti vorrebbero spiegare il peccato come una conseguenza delle difficoltà o della situazione in cui l'uomo vive. Invece, nella Bibbia, Dio afferma chiaramente che l'uomo pecca perché l'uomo è un peccatore. La natura dell'uomo mira a peccare. Quindi, non dobbiamo mai scusarci, perché non sono le nostre circostanze che ci fanno peccare. Il peccato è sempre una nostra scelta, che nasce dal peccato nel nostro cuore. Non siamo mai costretti a peccare. Pecchiamo perché fa parte della nostra natura.
La condanna del peccato
Allora, abbiamo visto che cos'è il peccato, e abbiamo visto perché l'uomo pecca. Ora consideriamo qual è la condanna del peccato. Che retribuzione ci sarà per chi pecca?
Agli occhi del mondo, non ci sono gravi conseguenze per il peccato. Il mondo vede il peccato come qualcosa di poco grave, qualcosa che succede, senza conseguenze importanti, o comunque senza conseguenze eterne. Però, non è così. Il peccato è una grave offesa a Dio, che sarà punita per l'eternità. Dio ha stabilito una condanna terribile per chi pecca. Già in Genesi Dio annuncia questa condanna all'uomo. In Genesi 2, troviamo che Dio aveva provveduto una situazione stupenda per l'uomo:
"Dio il SIGNORE piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Dio il SIGNORE fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male." (Genesi 2:8-9 NRV)
Dio aveva provveduto tutto ad Adamo, non solo il necessario, ma tante cose belle da vedere e da mangiare. Poi, Dio diede ad Adamo un solo comandamento:
"Dio il SIGNORE prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. 16 Dio il SIGNORE ordinò all'uomo: "Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai"." (Genesi 2:15-17 NRV)
Dio diede ad Adamo un comandamento, e gli spiegò che se non avesse ubbidito a quel comandamento sarebbe andato incontro alla morte. Dio dichiarò: nel giorno che tu ne mangerai (ovvero, nel giorno che tu disubbidirai al mio comandamento) certamente morirai. Certamente! Sarà una cosa certa. Infatti, il giorno stesso che Adamo ed Eva disubbidirono al comandamento di Dio, morirono spiritualmente, e la morte fisica entrò nel mondo.
Il giudizio per il peccato è la morte, che è la separazione da Dio.
Questa verità viene ripetuta altrove nella Bibbia, anche nel NT. Per esempio, leggiamo in Romani 6:23: "perché il salario del peccato è la morte..." (Romani 6:23 NRV)
Dobbiamo capire che il peccato, qualsiasi peccato, porta alla morte, la morte eterna, la separazione eterna da Dio, in un luogo di tormento eterno. Dio ci spiega nella Bibbia che il tormento sarà un tormento continuo, giorno e notte, nei secoli dei secoli.
In Marco 8, Gesù spiega che qualsiasi guadagno sulla terra è inutile, se poi una persona è destinata alla morte eterna, chiamata in quel caso: perdere la propria anima.
"E che giova all'uomo se guadagna tutto il mondo e perde l'anima sua?" (Marco 8:36 NRV)
La condanna per il peccato è la morte eterna, la separazione eterna da Dio. Questa condanna è più terribile di qualsiasi altra cosa. È molto importante meditare su questo fatto, per capire meglio quanto il peccato sia una cosa terribile per il Signore. Quanto dev'essere abominevole il peccato per Dio se la punizione per anche un solo peccato è il tormento eterno. O che Dio ci aiuti a capire meglio queste cose.
Il peccato è dunque veramente terribile, e separa l'uomo da Dio. La condanna che ne consegue è la morte, la separazione eterna da Dio. Essendo colpevole, l'uomo non può pagare la propria condanna. È impossibile per l'uomo salvarsi da sé.
La salvezza dal peccato
Sappiamo che Dio offre la salvezza all'uomo. Essendo giusto, Dio deve applicare la condanna del peccato. Perciò, per poter salvare l'uomo e allo stesso tempo mantenere la sua giustizia, Dio Padre mandò suo figlio Gesù Cristo a morire sulla croce, come sacrificio di sostituzione. Il sacrificio di Cristo soddisfò l'ira di Dio contro il peccato. Quando una persona si rende conto veramente della sua colpa davanti a Dio, e desidera la salvezza più di qualsiasi altra cosa, e sa di non poter mai meritare la salvezza, e pone tutta la sua fede nell'opera di Cristo sulla croce, allora, Dio applica il beneficio della morte di Cristo a quella persona, e così la persona passa dalla morte alla vita, e la sua condanna viene pagata. Diventa un figlio di Dio. Questa è la salvezza.
Il peccato e il credente
Abbiamo considerato brevemente quanto il peccato è abominevole agli occhi di Dio, e che la condanna del peccato è la morte spirituale, la separazione eterna da Dio.
Ora consideriamo il rapporto fra chi è già credente e il peccato. Cosa c'entra il peccato con noi, che ci chiamiamo figli di Dio?
Vorrei menzionare qualcosa che ci aiuterà a capire meglio la Bibbia. Molto spesso, la Bibbia parla di una persona nei termini che quella persona usa per se stessa. Perciò, ad esempio, se una persona si dichiara credente, la Bibbia la chiama credente. Ciò non vuol dire che lo è. Però, la Bibbia si rivolge alle persone in base a ciò che loro dichiarano di sé.
Allora, che cosa dichiara la Bibbia per quanto riguarda il peccato nella vita di coloro che si dichiarano figli di Dio?
Quanto grave è il peccato nella vita di un credente, o almeno, nella vita di chi dice di essere un credente?
Chiaramente, anche in questo caso, dobbiamo rivolgerci alla Bibbia per capire l'insegnamento di Dio al riguardo. Perciò, consideriamo brevemente Matteo 7:13-23.
"Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. "Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti. "Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!"" (Matteo 7:13-23 NRV)
Notiamo alcune delle verità principali in questo brano. Prima di tutto, notiamo che stretta è la porta e angusta è la via che porta alla vita eterna. Essere un figlio di Dio è un dono di Dio. Però, richiede una vita di combattimento contro la carne. Chi combatte, combatte nella forza di Dio. Però, deve combattere. Chi non combatte, dimostra di non appartenere a Dio. La PORTA è stretta, cioè, si diventa figlio di Dio passando per la porta stretta della fede in Gesù Cristo. Non ci sono altre porte.
Inoltre, la VIA è angusta, cioè, la vita di un figlio di Dio è una vita in cui bisogna lottare contro il peccato, contro la carne.
Gesù parla di falsi credenti in questo brano. Specificamente, falsi profeti, che non solo si dichiarano credenti, ma si presentano come insegnanti. Gesù dichiara che si riconosce un albero dal frutto che esso porta. Poi, Gesù dichiara che nel giorno di giudizio, ci saranno MOLTI che avranno dichiarato di essere credenti, ma che in realtà non lo erano. Leggiamo ancora il v.21. "Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli".
La salvezza è per fede, non per opere. Però, il FRUTTO della vera salvezza è una vita di ubbidienza, significa FARE la volontà di Dio, e quindi, allontanarsi del peccato. Chi si dichiara credente, ma continua a fare la propria volontà, anziché la volontà di Dio, non ha il frutto della vera salvezza nella sua vita.
Gesù ripete questo insegnamento tante volte nei Vangeli. Per esempio, leggiamo Giovanni 14:21:
"Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Giovanni 14:21 NRV).
Qui, Gesù descrive chi sono quelli che Lo amano veramente. In vari casi, come questo, la Bibbia descrive la persona salvata come chi ama Dio. Quindi, Gesù sta descrivendo la vita di chi è veramente salvato. Notiamo quello che dichiara: "Chi HA i miei comandamenti e li OSSERVA, quello mi ama".
Un frutto che sarà presente in ogni vero credente sarà che la persona conoscerà e osserverà i comandamenti di Dio. Chi dice di amare Dio, ovvero, chi dice di essere salvato, però NON cammina in ubbidienza ai comandamenti di Dio, ovvero, continua a camminare nel peccato, inganna se stesso.
Notiamo alcuni altri versetti che dichiarano la stessa verità: "perché non quelli che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l'osservano saranno giustificati." (Romani 2:13 NRV)
La vera fede porta all'ubbidienza. Se una persona si fida veramente del proprio medico, prenderà la medicina che il medico le dà. È facile dire di avere fede in Dio, ma è l'ubbidienza che dimostra la realtà della fede.
In Tito, leggiamo di alcuni che professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, perché continuano a peccare. Continuano a ribellarsi contro Dio. Leggiamo Tito 1:16: "Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona." (Tito 1:16 NRV)
Se uno dice di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato, ma non cammina in ubbidienza a Dio, il suo comportamento dimostra che in realtà, non conosce Dio, non è salvato.
Il libro di Giacomo è molto importante per capire bene questo insegnamento. Sarebbe utile leggere tutto il capitolo 1 e 2. Per ora, vi leggo soltanto alcuni versetti.
Prima, leggiamo Giacomo 1:22: "Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi." (Giacomo 1:22 NRV)
Chi ascolta la Parola di Dio, tramite la lettura o l'insegnamento, ma non la mette in pratica, ovvero, non si sottomette a Dio, lasciando un peccato nella sua vita, si illude, cioè, si autoinganna, immaginando di essere a posto con Dio, quando in realtà, è un ribelle. Non è il fatto di ascoltare la Bibbia che ci salva, è una questione di avere veramente fede in Dio, una fede vivente che produce ubbidienza. Siamo salvati per FEDE, e l'ubbidienza è un frutto necessario della vera fede.
Infatti, quando c'è una fede che NON produce opere, cioè, le opere di ubbidienza, quella fede è una fede MORTA, è una fede senza valore, che non può salvare. Giacomo dichiara questo in Giacomo 2:15,17,26:
"A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?" (Giacomo 2:14 NRV)
"Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta." (Giacomo 2:17 NRV)
"Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta." (Giacomo 2:26 NRV)
Le opere descritte qui sono opere di ubbidienza a Dio. Quindi, se una persona rifiuta di abbandonare un peccato, non ha il chiaro frutto di essere veramente salvato. Una fede che non porta all'ubbidienza a Dio è una fede morta, che non può salvare.
Anche la lettera di 1 Giovanni parla di questo in termini molto chiari. Ci sono tanti versetti che ne parlano, leggiamone solo alcuni.
"Chiunque rimane in lui non persiste nel peccare; chiunque persiste nel peccare non l'ha visto, né conosciuto. Figlioli, nessuno vi seduca. Chi pratica la giustizia è giusto, com'egli è giusto. Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo." (1 Giovanni 3:6-8 NRV)
Chi persiste nel peccato non ha mai veramente conosciuto Dio, cioè, non è salvato. La vera salvezza e il continuare nel peccato si escludono a vicenda.
Quindi, è estremamente importante capire che non è possibile per un vero credente persistere nel commettere un peccato. Se uno si dichiara credente, ma continua a persistere in un peccato è bugiardo. Giovanni spiega questo chiaramente nel capitolo 2.
"Da questo sappiamo che l'abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: "Io l'ho conosciuto", e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui" (1 Giovanni 2:3-5 NRV).
O cari, se uno non osserva i comandamenti di Dio, è inutile dire di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato. L'UNICA via per un vero credente è l'ubbidienza a Dio, perché la salvezza viene per la FEDE, e la vera fede produce UBBIDIENZA. Quando non c'è ubbidienza, non c'è la fede, e quando non c'è la fede, non c'è la salvezza.
Ubbidienza in quali campi
A questo punto dovremmo fermarci per considerare attentamente come applicare questo insegnamento alla nostra vita. Delle volte, è facile accettare un insegnamento al livello teorico, ma non arrivare a riconoscere la sua validità in senso pratico nella nostra vita.
Parlando di questo insegnamento, potrebbe essere facile essere d'accordo che un vero credente non deve più disubbidire ai comandamenti di Dio. Però, in pratica, potremmo avere un concetto dei comandamenti che riguarda solamente quelle cose che noi già non facciamo. Potremmo, come tanti non credenti, pensare maggiormente a quei peccati che non sono una tentazione per noi. Facendo così, potremmo sentirci a posto.
Però, agli occhi di Dio, ogni peccato, qualsiasi peccato è un abominazione. Perciò, il fatto di osservare i comandamenti di Dio riguarda ogni aspetto della nostra vita. Per esempio, Dio comanda ai mariti di amare le loro mogli come Cristo ama la chiesa, e quindi, di sacrificarsi per loro. Dio comanda alle mogli di essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa, come a Cristo. Quindi, se un marito non si impegna ad amare veramente sua moglie, senza inasprirsi contro di lei, non osserva la parola di Dio, e mette in grave dubbio il fatto di essere veramente salvato. Se una moglie rifiuta di essere sottomessa al suo marito in qualcosa, non in tutto, ma in qualsiasi campo, allora lei non osserva la parola di Dio, e mette in grave dubbio il fatto di essere salvata.
Se un figlio rifiuta di ubbidire ai suoi genitori, o rifiuta di agire con onore nei loro riguardi, non osserva i comandamenti di Dio.
Se qualcuno agisce con orgoglio, e con egoismo, e non si ravvede, non osserva i comandamenti di Dio.
Se non abbondiamo nel ringraziamento, non osserviamo i comandamenti di Dio.
Se non diamo a Dio le primizie dei nostri beni, non osserviamo i comandamenti di Dio.
Se non cerchiamo per primo il regno di Dio, ovvero, se abbiamo qualcosa che, al livello pratico, ci importa più del regno di Dio, non stiamo osservando i comandamenti di Dio.
Se una ragazza non è modesta nel suo modo di vestirsi, o se un uomo guarda un'altra donna con desiderio oltre a sua moglie, non sta osservando i comandamenti di Dio.
Potrei andare avanti, ma penso che il punto sia chiaro: l'insegnamento di osservare i comandamenti di Dio non riguarda solamente comandamenti contro i cosiddetti grandi peccati. TUTTI i comandamenti di Dio sono importanti. Ogni peccato, di qualsiasi tipo, è un'abominizione per Dio.
Quindi, è essenziale avere una vita i cui ci arrendiamo a Dio in OGNI CAMPO! Chi si impegna molto nell'opera di Dio, però, ignora un peccato, e quindi, non abbandona quel peccato, sia esso un peccato di atteggiamento, o di pensiero, di parola o di azione, quella persona potrebbe pensare di camminare bene, ma in realtà, il fatto che non si arrende a Dio in quella cosa mette in dubbio che sia veramente salvato.
O che Dio possa farci capire sempre di più quanto ogni peccato è una grave offesa a Dio. Può capitare che un vero credente cada nel peccato, ma non ci resterà, e non continuerà a peccare. Chi continua nel peccato dimostra di non appartenere a Dio.
Cosa fare quando pecchiamo
È importantissimo capire quanto il peccato è grave, e che chi continua a peccare volontariamente dimostra di non appartenere a Dio.
Però, lo scopo di questo insegnamento non è di farci dubbitare la nostra salvezza. È molto importante capire quanto il peccato sia grave. Però, dubitare della propria salvezza non risolve nulla. Invece, capire questo dovrebbe spingerci ad odiare e ad abbandonare ogni nostro peccato. Un vero credente non cammina nel peccato.
Però, dobbiamo capire che un vero credente può CADERE nel peccato. C'è una grande differenza fra cadere nel peccato e camminare nel peccato. Leggiamo ciò che ci insegna Dio su questo in 1 Giovanni 1:
"Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo." (1 Giovanni 1:6-2:2 NRV)
Questo brano è fondamentale per capire bene l'insegnamento di Dio per quanto riguarda i credenti e il peccato. Questo brano dichiara che chi cammina nelle tenebre, ovvero nel peccato, non ha comunione con Dio, in altre parole, non è salvato. Fratelli, non si può essere più chiari di così. È impossibile per un vero credente continuare a camminare in un peccato, qualunque esso sia.
Allo stesso tempo, il versetto 8 dichiara, parlando dei veri credenti, che se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi. In altre parole, finché siamo in questa carne, cadremo nel peccato. C'è una grande differenza fra cadere nel peccato e camminare nel peccato. Si cammina per scelta, decidi tu dove porre i tuoi piedi. Invece quando uno cade, non è per sua scelta. Cercava di rimanere in piedi, ma inciampa e cade. Comunque è sempre responsabile per aver peccato. Però, non è una condizione in cui vive. Teniamo questa distinzione bene in mente.
Quindi, questo brano ci insegna che sebbene un vero credente può cadere nel peccato, non camminerà nel peccato.
La domanda importantissima, a cui questo brano risponde è: che cosa dobbiamo fare quando cadiamo nel peccato? C'è solamente una risposta, la troviamo nel versetto 9. Se non avete già memorizzato questo versetto, voglio incoraggiarvi a memorizzarlo al più presto. Leggiamo il v. 9:
"Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." (1 Giovanni 1:9 NRV)
O carissimi, la verità in questo versetto è fondamentale ed anche preziosa. Chi veramente appartiene a Dio odia il peccato, e non vuole peccare. Quindi, quando cade nel peccato vuole sapere come uscire. Vuole sapere come tornare ad essere puro. Questo versetto ci spiega la via che Dio ha provveduto.
Quando cadiamo nel peccato, dobbiamo confessarlo. Attenzione, non basta ammetterlo! C'è un'enorme differenza fra ammettere un peccato e confessarlo. Ammettere un peccato vuol dire riconoscere di averlo commesso, però senza accettarne la responsabilità. Un esempio di ammettere un peccato sarebbe se io parlo bruscamente, e poi mi scuso dicendo: "sì, riconosco di aver parlato bruscamente, però è accaduto perché ero molto nervoso." In questo caso, ho riconosciuto di aver parlato bruscamente, ma non ho riconosciuto la mia colpa, perché mi sono scusato dicendo che l'ho fatto perché ero nervoso. Basti pensare all'esempio di Adamo ed Eva.
Ogni qualvolta noi riconosciamo di aver commesso un certo peccato, però ci scusiamo trovando un motivo per cui abbiamo commesso quel peccato, che diventa un modo per scusarci, stiamo solo ammettendo il peccato, anziché confessarlo.
In contrasto, confessare un peccato vuol dire riconoscere di averlo commesso, e riconoscere palesemente di essere stati completamente responsabili della nostra azione. In altre parole, confessare un peccato vuol dire assumersene tutta la responsabilità. Vuol dire accettare tutta la colpa, riconoscendo che nessuna situazione o avvenimento ci ha forzato a peccare, ma che anzi è stata una scelta nostra.
Quindi, quando un vero credente cade nel peccato, ha bisogno di correre subito a Dio, per confessare il suo peccato, chiedendo perdono per mezzo del sacrificio che Gesù Cristo ha compiuto per noi sulla croce. Questa è la parte del credente. Finché uno cerca di scusarsi, spiegando che ha peccato a causa di questo o quell'altro motivo o situazione, non sta veramente confessando il suo peccato, sta solo ammettendo di aver peccato. Non c'è perdono per chi si limita ad ammettere il proprio peccato.
Invece, quando confessiamo veramente i nostri peccati, come dichiara il versetto, Dio è fedele e giusto da perdonarci i nostri peccati, e di più, ci purifica da ogni iniquità.
In base all'opera di Gesù Cristo sulla croce, quando confessiamo i nostri peccati Dio ci perdona completamente. Toglie via tutta la nostra colpa, ci lava dalla macchia con la quale siamo stati segnati dal peccato. Inoltre, Dio ci purifica da ogni iniquità. Opera in noi per santificarci e farci crescere.
Non posso dire abbastanza quanto è importante confessare subito ogni peccato a Dio. Chiaramente, confessare un peccato vuol dire abbandonare quel peccato. Finché uno sceglie di continuare a peccare, è ipocrisia confessare quel peccato. È una grande offesa a Dio confessare un peccato e allo stesso tempo non scegliere di abbandonare quel peccato.
Quindi, quando cadiamo nel peccato, dobbiamo riconoscere quanto il peccato è una grave offesa a Dio, dobbiamo abbandonare e confessare il nostro peccato a Dio.
E poi, che cosa dobbiamo fare? Qui, arriviamo ad un punto in cui tanti credenti sbagliano. La nostra parte è quella di confessare ogni peccato. La parte di Dio, e Dio è sempre fedele, è di perdonarci e purificarci. Tristemente, tanti credenti hanno difficoltà ad accettare il perdono di Dio. Anche dopo che sono stati perdonati, continuano a battersi il petto, per modo di dire, come se non fossero ancora perdonati. O cari amici, non offendiamo Dio così! Quando Dio dichiara di averci perdonato, prendiamolo in parola! Chi veramente confessa i suoi peccati a Dio può credere di tutto cuore di essere stato perdonato da Dio. Dio è fedele alla sua parola.
E quindi, quando abbiamo confessato un peccato, possiamo rallegrarci del perdono di Dio. Possiamo abbondare nel ringraziamento che per mezzo di Gesù Cristo, il nostro avvocato, abbiamo libero accesso al trono della grazia, per ottenere il perdono che ci serve.
Possiamo fare questo, e dobbiamo fare questo. Solo facendo così possiamo avere vittoria sui nostri peccati e conoscere la gioia della nostra salvezza!
Conclusione
Nel Salmo 51, Davide capiva bene la gravità del peccato, e sapeva a chi rivolgersi per ottenere vero perdono.
O che Dio ci aiuti a capire meglio quanto il peccato è terribile, e quanto è meraviglioso il perdono di Dio per mezzo di Cristo Gesù.
http://camcris.altervista.org/mdf_pecc.html
sermone di Marco deFelice, dal sito Aiutobiblico
Il messaggio del Vangelo è il messaggio di come l'uomo può essere riconciliato con Dio. Esso è fondato sulla realtà che l'uomo è separato da Dio, e che ha bisogno di essere riconciliato. Ciò che separa l'uomo da Dio è il suo peccato, perché Dio è SANTO, e odia il peccato.
Oggi, vogliamo considerare come dovremmo vedere il peccato.
La gravità del peccato
Per capire il peccato, dobbiamo iniziare considerandone la gravità. Sia per arrivare alla salvezza, sia per camminare come figli di Dio, è necessario comprendere la gravità del peccato.
Non è facile da comprendere. Innanzi tutto, il mondo intorno a noi, con la sua influenza, non capisce affatto la gravità del peccato. Certamente, in ogni società, certe azioni sono viste come mali. Ma, di solito, non è perché sono considerate un'offesa contro Dio, ma perché offendono quel senso di coscienza che è dentro ogni uomo. Il più delle volte, infatti, quelle azioni che sono considerate malvagie sono quelle che causano del male verso gli altri uomini. Agli uomini, importa poco che un certo comportamento offenda Dio e vada contro la Sua legge. Per questo, il mondo intorno a noi capisce molto poco il peccato.
Poi, bisogna considerare che il peccato fa parte della natura dell'uomo. Perciò, l'uomo per conto suo non comprende la gravità del peccato.
Per capire che cos'è il peccato, abbiamo bisogno della Parola di Dio, e dello Spirito Santo. Leggiamo qualche brano che ci aiuta a capire che cos'è il peccato. 1 Giovanni 3:14 ci dichiara: "Chiunque commette il peccato trasgredisce la legge: il peccato è la violazione della legge" (1 Giovanni 3:4 NRV).
"Ogni iniquità è peccato" (1 Giovanni 5:17 NRV).
Allora, il peccato è andare contro qualsiasi legge di Dio. È la legge di Dio che determina che cosa è peccato. Il metro del mondo non importa.
Commettere qualsiasi atto vietato dalla legge è peccato, quanto lo è omettere di fare qualsiasi cosa che la legge richiede. Cioè, non fare qualcosa che si sa essere giusto è peccato.
Giacomo 4:17 "Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato".
Se poi non siamo sicuri se una cosa è legittima o no, e abbiamo dei dubbi, e andiamo avanti a fare quella cosa, commettiamo peccato, non tanto perché farla è peccato, ma perché l'abbiamo fatta, nonostante i nostri dubbi. Leggiamo di questo in Romani 14:23: "Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato".
Tutto quello che non viene dalla fede è peccato; in altre parole, se avete l'idea che qualcosa sia peccato, ma non siete sicuri, non andate avanti a farlo, finché non siete sicuri. Ciò che non viene dalla fede, è peccato.
Quindi, il peccato è qualsiasi cosa che va contro la legge di Dio. Se Dio dichiara che un certo comportamento è peccato, il fatto che la società l'approvi non cambia il fatto che è peccato. Allo stesso modo, se la nostra coscienza non ci fa pesare un peccato commesso, ciò non cambia il fatto che quel comportamento è peccato. L'unico metro che determina che cosa è peccato è la Parola di Dio.
Perché l'uomo pecca? Tanti vorrebbero spiegare il peccato come una conseguenza delle difficoltà o della situazione in cui l'uomo vive. Invece, nella Bibbia, Dio afferma chiaramente che l'uomo pecca perché l'uomo è un peccatore. La natura dell'uomo mira a peccare. Quindi, non dobbiamo mai scusarci, perché non sono le nostre circostanze che ci fanno peccare. Il peccato è sempre una nostra scelta, che nasce dal peccato nel nostro cuore. Non siamo mai costretti a peccare. Pecchiamo perché fa parte della nostra natura.
La condanna del peccato
Allora, abbiamo visto che cos'è il peccato, e abbiamo visto perché l'uomo pecca. Ora consideriamo qual è la condanna del peccato. Che retribuzione ci sarà per chi pecca?
Agli occhi del mondo, non ci sono gravi conseguenze per il peccato. Il mondo vede il peccato come qualcosa di poco grave, qualcosa che succede, senza conseguenze importanti, o comunque senza conseguenze eterne. Però, non è così. Il peccato è una grave offesa a Dio, che sarà punita per l'eternità. Dio ha stabilito una condanna terribile per chi pecca. Già in Genesi Dio annuncia questa condanna all'uomo. In Genesi 2, troviamo che Dio aveva provveduto una situazione stupenda per l'uomo:
"Dio il SIGNORE piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Dio il SIGNORE fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male." (Genesi 2:8-9 NRV)
Dio aveva provveduto tutto ad Adamo, non solo il necessario, ma tante cose belle da vedere e da mangiare. Poi, Dio diede ad Adamo un solo comandamento:
"Dio il SIGNORE prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. 16 Dio il SIGNORE ordinò all'uomo: "Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai"." (Genesi 2:15-17 NRV)
Dio diede ad Adamo un comandamento, e gli spiegò che se non avesse ubbidito a quel comandamento sarebbe andato incontro alla morte. Dio dichiarò: nel giorno che tu ne mangerai (ovvero, nel giorno che tu disubbidirai al mio comandamento) certamente morirai. Certamente! Sarà una cosa certa. Infatti, il giorno stesso che Adamo ed Eva disubbidirono al comandamento di Dio, morirono spiritualmente, e la morte fisica entrò nel mondo.
Il giudizio per il peccato è la morte, che è la separazione da Dio.
Questa verità viene ripetuta altrove nella Bibbia, anche nel NT. Per esempio, leggiamo in Romani 6:23: "perché il salario del peccato è la morte..." (Romani 6:23 NRV)
Dobbiamo capire che il peccato, qualsiasi peccato, porta alla morte, la morte eterna, la separazione eterna da Dio, in un luogo di tormento eterno. Dio ci spiega nella Bibbia che il tormento sarà un tormento continuo, giorno e notte, nei secoli dei secoli.
In Marco 8, Gesù spiega che qualsiasi guadagno sulla terra è inutile, se poi una persona è destinata alla morte eterna, chiamata in quel caso: perdere la propria anima.
"E che giova all'uomo se guadagna tutto il mondo e perde l'anima sua?" (Marco 8:36 NRV)
La condanna per il peccato è la morte eterna, la separazione eterna da Dio. Questa condanna è più terribile di qualsiasi altra cosa. È molto importante meditare su questo fatto, per capire meglio quanto il peccato sia una cosa terribile per il Signore. Quanto dev'essere abominevole il peccato per Dio se la punizione per anche un solo peccato è il tormento eterno. O che Dio ci aiuti a capire meglio queste cose.
Il peccato è dunque veramente terribile, e separa l'uomo da Dio. La condanna che ne consegue è la morte, la separazione eterna da Dio. Essendo colpevole, l'uomo non può pagare la propria condanna. È impossibile per l'uomo salvarsi da sé.
La salvezza dal peccato
Sappiamo che Dio offre la salvezza all'uomo. Essendo giusto, Dio deve applicare la condanna del peccato. Perciò, per poter salvare l'uomo e allo stesso tempo mantenere la sua giustizia, Dio Padre mandò suo figlio Gesù Cristo a morire sulla croce, come sacrificio di sostituzione. Il sacrificio di Cristo soddisfò l'ira di Dio contro il peccato. Quando una persona si rende conto veramente della sua colpa davanti a Dio, e desidera la salvezza più di qualsiasi altra cosa, e sa di non poter mai meritare la salvezza, e pone tutta la sua fede nell'opera di Cristo sulla croce, allora, Dio applica il beneficio della morte di Cristo a quella persona, e così la persona passa dalla morte alla vita, e la sua condanna viene pagata. Diventa un figlio di Dio. Questa è la salvezza.
Il peccato e il credente
Abbiamo considerato brevemente quanto il peccato è abominevole agli occhi di Dio, e che la condanna del peccato è la morte spirituale, la separazione eterna da Dio.
Ora consideriamo il rapporto fra chi è già credente e il peccato. Cosa c'entra il peccato con noi, che ci chiamiamo figli di Dio?
Vorrei menzionare qualcosa che ci aiuterà a capire meglio la Bibbia. Molto spesso, la Bibbia parla di una persona nei termini che quella persona usa per se stessa. Perciò, ad esempio, se una persona si dichiara credente, la Bibbia la chiama credente. Ciò non vuol dire che lo è. Però, la Bibbia si rivolge alle persone in base a ciò che loro dichiarano di sé.
Allora, che cosa dichiara la Bibbia per quanto riguarda il peccato nella vita di coloro che si dichiarano figli di Dio?
Quanto grave è il peccato nella vita di un credente, o almeno, nella vita di chi dice di essere un credente?
Chiaramente, anche in questo caso, dobbiamo rivolgerci alla Bibbia per capire l'insegnamento di Dio al riguardo. Perciò, consideriamo brevemente Matteo 7:13-23.
"Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. "Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti. "Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!"" (Matteo 7:13-23 NRV)
Notiamo alcune delle verità principali in questo brano. Prima di tutto, notiamo che stretta è la porta e angusta è la via che porta alla vita eterna. Essere un figlio di Dio è un dono di Dio. Però, richiede una vita di combattimento contro la carne. Chi combatte, combatte nella forza di Dio. Però, deve combattere. Chi non combatte, dimostra di non appartenere a Dio. La PORTA è stretta, cioè, si diventa figlio di Dio passando per la porta stretta della fede in Gesù Cristo. Non ci sono altre porte.
Inoltre, la VIA è angusta, cioè, la vita di un figlio di Dio è una vita in cui bisogna lottare contro il peccato, contro la carne.
Gesù parla di falsi credenti in questo brano. Specificamente, falsi profeti, che non solo si dichiarano credenti, ma si presentano come insegnanti. Gesù dichiara che si riconosce un albero dal frutto che esso porta. Poi, Gesù dichiara che nel giorno di giudizio, ci saranno MOLTI che avranno dichiarato di essere credenti, ma che in realtà non lo erano. Leggiamo ancora il v.21. "Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli".
La salvezza è per fede, non per opere. Però, il FRUTTO della vera salvezza è una vita di ubbidienza, significa FARE la volontà di Dio, e quindi, allontanarsi del peccato. Chi si dichiara credente, ma continua a fare la propria volontà, anziché la volontà di Dio, non ha il frutto della vera salvezza nella sua vita.
Gesù ripete questo insegnamento tante volte nei Vangeli. Per esempio, leggiamo Giovanni 14:21:
"Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Giovanni 14:21 NRV).
Qui, Gesù descrive chi sono quelli che Lo amano veramente. In vari casi, come questo, la Bibbia descrive la persona salvata come chi ama Dio. Quindi, Gesù sta descrivendo la vita di chi è veramente salvato. Notiamo quello che dichiara: "Chi HA i miei comandamenti e li OSSERVA, quello mi ama".
Un frutto che sarà presente in ogni vero credente sarà che la persona conoscerà e osserverà i comandamenti di Dio. Chi dice di amare Dio, ovvero, chi dice di essere salvato, però NON cammina in ubbidienza ai comandamenti di Dio, ovvero, continua a camminare nel peccato, inganna se stesso.
Notiamo alcuni altri versetti che dichiarano la stessa verità: "perché non quelli che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l'osservano saranno giustificati." (Romani 2:13 NRV)
La vera fede porta all'ubbidienza. Se una persona si fida veramente del proprio medico, prenderà la medicina che il medico le dà. È facile dire di avere fede in Dio, ma è l'ubbidienza che dimostra la realtà della fede.
In Tito, leggiamo di alcuni che professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, perché continuano a peccare. Continuano a ribellarsi contro Dio. Leggiamo Tito 1:16: "Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona." (Tito 1:16 NRV)
Se uno dice di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato, ma non cammina in ubbidienza a Dio, il suo comportamento dimostra che in realtà, non conosce Dio, non è salvato.
Il libro di Giacomo è molto importante per capire bene questo insegnamento. Sarebbe utile leggere tutto il capitolo 1 e 2. Per ora, vi leggo soltanto alcuni versetti.
Prima, leggiamo Giacomo 1:22: "Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi." (Giacomo 1:22 NRV)
Chi ascolta la Parola di Dio, tramite la lettura o l'insegnamento, ma non la mette in pratica, ovvero, non si sottomette a Dio, lasciando un peccato nella sua vita, si illude, cioè, si autoinganna, immaginando di essere a posto con Dio, quando in realtà, è un ribelle. Non è il fatto di ascoltare la Bibbia che ci salva, è una questione di avere veramente fede in Dio, una fede vivente che produce ubbidienza. Siamo salvati per FEDE, e l'ubbidienza è un frutto necessario della vera fede.
Infatti, quando c'è una fede che NON produce opere, cioè, le opere di ubbidienza, quella fede è una fede MORTA, è una fede senza valore, che non può salvare. Giacomo dichiara questo in Giacomo 2:15,17,26:
"A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?" (Giacomo 2:14 NRV)
"Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta." (Giacomo 2:17 NRV)
"Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta." (Giacomo 2:26 NRV)
Le opere descritte qui sono opere di ubbidienza a Dio. Quindi, se una persona rifiuta di abbandonare un peccato, non ha il chiaro frutto di essere veramente salvato. Una fede che non porta all'ubbidienza a Dio è una fede morta, che non può salvare.
Anche la lettera di 1 Giovanni parla di questo in termini molto chiari. Ci sono tanti versetti che ne parlano, leggiamone solo alcuni.
"Chiunque rimane in lui non persiste nel peccare; chiunque persiste nel peccare non l'ha visto, né conosciuto. Figlioli, nessuno vi seduca. Chi pratica la giustizia è giusto, com'egli è giusto. Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo." (1 Giovanni 3:6-8 NRV)
Chi persiste nel peccato non ha mai veramente conosciuto Dio, cioè, non è salvato. La vera salvezza e il continuare nel peccato si escludono a vicenda.
Quindi, è estremamente importante capire che non è possibile per un vero credente persistere nel commettere un peccato. Se uno si dichiara credente, ma continua a persistere in un peccato è bugiardo. Giovanni spiega questo chiaramente nel capitolo 2.
"Da questo sappiamo che l'abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: "Io l'ho conosciuto", e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui" (1 Giovanni 2:3-5 NRV).
O cari, se uno non osserva i comandamenti di Dio, è inutile dire di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato. L'UNICA via per un vero credente è l'ubbidienza a Dio, perché la salvezza viene per la FEDE, e la vera fede produce UBBIDIENZA. Quando non c'è ubbidienza, non c'è la fede, e quando non c'è la fede, non c'è la salvezza.
Ubbidienza in quali campi
A questo punto dovremmo fermarci per considerare attentamente come applicare questo insegnamento alla nostra vita. Delle volte, è facile accettare un insegnamento al livello teorico, ma non arrivare a riconoscere la sua validità in senso pratico nella nostra vita.
Parlando di questo insegnamento, potrebbe essere facile essere d'accordo che un vero credente non deve più disubbidire ai comandamenti di Dio. Però, in pratica, potremmo avere un concetto dei comandamenti che riguarda solamente quelle cose che noi già non facciamo. Potremmo, come tanti non credenti, pensare maggiormente a quei peccati che non sono una tentazione per noi. Facendo così, potremmo sentirci a posto.
Però, agli occhi di Dio, ogni peccato, qualsiasi peccato è un abominazione. Perciò, il fatto di osservare i comandamenti di Dio riguarda ogni aspetto della nostra vita. Per esempio, Dio comanda ai mariti di amare le loro mogli come Cristo ama la chiesa, e quindi, di sacrificarsi per loro. Dio comanda alle mogli di essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa, come a Cristo. Quindi, se un marito non si impegna ad amare veramente sua moglie, senza inasprirsi contro di lei, non osserva la parola di Dio, e mette in grave dubbio il fatto di essere veramente salvato. Se una moglie rifiuta di essere sottomessa al suo marito in qualcosa, non in tutto, ma in qualsiasi campo, allora lei non osserva la parola di Dio, e mette in grave dubbio il fatto di essere salvata.
Se un figlio rifiuta di ubbidire ai suoi genitori, o rifiuta di agire con onore nei loro riguardi, non osserva i comandamenti di Dio.
Se qualcuno agisce con orgoglio, e con egoismo, e non si ravvede, non osserva i comandamenti di Dio.
Se non abbondiamo nel ringraziamento, non osserviamo i comandamenti di Dio.
Se non diamo a Dio le primizie dei nostri beni, non osserviamo i comandamenti di Dio.
Se non cerchiamo per primo il regno di Dio, ovvero, se abbiamo qualcosa che, al livello pratico, ci importa più del regno di Dio, non stiamo osservando i comandamenti di Dio.
Se una ragazza non è modesta nel suo modo di vestirsi, o se un uomo guarda un'altra donna con desiderio oltre a sua moglie, non sta osservando i comandamenti di Dio.
Potrei andare avanti, ma penso che il punto sia chiaro: l'insegnamento di osservare i comandamenti di Dio non riguarda solamente comandamenti contro i cosiddetti grandi peccati. TUTTI i comandamenti di Dio sono importanti. Ogni peccato, di qualsiasi tipo, è un'abominizione per Dio.
Quindi, è essenziale avere una vita i cui ci arrendiamo a Dio in OGNI CAMPO! Chi si impegna molto nell'opera di Dio, però, ignora un peccato, e quindi, non abbandona quel peccato, sia esso un peccato di atteggiamento, o di pensiero, di parola o di azione, quella persona potrebbe pensare di camminare bene, ma in realtà, il fatto che non si arrende a Dio in quella cosa mette in dubbio che sia veramente salvato.
O che Dio possa farci capire sempre di più quanto ogni peccato è una grave offesa a Dio. Può capitare che un vero credente cada nel peccato, ma non ci resterà, e non continuerà a peccare. Chi continua nel peccato dimostra di non appartenere a Dio.
Cosa fare quando pecchiamo
È importantissimo capire quanto il peccato è grave, e che chi continua a peccare volontariamente dimostra di non appartenere a Dio.
Però, lo scopo di questo insegnamento non è di farci dubbitare la nostra salvezza. È molto importante capire quanto il peccato sia grave. Però, dubitare della propria salvezza non risolve nulla. Invece, capire questo dovrebbe spingerci ad odiare e ad abbandonare ogni nostro peccato. Un vero credente non cammina nel peccato.
Però, dobbiamo capire che un vero credente può CADERE nel peccato. C'è una grande differenza fra cadere nel peccato e camminare nel peccato. Leggiamo ciò che ci insegna Dio su questo in 1 Giovanni 1:
"Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo." (1 Giovanni 1:6-2:2 NRV)
Questo brano è fondamentale per capire bene l'insegnamento di Dio per quanto riguarda i credenti e il peccato. Questo brano dichiara che chi cammina nelle tenebre, ovvero nel peccato, non ha comunione con Dio, in altre parole, non è salvato. Fratelli, non si può essere più chiari di così. È impossibile per un vero credente continuare a camminare in un peccato, qualunque esso sia.
Allo stesso tempo, il versetto 8 dichiara, parlando dei veri credenti, che se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi. In altre parole, finché siamo in questa carne, cadremo nel peccato. C'è una grande differenza fra cadere nel peccato e camminare nel peccato. Si cammina per scelta, decidi tu dove porre i tuoi piedi. Invece quando uno cade, non è per sua scelta. Cercava di rimanere in piedi, ma inciampa e cade. Comunque è sempre responsabile per aver peccato. Però, non è una condizione in cui vive. Teniamo questa distinzione bene in mente.
Quindi, questo brano ci insegna che sebbene un vero credente può cadere nel peccato, non camminerà nel peccato.
La domanda importantissima, a cui questo brano risponde è: che cosa dobbiamo fare quando cadiamo nel peccato? C'è solamente una risposta, la troviamo nel versetto 9. Se non avete già memorizzato questo versetto, voglio incoraggiarvi a memorizzarlo al più presto. Leggiamo il v. 9:
"Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." (1 Giovanni 1:9 NRV)
O carissimi, la verità in questo versetto è fondamentale ed anche preziosa. Chi veramente appartiene a Dio odia il peccato, e non vuole peccare. Quindi, quando cade nel peccato vuole sapere come uscire. Vuole sapere come tornare ad essere puro. Questo versetto ci spiega la via che Dio ha provveduto.
Quando cadiamo nel peccato, dobbiamo confessarlo. Attenzione, non basta ammetterlo! C'è un'enorme differenza fra ammettere un peccato e confessarlo. Ammettere un peccato vuol dire riconoscere di averlo commesso, però senza accettarne la responsabilità. Un esempio di ammettere un peccato sarebbe se io parlo bruscamente, e poi mi scuso dicendo: "sì, riconosco di aver parlato bruscamente, però è accaduto perché ero molto nervoso." In questo caso, ho riconosciuto di aver parlato bruscamente, ma non ho riconosciuto la mia colpa, perché mi sono scusato dicendo che l'ho fatto perché ero nervoso. Basti pensare all'esempio di Adamo ed Eva.
Ogni qualvolta noi riconosciamo di aver commesso un certo peccato, però ci scusiamo trovando un motivo per cui abbiamo commesso quel peccato, che diventa un modo per scusarci, stiamo solo ammettendo il peccato, anziché confessarlo.
In contrasto, confessare un peccato vuol dire riconoscere di averlo commesso, e riconoscere palesemente di essere stati completamente responsabili della nostra azione. In altre parole, confessare un peccato vuol dire assumersene tutta la responsabilità. Vuol dire accettare tutta la colpa, riconoscendo che nessuna situazione o avvenimento ci ha forzato a peccare, ma che anzi è stata una scelta nostra.
Quindi, quando un vero credente cade nel peccato, ha bisogno di correre subito a Dio, per confessare il suo peccato, chiedendo perdono per mezzo del sacrificio che Gesù Cristo ha compiuto per noi sulla croce. Questa è la parte del credente. Finché uno cerca di scusarsi, spiegando che ha peccato a causa di questo o quell'altro motivo o situazione, non sta veramente confessando il suo peccato, sta solo ammettendo di aver peccato. Non c'è perdono per chi si limita ad ammettere il proprio peccato.
Invece, quando confessiamo veramente i nostri peccati, come dichiara il versetto, Dio è fedele e giusto da perdonarci i nostri peccati, e di più, ci purifica da ogni iniquità.
In base all'opera di Gesù Cristo sulla croce, quando confessiamo i nostri peccati Dio ci perdona completamente. Toglie via tutta la nostra colpa, ci lava dalla macchia con la quale siamo stati segnati dal peccato. Inoltre, Dio ci purifica da ogni iniquità. Opera in noi per santificarci e farci crescere.
Non posso dire abbastanza quanto è importante confessare subito ogni peccato a Dio. Chiaramente, confessare un peccato vuol dire abbandonare quel peccato. Finché uno sceglie di continuare a peccare, è ipocrisia confessare quel peccato. È una grande offesa a Dio confessare un peccato e allo stesso tempo non scegliere di abbandonare quel peccato.
Quindi, quando cadiamo nel peccato, dobbiamo riconoscere quanto il peccato è una grave offesa a Dio, dobbiamo abbandonare e confessare il nostro peccato a Dio.
E poi, che cosa dobbiamo fare? Qui, arriviamo ad un punto in cui tanti credenti sbagliano. La nostra parte è quella di confessare ogni peccato. La parte di Dio, e Dio è sempre fedele, è di perdonarci e purificarci. Tristemente, tanti credenti hanno difficoltà ad accettare il perdono di Dio. Anche dopo che sono stati perdonati, continuano a battersi il petto, per modo di dire, come se non fossero ancora perdonati. O cari amici, non offendiamo Dio così! Quando Dio dichiara di averci perdonato, prendiamolo in parola! Chi veramente confessa i suoi peccati a Dio può credere di tutto cuore di essere stato perdonato da Dio. Dio è fedele alla sua parola.
E quindi, quando abbiamo confessato un peccato, possiamo rallegrarci del perdono di Dio. Possiamo abbondare nel ringraziamento che per mezzo di Gesù Cristo, il nostro avvocato, abbiamo libero accesso al trono della grazia, per ottenere il perdono che ci serve.
Possiamo fare questo, e dobbiamo fare questo. Solo facendo così possiamo avere vittoria sui nostri peccati e conoscere la gioia della nostra salvezza!
Conclusione
Nel Salmo 51, Davide capiva bene la gravità del peccato, e sapeva a chi rivolgersi per ottenere vero perdono.
O che Dio ci aiuti a capire meglio quanto il peccato è terribile, e quanto è meraviglioso il perdono di Dio per mezzo di Cristo Gesù.
http://camcris.altervista.org/mdf_pecc.html
ODIARE IL MALE
Odiare il male
di Marco deFelice, tratto dal sito Aiutobiblico
Quanti tossicodipendenti conoscete che hanno più di 50 anni? Ce ne sono pochi, perché la maggior parte di loro non vivono così a lungo. L'eroina uccide. Ma prima di uccidere una persona, la rende schiava di una vita terribile. È molto raro che un tossicodipendente venga veramente liberato da questo terribile male.
Ho conosciuto personalmente vari tossicodipendenti. Diversi di loro sono stati in casa nostra, e ho parlato con altri per strada. Tutti odiavano la droga, per il male che faceva loro.
Allora, considerando gli effetti dell'eroina sulla vita delle persone, immaginiamo un tossicodipendente che viene completamente liberato dalla droga, ma che ha ancora due fratelli che sono schiavi di questo terribile padrone. Entrambi stanno morendo, pian piano, per gli effetti di questa crudele droga.
Che posizione avrà questo ex-tossicodipendente nei confronti dell'eroina? Se la sentirebbe di dire che la droga non è poi così male, e che ognuno dovrebbe essere libero di provarla qualche volta? Avrebbe piacere di stare in compagnia di persone che fanno ancora uso di droghe? Potrebbe esservi indifferente?
Chiaramente, un uomo che prima era prigioniero dell'eroina non potrebbe mai vederla come una cosa neutrale, ma anzi, la odierà profondamente. Egli conosce personalmente il male che fa, e vuole evitare ogni contatto con essa.
Questo è un paragone per noi, su come dovremmo considerare il nostro vecchio padrone: il male, cioè, il peccato. Infatti, una verità molto importante nella Bibbia è che dobbiamo odiare il male, ovvero, odiare il peccato:
Voi che amate il SIGNORE, odiate il male! Egli custodisce le anime dei suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi. (Salmi 97:10)
Vogliamo considerare il comandamento di odiare il male.
Che cos'è il Male?
Prima di considerare come dovremmo odiare il male, dobbiamo capire cosa Dio intende con la parola male. Il male è qualsiasi cosa che non è conforme alla legge di Dio. Quindi, il male è qualsiasi peccato. Perciò, in questo contesto, dire male o dire peccato è la stessa cosa.
Il peccato ci allontana da ciò che è santo, quindi, ci allontana da Dio, e ci fa perdere le Sue benedizioni.
Quando pensiamo al male, solitamente pensiamo ai "grandi" peccati, alle cose più terribili che esistono nella società intorno a noi. In realtà, però, qualsiasi peccato è un male.
Ogni peccato ci allontana da Dio, ogni peccato ci danneggia. Qualsiasi peccato, di qualsiasi tipo, fa parte del Male. Ogni tipo di peccato: dall'omicidio alla menzogna, dall'adulterio alla fornicazione, dalla pigrizia all'egoismo, dalla mancanza di autocontrollo al rancore.
Per capire perché dobbiamo odiare il peccato, consideriamo gli effetti del peccato nelle vite delle persone.
1) Separa da Dio
La cosa peggiore che fa il peccato è separare la persona da Dio. Impedisce alla persona di venire a Dio per ricevere la salvezza. Ascoltiamo Giovanni 3, ricordando che Gesù è la luce.
19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; 21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio". (Giovanni 3:19-20 NRV)
Chiunque fa cose malvagie odia la luce, ovvero, odia Cristo. Spesso, non sembra così, perché è possibile essere molto religiosi, e nominare spesso il nome di Cristo. Però, finché una persona rimane attaccata al peccato, esso gli fa odiare Cristo, e perciò, gli fa evitare Cristo. Non è possibile avvicinarsi a Cristo e allo stesso tempo restare nel peccato.
2) Rende ciechi
Non solo il peccato porta una persona lontana da Dio, ma la rende cieca, impedendole di vedere la gloria di Dio, e impedendole di vedere il male che il peccato fa. Leggiamo 2 Corinzi 3,4:
3 Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, 4 per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio.
Satana usa il peccato per accecare le persone affinché non riconoscano la bellezza e la gloria di Cristo. Perciò, gli uomini non vanno in cerca della luce. Restano nelle tenebre. NOI eravamo in questa condizione!
In più, il peccato ci ha accecati dal poter vedere quanto il peccato ci danneggia, e come ci fa mancare le benedizioni di Dio.
Il peccato fa sì che il nostro cuore ci inganni. Ascoltiamo Geremia 17:9: Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?
In altre parole, l'uomo è ingannato dal proprio cuore a causa del peccato. Per natura, il nostro cuore ci inganna. Ci dice che tutto va bene, quando in realtà non va bene. Ci dichiara che il peccato non ci farà del male, quando in realtà ci porta lontano dal Signore e ci fa molto male.
Se ricordate il re Davide, nell'Antico Testamento, egli vide una bella donna farsi il bagno nella terrazza vicino al palazzo. Il suo cuore gli disse che poteva commettere adulterio con lei senza subire delle conseguenze. Invece, così facendo Davide si rese colpevole davanti a Dio, e quella donna rimase incinta. Poi, per nascondere il fatto, Davide fece morire il marito di lei. Dopo, come risultato di questi peccati, uno dei figli di Davide violentò la sorellastra. Poi, un altro figlio uccise quel fratello. Più tardi, questo secondo figlio si ribellò contro Davide, ed ebbe rapporti con le concubine di Davide, per mostrare disprezzo verso suo padre. Alla fine, questo figlio fu ucciso. Quando Davide fu tentato, il suo cuore, guidato dal peccato, gli disse che non ci sarebbero state conseguenze. Quanto ci inganna il cuore!
Quante volte anche i nostri cuori ci hanno ingannato, in modo che abbiamo fatto ciò che ci fa del male, e abbiamo perso tante benedizioni. Se non ci fosse stata l'opera di Dio per aprirci gli orecchi, se fossimo rimasti sotto l'influenza del male, non avremmo mai sentito la chiamata di Dio, e allora, non saremmo mai stati salvati!
3) Il peccato ci ha destinati alla morte eterna
Il peccato in noi ci rendeva ciechi, ci teneva schiavi, ci faceva perdere tutte le benedizioni più meravigliose di Dio. Però, ciò che è peggio in tutto questo, è che il peccato in noi ci ha fatti essere sotto la condanna di Dio, destinati all'ira di Dio per l'eternità.
Efesini 2 parla a persone che avevano già ricevuto il perdono e la nuova vita in Cristo Gesù. Leggiamo alcuni versetti, notando specificamente quale era la condizione di quelle persone prima della salvezza, e perciò, qual è lo stato attuale di tutti coloro che non hanno ricevuto il perdono per mezzo della fede in Cristo Gesù.
Efesini 2:1-3, 11,12
1 Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, 2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. 3 Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri.
11 Perciò, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d'uomo, voi, dico, 12 ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo.
Notiamo bene questa verità. Per quanto il peccato può farci del male durante questa vita, infinitamente peggio è il fatto che il peccato ci porta alla separazione eterna da Dio. Ci mette sotto l'ira di Dio, ci deruba di ogni vera speranza.
Quindi, tutto il male che c'era nella nostra vita, e tutta la sofferenza eterna a cui eravamo destinati, erano il risultato del peccato che era in noi!
Quindi, il peccato ci ha separati da Dio, ci ha resi ciechi, e ci ha destinati all'eterna condanna.
Dio ci ha salvati dai nostri peccati
Finora, abbiamo parlato delle conseguenze del peccato nella vita della persona. Si tratta di una persona ancora senza Dio, una persona che vive ancora nel proprio peccato.
Dio ha mandato Cristo Gesù per salvare gli uomini dai loro peccati, e dalle conseguenze del peccato.
Nel Vangelo di Giovanni, Giovanni il Battista descrive ciò che Cristo avrebbe fatto:
"Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: 'Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!'" (Giovanni 1:29 NRV)
"Ma voi sapete che Egli è stato manifestato per togliere i peccati; e in Lui non c'è peccato." (1 Giovanni 3:5 NRV)
Gesù Cristo è venuto per salvare DAL peccato, e dalle conseguenze del peccato. Senza Cristo, nessun uomo può liberarsi dal peccato con le proprie forze. Invece, chi viene a Cristo con tutto il cuore, tramite il ravvedimento e la fede, viene liberato dal peccato per mezzo della potenza di Dio.
Riguardo a noi che siamo stati salvati, eravamo peccatori, sotto condanna, destinati all'eternità senza Dio, ma Dio ci ha lavati, ci ha santificati, ci ha giustificati, nel nome del Signore Gesù Cristo, e mediante lo Spirito del nostro Dio. Che miracolo. Che opera meravigliosa, che salvezza.
Dobbiamo odiare il male.
Abbiamo già visto come dobbiamo vedere il peccato, ovvero il male, nel Salmo 97:
Voi che amate il SIGNORE, odiate il male! Egli custodisce le anime dei suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi. (Salmi 97:10 NRV)
Voi che amate il SIGNORE, in altre parole, voi tutti che siete stati salvati per fede in Cristo Gesù, voi che amate il SIGNORE, odiate il male.
L'unico rapporto giusto che un vero credente può avere con il peccato è quello di ODIARE il peccato.
Non c'è spazio per una tregua con il peccato. Il peccato è in guerra contro di noi, per distruggerci, per allontanarci dalla via del Signore, per farci mancare tutte le meravigliose benedizioni di Dio. Non è possibile per un figlio di Dio fare compromessi con il peccato, perché il peccato ci fa solo del male. Chi fa il minimo compromesso con il peccato, sarà ferito dal peccato.
Immaginiamo di nuovo l'ex-tossicodipendente che ho descritto all'inizio. Come deve vedere la droga? Può fare qualche compromesso, senza subirne le conseguenze? Può prendere una dose ogni tanto, senza che la droga gli faccia del male? No, no, no! L'unica posizione che un ex-tossicodipendente può avere con la droga è quella di odiare la droga, totalmente.
Come colui che era sotto il potere della droga deve odiare la droga, così anche noi, che eravamo sotto il potere del peccato, dobbiamo odiare il peccato. Non esiste altra posizione.
Altri motivi per odiare il peccato
Abbiamo già considerato il male che il peccato ci ha fatto. Ci sono ancora tanti altri motivi per odiare il peccato. Consideriamone alcuni.
1) il peccato è stato la causa della sofferenza del nostro Salvatore, Gesù Cristo!
Quando un genitore vede il figlio che ama distrutto dalla droga, che posizione può avere verso la droga? Quel genitore può solo odiare la droga. Allora, quando siamo tentati, ricordiamo che il peccato, cioè, ogni peccato, è quello che ha mandato il NOSTRO Signore alla Croce. Allora, è giusto che odiamo il peccato, con tutto il nostro cuore.
2) il peccato sta portando i nostri cari al tormento eterno!
Come potremmo NON odiare il peccato, quando consideriamo che esso sta portando i nostri cari alla perdizione eterna! Tante persone che amiamo, ma che non sono salvate, sono sulla via della perdizione, e saranno tormentati giorno e notte per tutta l'eternità, a causa del loro peccato. Anche questo è un motivo per odiare il peccato!
3) il peccato è ancora attivo nella nostra vita, cerca di farci del male, e cerca di allontanarci dal nostro Signore e dalle sue benedizioni.
Anche se siamo stati salvati, il peccato è ancora attivo nella nostra vita, cerca l'occasione di farci del male, è in costante guerra contro di noi. Il peccato ancora in noi è il nostro grande nemico, e può farci ben più male di quanto possano farcene le persone. Dobbiamo imparare a riconoscere ogni peccato, e quando siamo tentati di giocare con esso, o di chiudere un occhio su qualche peccato, dovremmo ricordare che il peccato è il nostro nemico, e dobbiamo odiarlo.
Come si può odiare il peccato?
O cari, quanti motivi ci sono per odiare il peccato! Consideriamo ancora qualche versetto che ci aiuti a capire meglio come odiare il male, il peccato.
Salmo 34:14 Allontànati dal male e fa' il bene; cerca la pace e adoperati per essa.
Salmo 101:3 Non mi proporrò nessuna cosa malvagia; detesto il comportamento dei perversi; non mi lascerò contagiare.
Salmo 119:104 Mediante i tuoi precetti io divento intelligente; perciò detesto ogni doppiezza.
Salmo 119:163 Odio e detesto la menzogna, ma amo la tua legge.
Proverbi 8:13 Il timore del SIGNORE è odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via del male e la bocca perversa.
Romani 12:9 L'amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene.
Da questi versetti, possiamo comprendere cosa vuol dire odiare il Male. Odiare il male vuol dire evitare qualsiasi contatto con il male. Vuol dire, non sopportare il male, in ogni sua minima manifestazione. Odiare il male vuol dire non tollerare il peccato. Dovrebbe darci un terribile fastidio, come l'eroina dà fastidio all'ex-tossicodipendente.
Attenzione: quando parliamo di queste cose, l'applicazione principale non è il peccato negli altri. L'applicazione principale è il peccato in NOI!
Certamente, dobbiamo odiare il peccato negli altri. Però, il peccato negli altri non ci farà mai male quanto quello in noi.
Odiare il peccato vuol dire non sopportare alcun peccato nella nostra vita. È impossibile amare veramente Dio e seguire Dio e godere le benedizioni di Dio senza odiare ogni peccato nella nostra vita.
Al livello pratico dobbiamo riconoscere ogni nostro peccato come un male terribile.
Ciò comprende ogni tipo di peccato. Per esempio, dobbiamo odiare le bugie. Però, non solo le "grandi" bugie, ma anche le cosiddette "piccole" bugie, e anche il dire le cose in modo da far credere cose non vere, anche senza dire un bugia diretta. Questo comprende le esagerazioni, o il dire parole come "sempre", "mai", quando non è così. Gesù Cristo è la Verità, e Dio è il Dio della verità. Ogni bugia, di ogni tipo, ci allontana da Dio.
Odiare ogni peccato vuol dire odiare peccati grandi, come l'omicidio, il furto, la fornicazione e l'adulterio, e l'impurità in genere, ma non solo gli atti, ma anche nei pensieri e nel nostro modo di parlare.
Per esempio, Gesù ci spiega che secondo il metro di Dio, odiare è come uccidere. Rubare non è solo la rapina in banca, ma anche lavorare meno quando il datore di lavoro non è presente, o portare via una penna o altro oggetto dall'ufficio, non pagare l'IVA, ecc. Dobbiamo odiare ogni forma di peccato. La fornicazione non consiste solo negli atti sessuali, ma per una donna, è anche il vestirsi in modo da essere desiderata, e per un uomo, guardare una donna con desiderio.
Dio ci comanda di avere autocontrollo. Perciò, non avere autocontrollo è un peccato. Per esempio, è un peccato essere golosi, e quindi, dobbiamo mangiare con moderazione. Dobbiamo curare i nostri corpi, e non seguire i desideri della carne. Leggiamo 1 Corinzi 6:19,20 che dichiara: Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.
Ci è comandato di glorificare Dio nel nostro corpo. Dio ci ricorda che non apparteniamo a noi stessi. Allora, il nostro corpo non appartiene a noi. Non lasciamoci cadere nel peccato di prestare il nostro corpo a qualche peccato. Dobbiamo odiare, non solo avere dispiacere, ma odiare, qualsiasi peccato contro il nostro corpo, perché il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo.
Ci sono tanti peccati che riguardano il nostro modo di parlare. Per esempio, è un grave peccato lamentarsi o mormorare:
1 Corinzi 10:10 Non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore.
Filippesi 2:14 Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute.
Il lamentarsi e il mormorare sono peccati che hanno mandato Cristo alla croce, e mandano tante persone alla perdizione eterna.
È importante odiare i peccati come l'invidia, e l'ira, e l'egoismo, e la pigrizia. Dobbiamo odiare questi peccati, per il male che fanno.
Ci sono tanti altri tipi di peccati, ma il punto principale è questo: quando riconosciamo un peccato nella nostra vita, non dobbiamo mai scusarci soltanto. Non dobbiamo mai limitarci a spiegare che siamo fatti così. Dobbiamo riconoscerlo come peccato, e dobbiamo odiare quel peccato. Solo odiando il peccato possiamo amare Dio.
Però, voglio dirvi subito che è difficile odiare il peccato. Siamo cresciuto nel peccato, siamo circondati dal peccato, e siamo ancora molto tentati dal peccato. Il peccato può essere difficile da odiare, perché è così comune, così normale intorno a noi.
Allora, per odiare il peccato, abbiamo bisogno di un'intima, costante comunione con Cristo. Una costante e intima comunione con Cristo, ci permetterà di odiare il male, e di amare Dio.
Quando viviamo in stretta comunione con Cristo, allora, cominciamo a vedere quanto il peccato è terribile. Se non camminiamo stretti a Cristo, allora, il peccato non ci sembrerà così terribile. Comincerà ad ingannarci. O che possiamo ricordare, e riconoscere, quanto il peccato è terribile! O che possiamo ricordare quanto male il peccato ha fatto a noi nel passato, e quanto male cerca ancora di farci. O che possiamo ricordare quanto male il peccato fa ai nostri cari. O che possiamo ricordare quanto male il peccato ha fatto al nostro Signore, Gesù Cristo. O che possiamo ricordare tutto questo per poter veramente odiare il nostro peccato.
Conclusione
NON odiare il proprio peccato è un invito al disastro nella propria vita. Ogni volta che non odiamo il peccato, ci esponiamo a delle conseguenze tristi, e terribili, e avremo un grande rimpianto. Il peccato è da odiare, ma soprattutto dobbiamo odiare il peccato che è in noi.
Ascolta: Se non vuoi una vita felice, se non vuoi la pace del Signore, se non vuoi onorare Dio, e perciò, se non vuoi la certezza di appartenere a Dio, NON odiare il peccato. Lascia il peccato in te, trova delle scuse, rifiuta di riconoscerlo come peccato.
Se invece vuoi una vita veramente felice; se vuoi vivere, e quando sarà il momento morire, avendo pace nel tuo cuore, se vuoi godere le meravigliose benedizioni del Signore, allora, odia il male! Se veramente ami il tuo Signore, Colui che si è sacrificato per te, allora, odia il male! Se vuoi onorare il tuo Signore, allora, devi odiare il male.
http://camcris.altervista.org/mdf_odiaremale.html
di Marco deFelice, tratto dal sito Aiutobiblico
Quanti tossicodipendenti conoscete che hanno più di 50 anni? Ce ne sono pochi, perché la maggior parte di loro non vivono così a lungo. L'eroina uccide. Ma prima di uccidere una persona, la rende schiava di una vita terribile. È molto raro che un tossicodipendente venga veramente liberato da questo terribile male.
Ho conosciuto personalmente vari tossicodipendenti. Diversi di loro sono stati in casa nostra, e ho parlato con altri per strada. Tutti odiavano la droga, per il male che faceva loro.
Allora, considerando gli effetti dell'eroina sulla vita delle persone, immaginiamo un tossicodipendente che viene completamente liberato dalla droga, ma che ha ancora due fratelli che sono schiavi di questo terribile padrone. Entrambi stanno morendo, pian piano, per gli effetti di questa crudele droga.
Che posizione avrà questo ex-tossicodipendente nei confronti dell'eroina? Se la sentirebbe di dire che la droga non è poi così male, e che ognuno dovrebbe essere libero di provarla qualche volta? Avrebbe piacere di stare in compagnia di persone che fanno ancora uso di droghe? Potrebbe esservi indifferente?
Chiaramente, un uomo che prima era prigioniero dell'eroina non potrebbe mai vederla come una cosa neutrale, ma anzi, la odierà profondamente. Egli conosce personalmente il male che fa, e vuole evitare ogni contatto con essa.
Questo è un paragone per noi, su come dovremmo considerare il nostro vecchio padrone: il male, cioè, il peccato. Infatti, una verità molto importante nella Bibbia è che dobbiamo odiare il male, ovvero, odiare il peccato:
Voi che amate il SIGNORE, odiate il male! Egli custodisce le anime dei suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi. (Salmi 97:10)
Vogliamo considerare il comandamento di odiare il male.
Che cos'è il Male?
Prima di considerare come dovremmo odiare il male, dobbiamo capire cosa Dio intende con la parola male. Il male è qualsiasi cosa che non è conforme alla legge di Dio. Quindi, il male è qualsiasi peccato. Perciò, in questo contesto, dire male o dire peccato è la stessa cosa.
Il peccato ci allontana da ciò che è santo, quindi, ci allontana da Dio, e ci fa perdere le Sue benedizioni.
Quando pensiamo al male, solitamente pensiamo ai "grandi" peccati, alle cose più terribili che esistono nella società intorno a noi. In realtà, però, qualsiasi peccato è un male.
Ogni peccato ci allontana da Dio, ogni peccato ci danneggia. Qualsiasi peccato, di qualsiasi tipo, fa parte del Male. Ogni tipo di peccato: dall'omicidio alla menzogna, dall'adulterio alla fornicazione, dalla pigrizia all'egoismo, dalla mancanza di autocontrollo al rancore.
Per capire perché dobbiamo odiare il peccato, consideriamo gli effetti del peccato nelle vite delle persone.
1) Separa da Dio
La cosa peggiore che fa il peccato è separare la persona da Dio. Impedisce alla persona di venire a Dio per ricevere la salvezza. Ascoltiamo Giovanni 3, ricordando che Gesù è la luce.
19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; 21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio". (Giovanni 3:19-20 NRV)
Chiunque fa cose malvagie odia la luce, ovvero, odia Cristo. Spesso, non sembra così, perché è possibile essere molto religiosi, e nominare spesso il nome di Cristo. Però, finché una persona rimane attaccata al peccato, esso gli fa odiare Cristo, e perciò, gli fa evitare Cristo. Non è possibile avvicinarsi a Cristo e allo stesso tempo restare nel peccato.
2) Rende ciechi
Non solo il peccato porta una persona lontana da Dio, ma la rende cieca, impedendole di vedere la gloria di Dio, e impedendole di vedere il male che il peccato fa. Leggiamo 2 Corinzi 3,4:
3 Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, 4 per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio.
Satana usa il peccato per accecare le persone affinché non riconoscano la bellezza e la gloria di Cristo. Perciò, gli uomini non vanno in cerca della luce. Restano nelle tenebre. NOI eravamo in questa condizione!
In più, il peccato ci ha accecati dal poter vedere quanto il peccato ci danneggia, e come ci fa mancare le benedizioni di Dio.
Il peccato fa sì che il nostro cuore ci inganni. Ascoltiamo Geremia 17:9: Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?
In altre parole, l'uomo è ingannato dal proprio cuore a causa del peccato. Per natura, il nostro cuore ci inganna. Ci dice che tutto va bene, quando in realtà non va bene. Ci dichiara che il peccato non ci farà del male, quando in realtà ci porta lontano dal Signore e ci fa molto male.
Se ricordate il re Davide, nell'Antico Testamento, egli vide una bella donna farsi il bagno nella terrazza vicino al palazzo. Il suo cuore gli disse che poteva commettere adulterio con lei senza subire delle conseguenze. Invece, così facendo Davide si rese colpevole davanti a Dio, e quella donna rimase incinta. Poi, per nascondere il fatto, Davide fece morire il marito di lei. Dopo, come risultato di questi peccati, uno dei figli di Davide violentò la sorellastra. Poi, un altro figlio uccise quel fratello. Più tardi, questo secondo figlio si ribellò contro Davide, ed ebbe rapporti con le concubine di Davide, per mostrare disprezzo verso suo padre. Alla fine, questo figlio fu ucciso. Quando Davide fu tentato, il suo cuore, guidato dal peccato, gli disse che non ci sarebbero state conseguenze. Quanto ci inganna il cuore!
Quante volte anche i nostri cuori ci hanno ingannato, in modo che abbiamo fatto ciò che ci fa del male, e abbiamo perso tante benedizioni. Se non ci fosse stata l'opera di Dio per aprirci gli orecchi, se fossimo rimasti sotto l'influenza del male, non avremmo mai sentito la chiamata di Dio, e allora, non saremmo mai stati salvati!
3) Il peccato ci ha destinati alla morte eterna
Il peccato in noi ci rendeva ciechi, ci teneva schiavi, ci faceva perdere tutte le benedizioni più meravigliose di Dio. Però, ciò che è peggio in tutto questo, è che il peccato in noi ci ha fatti essere sotto la condanna di Dio, destinati all'ira di Dio per l'eternità.
Efesini 2 parla a persone che avevano già ricevuto il perdono e la nuova vita in Cristo Gesù. Leggiamo alcuni versetti, notando specificamente quale era la condizione di quelle persone prima della salvezza, e perciò, qual è lo stato attuale di tutti coloro che non hanno ricevuto il perdono per mezzo della fede in Cristo Gesù.
Efesini 2:1-3, 11,12
1 Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, 2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. 3 Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri.
11 Perciò, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d'uomo, voi, dico, 12 ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo.
Notiamo bene questa verità. Per quanto il peccato può farci del male durante questa vita, infinitamente peggio è il fatto che il peccato ci porta alla separazione eterna da Dio. Ci mette sotto l'ira di Dio, ci deruba di ogni vera speranza.
Quindi, tutto il male che c'era nella nostra vita, e tutta la sofferenza eterna a cui eravamo destinati, erano il risultato del peccato che era in noi!
Quindi, il peccato ci ha separati da Dio, ci ha resi ciechi, e ci ha destinati all'eterna condanna.
Dio ci ha salvati dai nostri peccati
Finora, abbiamo parlato delle conseguenze del peccato nella vita della persona. Si tratta di una persona ancora senza Dio, una persona che vive ancora nel proprio peccato.
Dio ha mandato Cristo Gesù per salvare gli uomini dai loro peccati, e dalle conseguenze del peccato.
Nel Vangelo di Giovanni, Giovanni il Battista descrive ciò che Cristo avrebbe fatto:
"Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: 'Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!'" (Giovanni 1:29 NRV)
"Ma voi sapete che Egli è stato manifestato per togliere i peccati; e in Lui non c'è peccato." (1 Giovanni 3:5 NRV)
Gesù Cristo è venuto per salvare DAL peccato, e dalle conseguenze del peccato. Senza Cristo, nessun uomo può liberarsi dal peccato con le proprie forze. Invece, chi viene a Cristo con tutto il cuore, tramite il ravvedimento e la fede, viene liberato dal peccato per mezzo della potenza di Dio.
Riguardo a noi che siamo stati salvati, eravamo peccatori, sotto condanna, destinati all'eternità senza Dio, ma Dio ci ha lavati, ci ha santificati, ci ha giustificati, nel nome del Signore Gesù Cristo, e mediante lo Spirito del nostro Dio. Che miracolo. Che opera meravigliosa, che salvezza.
Dobbiamo odiare il male.
Abbiamo già visto come dobbiamo vedere il peccato, ovvero il male, nel Salmo 97:
Voi che amate il SIGNORE, odiate il male! Egli custodisce le anime dei suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi. (Salmi 97:10 NRV)
Voi che amate il SIGNORE, in altre parole, voi tutti che siete stati salvati per fede in Cristo Gesù, voi che amate il SIGNORE, odiate il male.
L'unico rapporto giusto che un vero credente può avere con il peccato è quello di ODIARE il peccato.
Non c'è spazio per una tregua con il peccato. Il peccato è in guerra contro di noi, per distruggerci, per allontanarci dalla via del Signore, per farci mancare tutte le meravigliose benedizioni di Dio. Non è possibile per un figlio di Dio fare compromessi con il peccato, perché il peccato ci fa solo del male. Chi fa il minimo compromesso con il peccato, sarà ferito dal peccato.
Immaginiamo di nuovo l'ex-tossicodipendente che ho descritto all'inizio. Come deve vedere la droga? Può fare qualche compromesso, senza subirne le conseguenze? Può prendere una dose ogni tanto, senza che la droga gli faccia del male? No, no, no! L'unica posizione che un ex-tossicodipendente può avere con la droga è quella di odiare la droga, totalmente.
Come colui che era sotto il potere della droga deve odiare la droga, così anche noi, che eravamo sotto il potere del peccato, dobbiamo odiare il peccato. Non esiste altra posizione.
Altri motivi per odiare il peccato
Abbiamo già considerato il male che il peccato ci ha fatto. Ci sono ancora tanti altri motivi per odiare il peccato. Consideriamone alcuni.
1) il peccato è stato la causa della sofferenza del nostro Salvatore, Gesù Cristo!
Quando un genitore vede il figlio che ama distrutto dalla droga, che posizione può avere verso la droga? Quel genitore può solo odiare la droga. Allora, quando siamo tentati, ricordiamo che il peccato, cioè, ogni peccato, è quello che ha mandato il NOSTRO Signore alla Croce. Allora, è giusto che odiamo il peccato, con tutto il nostro cuore.
2) il peccato sta portando i nostri cari al tormento eterno!
Come potremmo NON odiare il peccato, quando consideriamo che esso sta portando i nostri cari alla perdizione eterna! Tante persone che amiamo, ma che non sono salvate, sono sulla via della perdizione, e saranno tormentati giorno e notte per tutta l'eternità, a causa del loro peccato. Anche questo è un motivo per odiare il peccato!
3) il peccato è ancora attivo nella nostra vita, cerca di farci del male, e cerca di allontanarci dal nostro Signore e dalle sue benedizioni.
Anche se siamo stati salvati, il peccato è ancora attivo nella nostra vita, cerca l'occasione di farci del male, è in costante guerra contro di noi. Il peccato ancora in noi è il nostro grande nemico, e può farci ben più male di quanto possano farcene le persone. Dobbiamo imparare a riconoscere ogni peccato, e quando siamo tentati di giocare con esso, o di chiudere un occhio su qualche peccato, dovremmo ricordare che il peccato è il nostro nemico, e dobbiamo odiarlo.
Come si può odiare il peccato?
O cari, quanti motivi ci sono per odiare il peccato! Consideriamo ancora qualche versetto che ci aiuti a capire meglio come odiare il male, il peccato.
Salmo 34:14 Allontànati dal male e fa' il bene; cerca la pace e adoperati per essa.
Salmo 101:3 Non mi proporrò nessuna cosa malvagia; detesto il comportamento dei perversi; non mi lascerò contagiare.
Salmo 119:104 Mediante i tuoi precetti io divento intelligente; perciò detesto ogni doppiezza.
Salmo 119:163 Odio e detesto la menzogna, ma amo la tua legge.
Proverbi 8:13 Il timore del SIGNORE è odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via del male e la bocca perversa.
Romani 12:9 L'amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene.
Da questi versetti, possiamo comprendere cosa vuol dire odiare il Male. Odiare il male vuol dire evitare qualsiasi contatto con il male. Vuol dire, non sopportare il male, in ogni sua minima manifestazione. Odiare il male vuol dire non tollerare il peccato. Dovrebbe darci un terribile fastidio, come l'eroina dà fastidio all'ex-tossicodipendente.
Attenzione: quando parliamo di queste cose, l'applicazione principale non è il peccato negli altri. L'applicazione principale è il peccato in NOI!
Certamente, dobbiamo odiare il peccato negli altri. Però, il peccato negli altri non ci farà mai male quanto quello in noi.
Odiare il peccato vuol dire non sopportare alcun peccato nella nostra vita. È impossibile amare veramente Dio e seguire Dio e godere le benedizioni di Dio senza odiare ogni peccato nella nostra vita.
Al livello pratico dobbiamo riconoscere ogni nostro peccato come un male terribile.
Ciò comprende ogni tipo di peccato. Per esempio, dobbiamo odiare le bugie. Però, non solo le "grandi" bugie, ma anche le cosiddette "piccole" bugie, e anche il dire le cose in modo da far credere cose non vere, anche senza dire un bugia diretta. Questo comprende le esagerazioni, o il dire parole come "sempre", "mai", quando non è così. Gesù Cristo è la Verità, e Dio è il Dio della verità. Ogni bugia, di ogni tipo, ci allontana da Dio.
Odiare ogni peccato vuol dire odiare peccati grandi, come l'omicidio, il furto, la fornicazione e l'adulterio, e l'impurità in genere, ma non solo gli atti, ma anche nei pensieri e nel nostro modo di parlare.
Per esempio, Gesù ci spiega che secondo il metro di Dio, odiare è come uccidere. Rubare non è solo la rapina in banca, ma anche lavorare meno quando il datore di lavoro non è presente, o portare via una penna o altro oggetto dall'ufficio, non pagare l'IVA, ecc. Dobbiamo odiare ogni forma di peccato. La fornicazione non consiste solo negli atti sessuali, ma per una donna, è anche il vestirsi in modo da essere desiderata, e per un uomo, guardare una donna con desiderio.
Dio ci comanda di avere autocontrollo. Perciò, non avere autocontrollo è un peccato. Per esempio, è un peccato essere golosi, e quindi, dobbiamo mangiare con moderazione. Dobbiamo curare i nostri corpi, e non seguire i desideri della carne. Leggiamo 1 Corinzi 6:19,20 che dichiara: Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.
Ci è comandato di glorificare Dio nel nostro corpo. Dio ci ricorda che non apparteniamo a noi stessi. Allora, il nostro corpo non appartiene a noi. Non lasciamoci cadere nel peccato di prestare il nostro corpo a qualche peccato. Dobbiamo odiare, non solo avere dispiacere, ma odiare, qualsiasi peccato contro il nostro corpo, perché il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo.
Ci sono tanti peccati che riguardano il nostro modo di parlare. Per esempio, è un grave peccato lamentarsi o mormorare:
1 Corinzi 10:10 Non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore.
Filippesi 2:14 Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute.
Il lamentarsi e il mormorare sono peccati che hanno mandato Cristo alla croce, e mandano tante persone alla perdizione eterna.
È importante odiare i peccati come l'invidia, e l'ira, e l'egoismo, e la pigrizia. Dobbiamo odiare questi peccati, per il male che fanno.
Ci sono tanti altri tipi di peccati, ma il punto principale è questo: quando riconosciamo un peccato nella nostra vita, non dobbiamo mai scusarci soltanto. Non dobbiamo mai limitarci a spiegare che siamo fatti così. Dobbiamo riconoscerlo come peccato, e dobbiamo odiare quel peccato. Solo odiando il peccato possiamo amare Dio.
Però, voglio dirvi subito che è difficile odiare il peccato. Siamo cresciuto nel peccato, siamo circondati dal peccato, e siamo ancora molto tentati dal peccato. Il peccato può essere difficile da odiare, perché è così comune, così normale intorno a noi.
Allora, per odiare il peccato, abbiamo bisogno di un'intima, costante comunione con Cristo. Una costante e intima comunione con Cristo, ci permetterà di odiare il male, e di amare Dio.
Quando viviamo in stretta comunione con Cristo, allora, cominciamo a vedere quanto il peccato è terribile. Se non camminiamo stretti a Cristo, allora, il peccato non ci sembrerà così terribile. Comincerà ad ingannarci. O che possiamo ricordare, e riconoscere, quanto il peccato è terribile! O che possiamo ricordare quanto male il peccato ha fatto a noi nel passato, e quanto male cerca ancora di farci. O che possiamo ricordare quanto male il peccato fa ai nostri cari. O che possiamo ricordare quanto male il peccato ha fatto al nostro Signore, Gesù Cristo. O che possiamo ricordare tutto questo per poter veramente odiare il nostro peccato.
Conclusione
NON odiare il proprio peccato è un invito al disastro nella propria vita. Ogni volta che non odiamo il peccato, ci esponiamo a delle conseguenze tristi, e terribili, e avremo un grande rimpianto. Il peccato è da odiare, ma soprattutto dobbiamo odiare il peccato che è in noi.
Ascolta: Se non vuoi una vita felice, se non vuoi la pace del Signore, se non vuoi onorare Dio, e perciò, se non vuoi la certezza di appartenere a Dio, NON odiare il peccato. Lascia il peccato in te, trova delle scuse, rifiuta di riconoscerlo come peccato.
Se invece vuoi una vita veramente felice; se vuoi vivere, e quando sarà il momento morire, avendo pace nel tuo cuore, se vuoi godere le meravigliose benedizioni del Signore, allora, odia il male! Se veramente ami il tuo Signore, Colui che si è sacrificato per te, allora, odia il male! Se vuoi onorare il tuo Signore, allora, devi odiare il male.
http://camcris.altervista.org/mdf_odiaremale.html
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