martedì 3 febbraio 2009

IL GESU' DI ARNALDO PIER CARPI

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

GESU' VISTO DA ARNALDO PIER CARPI
PREFAZIONE

Pier Carpi, morto prematuramente tre anni fa (il 26 giugno 2000), era nato a Scandiano (RE) il 16 gennaio del 1940 e,
oltre che un importante giornalista, è stato anche scrittore, sceneggiatore e regista cinematografico di un certo rilievo .

Arnaldo Piero Carpi, dopo il liceo artistico, collabora al quotidiano Gazzetta di Parma e negli anni Sessanta fa parte del giornale satirico Bertoldo, edito da Gino Sansoni. Si dedica ai fumetti scrivendo sceneggiature per Topolino (dal 1963), Superman, Batman, I Naufraghi, Lancillotto, Bob Lance, Zakimort, Teddy Bob, Boy, Brancaleone, l'Agente senza Nome, Kolosso, I Serpenti, Uranella, Jessica e molti altri personaggi. Alcuni di questi pocket - fra cui Zakimort - li ha scritti in tandem con lo sceneggiatore Michele Gazzarri.

Cura rubriche e disegna vignette umoristiche per e il Giallo Mondadori, Segretissimo e Settimana Radio TV.

Nel 1970, crea e dirige la rivista Horror con Alfredo Castelli, per la quale - oltre che scrivere storie sperimentali e colte in gran parte disegnate da Sergio Zaniboni - crea le strips Beatrice e Alice, entrambe ad opera grafica di Marco Rostagno. Dirige la collana Il romanzo di Diabolik e ne scrive alcuni. Adatta una versione a fumetti di Pinocchio illustrata da Giovanni Manca. Per la Sugar idea la collana L'Olimpo dei Fumetti. Nel 1969 riceve lo Yellow Kid come migliore autore. Nel 1990 torna al fumetto scrivendo qualche sceneggiatura di Martin Mystère e Zona X.

Per le Éditions Lug di Lione, casa editrice di Marcel Navarro, produce sceneggiature di Bob Lance, Dick Demon, Morgane, Sibilla.

Tra i disegnatori che hanno disegnato suoi testi, figurano: Giorgio Montorio, Carlo Peroni, Antonio Toldo, Giancarlo Alessandrini, Luciano Bernasconi, Pini Segna, Flavio Bozzoli, Pietro Gamba, Emilio Uberti, Annibale Casabianca e vari artisti della Disney Italia.

Come scrittore debutta con La morte facile (1964); seguono moltissimi libri tra cui Storia della magia (1968), Il mistero di Sherlock Holmes e Le società segrete (1969), Cagliostro il taumaturgo (1972), I mercanti dell'occulto (1974), Un Ombra nell'Ombra, Rasputin (1975), Le profezie di Papa Giovanni XXIII (1977), Palazzo d´Estate (1978), La Banda Kennedy (1980; nuova edizione nel 1990), Il caso Gelli (1982), Il diavolo (1988), Il venerabile (1993), Gesù contro Cristo (1999).

Dirige due film tratti dai suoi libri, Povero Cristo e Un'ombra nell'ombra. Per il teatro realizza il dramma religioso L'abbraccio (premio Festival dei Due Mondi di Spoleto), Il Papa in vacanza e Mandrake a Dallas.

Nella sua carriera ha vinto vari premi come quello internazionale di giornalismo, l'Hans Cristian Andersen per la fiaba, il premio Carlomagno di Acquisgrana, il Bancarella e il Bancarellino, il premio Carlo Alberto Dalla Chiesa e il premio J. L. Borges. Per il cinema è stato selezionato alla Biennale di Venezia e al Festival di Cannes.

Nel 2003 Editoriale Mercury [1] ripubblica Zakimort in volume cartonato.

La moglie è la scrittrice Franca Bigliardi, premio L'Espresso 2004 con il racconto Il ventre di Maria.

Il suo nome è stato ritrovato negli elenchi della P2.

È determinante la sua collaborazione con le sorelle Giussani per la creazione di Diabolik e per la scelta del personaggio (scrive alcune sceneggiature dei primi numeri) dato che tale scelta doveva cadere su due proposte, una delle quali era Diabolicus. Suo sarà il "Romanzo di Diabolik" in edicola nel 1969 per i tipi di Sansoni e dirigerà la collana .

Dal suo libro "Cagliostro il Taumaturgo" viene tratto l'omonimo film con la sua sceneggiatura.



http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Carpi

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Pier Carpi si è sempre interessato a Gesù e si era creato un suo Gesù.

Per capire il tipo di Gesù creduto da Pier Carpi, basta analizzare tre sue opere.

Il 1975 fa il film POVERO CRISTO, tratto dal suo romanzo omonimo.

Il 1992 è sceneggiatore del film IL VENTRE DI MARIA, tratto dal romanzo omonimo di sua moglie Franca Bigliardi.

Il 1999 scrive il libro GESU' CONTRO CRISTO.



http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

IL FILM BLASFEMO POVERO CRISTO

Tratto dal romanzo omonimo di Pier Carpi

Povero Cristo 1975
Povero Cristo
Cast
Enrico Beruschi, Roberto Brivio, Giovanni Brusatori, Rosemarie Dexter, Raoul Grassilli, Curd Jurgens, Pieranna Quaia, Mino Reitano, Sonia Viviani
Regia
Pier Carpi
Sceneggiatura
Pier Carpi
Data di uscita
1975
Genere
Religioso

Stanco del tipo di lavoro e della miseria del proprio paese il non ancora trentenne Giorgio Cavero raggiunge la città ove vorrebbe iniziare l'attività di detective privato se non lo diffidasse il commissario di polizia. Una notte, tuttavia gli si presenta un signore sconosciuto che, datogli un anticipo, gli promette cento milioni se entro due mesi gli fornirà la prova dell'esistenza di Gesù Cristo. Il ragazzo ci si mette di buzzo buono, ma non sa da che parte cominciare e che cosa esattamente cercare. Mara, una compaesana datasi alla prostituzione, lascia il marciapiede e lo aiuta a inutili ricerche tra le ex colleghe e tra i passanti. Nulle sono anche le ricerche presso gli amici della "corte dei miracoli"", presso una biblioteca nel bel mezzo di un carnevale o nei templi dell'arte e della bellezza. Con le mani vuote allo scadere del tempo fissato, Giorgio ritrova il committente presso una chiesa: dallo stesso viene pagato perché la missione è compiuta e viene invitato a entrate nella Chiesa per prendere coscienza della scoperta fatta. All'interno del tempio tutti i personaggi conosciuti riappaiono trasfigurati in personaggi evangelici: Giorgio ha trovato il Cristo in se stesso e in se stesso ne compie la passione.

http://it.movies.yahoo.com/p/povero-cristo/index-110039.html

ALTRI DESCRIZIONI DEL FIM

Trama

Con aspirazioni di investigatore privato, Giorgio (M. Reitano), giovane di provincia, è avvicinato in città da uno sconosciuto che gli promette 100 milioni se entro due mesi gli fornirà le prove dell'esistenza di Gesù Cristo. In compagnia di una passeggiatrice compaesana (R. Dexter) il giovane comincia l'inchiesta tra gente e luoghi diversi. Non trova le prove ma, scaduti i due mesi, riceve egualmente il compenso pattuito. Entra in chiesa dove gli appaiono le persone già incontrate trasfigurate in personaggi evangelici: ha trovato Cristo in sé stesso. Guazzabuglio allegorico raccontato con dilettantismo incompetente e recitato in modi filodrammatici. Secondo il Centro Cattolico: "Ottimo per dibattiti, il film merita interessamento anche da parte di spettatori adolescenti e adulti. Accettabile/complesso/dibattiti."
Crediti
http://www.kataweb.it/cinema/scheda_film.jsp?idContent=120027

MORANDINI

Con aspirazioni di investigatore privato, Giorgio (M. Reitano), giovane di provincia, è avvicinato in città da uno sconosciuto che gli promette 100 milioni se entro due mesi gli fornirà le prove dell'esistenza di Gesù Cristo. In compagnia di una passeggiatrice compaesana (R. Dexter) il giovane comincia l'inchiesta tra gente e luoghi diversi. Non trova le prove ma, scaduti i due mesi, riceve egualmente il compenso pattuito. Entra in chiesa dove gli appaiono le persone già incontrate trasfigurate in personaggi evangelici: ha trovato Cristo in sé stesso. Guazzabuglio allegorico raccontato con dilettantismo incompetente e recitato in modi filodrammatici.

PDF FARINOTTI

Un giovane meridionale vuole diventare detective e un misterioso personaggio lo incarica di ritrovare Gesù Cristo. Il nostro eroe interroga vari personaggi del mondo d'oggi, ma l'indagine pare approdare al niente: il misterioso personaggio gli mostrerà infine che le persone interrogate non sono altro che i personaggi del Vangelo e che Cristo si trova in ogni uomo.

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=18901&farinotti=1



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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

IL FILM BLASFEMO IL VENTRE DI MARIA

Il Ventre Di Maria 1992
Tratto dal romanzo omonimo di Franca Bigliardi (moglie di Pier Carpi)
Il Ventre Di Maria
Cast
Irene Grazioli, Giuseppe Ieracitano, Agnese Nano, Nuccio Siano, Viviana Fedeli, Mario Schiano, Karl Zinny
Regia
Meme' Perlini
Sceneggiatura
Pier Carpi, Meme' Perlini
Data di uscita
1992
Genere
Religioso
TRAMA


Maria, giovane popolana di periferia che abita con la ruvida madre in un capannone fatiscente, occupandosi delle faccende domestiche, viene rozzamente corteggiata da Giuseppe un artigiano del luogo, per il quale prova contemporaneamente attrazione e ripulsa. Il comportamento della donna nei suoi riguardi è contraddittorio e nevrotico ai limiti dell'isterismo: un pò lo cerca un pò lo respinge, presa da fantasie visionarie che la spingono a "non esser di nessuno". In preda a tali suggestioni irrazionali, crede di vedere un corposo giovanotto ignudo che le "annuncia" confusamente un misterioso avvenire. Dopo di che la ragazza farnetica di esser posseduta da lui, senza tuttavia smettere i propri giochetti con il collerico pretendente, il quale, esasperato è sul punto di violentarla, sennonché la scopre incinta: nonostante ciò i due finiscono per convivere. Anni dopo Maria e Giuseppe sono alle prese con Gesù un figlio già cresciuto, autistico e semideficiente, che si gingilla - perennemente in disparte - a trasformare in volatili dei rudimentali uccelli di creta e i pupazzi di fango piagnucolosi dei bambini veri che poi l'aspra genitrice farà smettere di piagnucolare pestandoli sotto i piedi. Divenuto adulto e corposo come il giovanotto dell'"annuncio" Gesù grida a Maria, dal cavalcavia di una fragorosa autostrada, un gelido e torvo: "non ho madre".


Note
- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1992.



http://it.movies.yahoo.com/i/il-ventre-di-maria/index-130847.html



ALTRE DESCRIZIONI DEL FILM



Solo, nevrotico e crudele: è il Gesù di Perlini


http://www.mymovies.it/recensioni/?id=27316 Giovanna Grassi Il Corriere della Sera


Il regista parla del suo nuovo film "Il ventre di Maria" che uscirà a Pasqua. protagonisti Agnese Nano e Giuseppe Ieracitano.
"Non ho mai pensato – dice Memé Perlini – di raccontare la storia di Maria, Giuseppe e Gesù con lo stile scioccamente illustrativo di Franco Zeffirelli e non volevo neppure stimolare con qualche sequenza nuda uno scandalo, come fece Jean Luc Godard con il suo film "Je vous salue, Marie" ispirato alla figura della Vergine". "Ciò che mi interessava fare era affrontare il complesso, solitario, esclusivo rapporto di una madre con il figlio, l’estraniazione di Giuseppe e la diversità capace di dolorosa crudeltà di un bambino chiamato Gesù". Abituato da sempre alle sfide e a un teatro "figurativo", il rigoroso e appartato regista cinematografico di "Grand Hotel des Palmes" e "Ferdinando, uomo d’onore" ha scelto per "Il ventre di Maria", prodotto da Massimo Vigliar e a Pasqua distribuito dalla Lucky Red, la bionda e delicata Agnese Nano, che dopo aver ottenuto un successo personale nella telenovela "Edera" ha lavorato con la Von Trotta e in Francia con Paul Vecchiali. [+]
Il regista parla del suo nuovo film "Il ventre di Maria" che uscirà a Pasqua. protagonisti Agnese Nano e Giuseppe Ieracitano.
"Non ho mai pensato – dice Memé Perlini – di raccontare la storia di Maria, Giuseppe e Gesù con lo stile scioccamente illustrativo di Franco Zeffirelli e non volevo neppure stimolare con qualche sequenza nuda uno scandalo, come fece Jean Luc Godard con il suo film "Je vous salue, Marie" ispirato alla figura della Vergine". "Ciò che mi interessava fare era affrontare il complesso, solitario, esclusivo rapporto di una madre con il figlio, l’estraniazione di Giuseppe e la diversità capace di dolorosa crudeltà di un bambino chiamato Gesù". Abituato da sempre alle sfide e a un teatro "figurativo", il rigoroso e appartato regista cinematografico di "Grand Hotel des Palmes" e "Ferdinando, uomo d’onore" ha scelto per "Il ventre di Maria", prodotto da Massimo Vigliar e a Pasqua distribuito dalla Lucky Red, la bionda e delicata Agnese Nano, che dopo aver ottenuto un successo personale nella telenovela "Edera" ha lavorato con la Von Trotta e in Francia con Paul Vecchiali. E il suo piccolo Gesù, che cresce in un casolare ai margini di una metropoli moderna, ha il viso malinconico e lo sguardo intenso di Giuseppe Ieracitano ("Il ladro di bambini"). Tratto da un racconto di Franca Bigliardi vincitore nel 1987 del "Premio Espresso", "Il ventre di Maria", quarto film del regista, ha ottenuto il visto di censura. "Quindi non farà notizia "blasfema" – dice Perlini – come accadde a "L’ultima tentazione di Cristo" di Scorsese. Ma la lettura "apocrifa", laica, però intimamente cristiana, del legame tra Maria e il piccolo Gesù farà certamente discutere i cattolici". "Sono pronto a discutere con amici e nemici – prosegue il regista.. Il mio Gesù non è venuto a portare la pace ma il disaccordo. Lucido, silenzioso, osservatore della realtà, Gesù non parla quasi mai: le sue giornate sono solitarie, ma nell’incontro con i bambini zingari o con gli adulti rivela lucide nevrosi e sa anche uccidere". Spiega Perlini che quel rapporto di "amore totalizzante e di solitudine a due di Maria con Gesù" ha, a suo parere, una carica eversiva. "I cattolici integralisti – precisa – non troveranno nel mio povero Cristo in calzoni corti risposte alla loro spiritualità – Tutto si svolge in miseri interni, nelle sub città dimenticate che stanno alla periferia delle nostre metropoli, nel nostro Sud sempre più simile a qualche esterno del Nord Africa". E continua: "Io vedo sempre più il rapporto viscerale tra Maria e Gesù come un atto d’egoismo. "Siamo povera gente: abbiamo solo la carne", aveva detto Giuseppe a Maria, ma lei lo aveva respinto. E l’averlo ritrovato dopo, come padre putativo, è una riprova del vulnerabile "cinismo" del personaggio femminile". Negandosi come "angelico cantastorie figurativo", ma rivendicando il suo ruolo di regista pittore e non illustratore, Perlini conferma di essere già al lavoro per un altro film tratto dal libro di Giorgio Manacorda, "L’amore per Amos", e in cui il protagonista, un adolescente costretto su una carrozzella, sarà iniziato al sesso dal padre e dalla madre.
Da Il Corriere della Sera, 17 marzo 1993


" Gesu' in autostrada e Maria tutta nuda "
il regista Meme' Perlini parla del suo 4o film dal titolo " il ventre di Maria " . attrice protagonista: Agnese Nano. interpreti: Giuseppe Ieracitano, Nuccio Siano e Karl Zinny. il film sara ' in gara per la Mostra del cinema di Venezia

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ Perlini parla del suo film con Agnese Nano TITOLO: "Gesu' in autostrada e Maria tutta nuda" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . C' e' Gesu' Cristo che predica dal ponte di un' autostrada, interrogato dagli automobilisti che gli rivolgono le stesse domande di Barabba nel calvario della croce; c' e' Maria che si fa il bagno nuda e viene violentata da Giuseppe; c' e' Maddalena, che diventa sua amica e protettrice. "E un film che fara' discutere, e' sempre cosi' quando i sacri testi non si ripensano come un santino. E la visione laica della storia di Gesu' , Giuseppe e Maria. Ma e' soprattutto un film sulla poesia", dice Meme' Perlini. Preferisce non parlare della Madonna ma di Maria: "Potrebbe anche essere la storia di una ragazza qualsiasi che prende a pretesto il Vangelo". Si intitola "Il ventre di Maria" il suo quarto film come regista, che sara' in corsa per la Mostra del cinema di Venezia. E nato da un suggerimento di Alberto Moravia, che aveva messo nelle mani di Perlini il primo racconto di Franca Bigliardi, vincitore nel 1987 del premio dedicato dal settimanale "L' Espresso" ai nuovi scrittori senza editore. "L' ho letto, mi sono emozionato e ho voluto portare sullo schermo il pensiero della scrittrice", prosegue Perlini. Nel racconto ha ritrovato segni del suo codice espressivo, barlumi della poesia visionaria che nutre il suo percorso nel teatro di ricerca e nel cinema (e da domani Perlini torna attore con Antonio Banderas e Barbara Sukowa nel "Giovane Mussolini" di Gianluigi Calderone). Ha voluto Agnese Nano ("Nuovo Cinema Paradiso", "La Piovra 5", "Edera"), per il volto di Maria. "Un ruolo che mi ha intimorito, all' inizio non sapevo come avvicinarlo ma ho evitato d' istinto la chiave naturalistica", dice l' attrice. Giuseppe Jeracitano (il piccolo protagonista nel "Ladro di bambini" di Gianni Amelio) per Gesu' ; Nuccio Siano e' Giuseppe mentre Karl Zinny e' il personaggio definito "l' uomo". Una creatura irreale, una divinita' astratta che puo' essere l' arcangelo Gabriele come Dio. "Sara' lui a mettere incinta Maria, non attraverso un rapporto ma un' emozione poetica", spiega il regista. Il bambino ha gia' 10 anni quando lo incontriamo, dentro di se' ha il peso di una verita' enorme. Perlini si e' allontanato dallo sguardo celeste di Gesu' descritto nel Vangelo cosi' come dall' infanzia oleografica e plastificata della pubblicita' . E ha creato un adolescente muto e ombroso che compie pure alcuni piccoli malefici. Saranno alcune ombre femminili a rivelare a Maria che suo figlio e' diventato il Messia. Si mette sulle tracce del figlio, lo ritrova sul ponte dell' autostrada mentre predica alle auto che schizzano via veloci e indifferenti; quando si volta verso di lei, ha pero' il volto dell' uomo che somiglia a Dio o all' Arcangelo Gabriele. E lui la rinneghera' : "Io non ho madre". Un film con tinte surreali dove i personaggi indossano abiti moderni tranne quando entrano in scena uomini armati di sciabole e avvolti nella porpora dell' antica Roma. I personaggi vivono un dramma antico in un contesto moderno: si muovono in una ex fabbrica d' armi tra i pini di Ostia e gli aerei che sorvolano il cielo sono stati inquadrati dalla cinepresa. Qui e' stato ricostruito un intero paese dove riecheggiano gli umori dell' Africa. Nella fabbrica abbandonata viveva fino a poco tempo fa una comunita' di extracomunitari neri ai margini della societa' ; hanno lasciato segni della loro presenza, dipinti e graffiti sui muri, un tappeto di siringhe e vetri rotti ai piedi delle palme". Valerio Cappelli

Cappelli Valerio


Pagina 39
(5 maggio 1992) - Corriere della Sera



http://archiviostorico.corriere.it/1992/maggio/05/Gesu_autostrada_Maria_tutta_nuda_co_0_9205056882.shtml




Pier Carpi a Perlini: " rivesti Maria "
lo scrittore e sceneggiatore chiedera' al regista di togliere le scene di nudo del film " ventre di Maria "

CINEMA PIER CARPI A PERLINI: "RIVESTI MARIA" "Non voglio assolutamente che il film "Ventre di Maria" faccia scandalo e quindi chiedero' al regista Meme' Perlini di togliere le scene del nudo di Maria e inoltre ho contattato a Roma i cardinali Oddi e Ruini perche' lo vedano e diano se lo credono il loro assenso". Lo ha detto lo scrittore Pier Carpi co sceneggiatore del film tratto da un racconto della moglie Franca Bigliardi. Il film parla della fanciullezza di Maria e di Gesu' intesi come "personaggi normali".




Pagina 38
(31 marzo 1993) - Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/31/Pier_Carpi_Perlini_rivesti_Maria_co_0_93033115057.shtml





cinema: a Torino scandalo mancato all' anteprima del film di Meme' Perlini " il ventre di Maria " , nonostante le denunce dello sceneggiatore Pier Carpi
nessuno vuol rivestire Maria nuda
il portavoce dell' arcivescovo: " di questi tempi abbiamo altro cui pensare " .

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ CINEMA A Torino scandalo mancato all' anteprima del film di Perlini, nonostante le denunce di Pier Carpi TITOLO: Nessuno vuol rivestire Maria nuda Il portavoce dell' arcivescovo: "Di questi tempi abbiamo altro cui pensare" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - N TORINO iente processioni ne' rosari, ieri sera davanti al Cinema Adua di Torino per l' anteprima del "Ventre di Maria", il film di Meme' Perlini sulla vita di Gesu' . Non un prete, non una suora, non un militante di Comunione e Liberazione a distribuire volantini. Sul marciapiede, solo i due immancabili extracomunitari (sicuramente musulmani), che esponevano la mercanzia. Altro che scandalo: un fiasco all' acqua santa. E dire che l' evento era stato preparato con cura, come una bomba a orologeria programmata per esplodere nel bel mezzo della settimana di Pasqua. Forse Perlini pregustava una polemica come quelle che a suo tempo avevano accompagnato l' uscita di "Je vous salue Marie" di Godard o dell' "Ultima tentazione di Cristo" di Scorsese. E il cosceneggiatore Pier Carpi aveva dato fuoco alle polveri, accusando il regista di aver tradito il testo originale (il romanzo di sua moglie Franca Bigliardi) mostrando la Madonna nuda e facendola picchiare da Giuseppe. Il cattolicissimo Carpi (a sua volta regista di film come "Cagliostro" e autore di una commossa biografia di Licio Gelli) non aveva esitato a mobilitare le gerarchie ecclesiastiche, i cardinali Oddi e Ruini, monsignor Tettamanzi. Tutto inutile. A parte qualche lettera minatoria degli oltranzisti di Lefebvre e la denuncia per oscenita' di un oscuro avvocato torinese, la provocazione sembra caduta nel vuoto pneumatico. Pier Carpi non nasconde l' amarezza: "Il mondo cattolico m' ha lasciato solo. In questi giorni la Cei si e' pronunciata per ben tre volte in difesa della Dc e di Andreotti e neppura una volta per la Madonna. Io non invoco la santa Inquisizione, non voglio la censura. Mi dispiace soltanto che per qualche scena di nudo si perda il significato piu' profondo di un film peraltro bellissimo". Replica Perlini: "Non avevo nessuna intenzione blasfema. Anch' io sono credente, ma quando un corpo e' bello, pur se si tratta della Madonna, mostrarlo e' un atto di omaggio e di amore". Fine della polemica: le sequenze incriminate restano e, dato che il film non e' vietato, anche i ragazzi torinesi potranno inchinarsi, fino a Pasquetta, davanti al santissimo pube di Agnese Nano (Maria). E la Chiesa? L' arcivescovo di Torino, Giovanni Saldarini, tace. Il suo addetto stampa, don Sangalli, invitato, ha preferito declinare: "Se dovessimo seguire tutto quello che si fa o si dice contro la religione non la finiremmo piu' . E poi, di questi tempi, abbiamo ben altro cui pensare".

Chiaberge Riccardo


Pagina 33
(8 aprile 1993) - Corriere della Sera



http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/08/nessuno_vuol_rivestire_Maria_nuda_co_0_9304084477.shtml



chiesto sequestro " ventre di Maria "
l' avvocato milanese Pietro Bianco ha chiesto alla procura di Torino il sequestro del film " il ventre di maria " di Meme' Perlini per vilipendio della religione cattolica

CHIESTO SEQUESTRO "VENTRE DI MARIA" L' avvocato milanese Pietro Bianco ha presentato alla Procura di Torino istanza di sequestro del film "Il ventre di Maria" di Meme' Perlini. Secondo il legale, la pellicola contiene immagini e situazioni altamente pornografiche e tali da vilipendere la religione cattolica. "Definire ritardati mentali o invasati dal demonio questi due (il regista Perlini e il produttore Vigliar, n.d.r.) sarebbe ancora troppo poco . scrive l' avvocato, che afferma di non aver voluto vedere il film, ma di averne solo sentito parlare .. Essi vogliono scherzare con Dio: la Sacra Famiglia e' solo una coppia in crisi, tormentata e sola. Il casto Giuseppe appare come un lussurioso che cerca di violentare Maria su un tavolo da cucina. Maria, dal canto suo, desidera carnalmente l' arcangelo Gabriele. Gesu' Bambino uccide i coetanei che lo deridono e, da grande, si prende gioco dei convitati alle nozze di Cana e trasforma il vino in acqua".


http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/10/chiesto_sequestro_ventre_Maria__co_0_9304103395.shtml



solo, nevrotico e crudele: e' il Gesu' di Perlini
il regista parla del suo nuovo film " il ventre di Maria " che uscira' a Pasqua. protagonisti Agnese Nano e Giuseppe Ieracitano

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ CINEMA Il regista parla del suo nuovo film che uscira' a Pasqua. Protagonisti Agnese Nano e Giuseppe Ieracitano, il piccolo eroe del "Ladro di bambini" TITOLO: Solo, nevrotico e crudele: e' il Gesu' di Perlini "Col "Ventre di Maria" voglio far discutere, ma non potete accusarmi di essere blasfemo" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - "NROMA on ho mai pensato . dice Meme' Perlini . di raccontare la storia di Maria, Giuseppe e Gesu' con lo stile scioccamente illustrativo di Franco Zeffirelli e non volevo neppure stimolare con qualche sequenza nuda uno scandalo, come fece Jean Luc Godard con il suo film "Je vous salue, Marie" ispirato alla figura della Vergine". "Cio' che mi interessava fare era affrontare il complesso, solitario, esclusivo rapporto di una madre con il figlio, l' estraniazione di Giuseppe e la diversita' capace di dolorosa crudelta' di un bambino chiamato Gesu' ". Abituato da sempre alle sfide e a un teatro "figurativo", il rigoroso e appartato regista cinematografico di "Grand Hotel des Palmes" e "Ferdinando, uomo d' onore" ha scelto per "Il ventre di Maria", prodotto da Massimo Vigliar e a Pasqua distribuito dalla Lucky Red, la bionda e delicata Agnese Nano, che dopo aver ottenuto un successo personale nella telenovela "Edera" ha lavorato con la Von Trotta e in Francia con Paul Vecchiali. E il suo piccolo Gesu' , che cresce in un casolare ai margini di una metropoli moderna, ha il viso malinconico e lo sguardo intenso di Giuseppe Ieracitano ("Il ladro di bambini"). Tratto da un racconto di Franca Bigliardi vincitore nel 1987 del "Premio Espresso", "Il ventre di Maria", quarto film del regista, ha ottenuto il visto di censura. "Quindi non fara' notizia "blasfema" . dice Perlini . come accadde a "L' ultima tentazione di Cristo" di Scorsese. Ma la lettura "apocrifa", laica, pero' intimamente cristiana, del legame tra Maria e il piccolo Gesu' fara' certamente discutere i cattolici". "Sono pronto a discutere con amici e nemici . prosegue il regista .. Il mio Gesu' non e' venuto a portare la pace ma il disaccordo. Lucido, silenzioso, osservatore della realta' , Gesu' non parla quasi mai: le sue giornate sono solitarie, ma nell' incontro con i bambini zingari o con gli adulti rivela lucide nevrosi e sa anche uccidere". Spiega Perlini che quel rapporto di "amore totalizzante e di solitudine a due di Maria con Gesu' " ha, a suo parere, una carica eversiva. "I cattolici integralisti . precisa . non troveranno nel mio povero Cristo in calzoni corti risposte alla loro spiritualita' . Tutto si svolge in miseri interni, nelle sub citta' dimenticate che stanno alla periferia delle nostre metropoli, nel nostro Sud sempre piu' simile a qualche esterno del Nord Africa". E continua: "Io vedo sempre piu' il rapporto viscerale tra Maria e Gesu' come un atto d' egoismo. "Siamo povera gente: abbiamo solo la carne", aveva detto Giuseppe a Maria, ma lei lo aveva respinto. E l' averlo ritrovato dopo, come padre putativo, e' una riprova del vulnerabile "cinismo" del personaggio femminile". Negandosi come "angelico cantastorie figurativo", ma rivendicando il suo ruolo di regista pittore e non illustratore, Perlini conferma di essere gia' al lavoro per un altro film tratto dal libro di Giorgio Manacorda, "L' amore per Amos", e in cui il protagonista, un adolescente costretto su una carrozzella, sara' iniziato al sesso dal padre e dalla madre.

Grassi Giovanna


Pagina 37
(17 marzo 1993) - Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1993/marzo/17/solo_nevrotico_crudele_Gesu_Perlini_co_0_93031718021.shtml



http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

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«Gesù contro Cristo» : un titolo sbagliato?
Sembrerebbe proprio così visto che questo volume scritto per uomini di autentica fede viene confuso come un testo blasfemo da mettere all'indice. E la sentenza di condanna viene emessa soltanto sulla base del titolo, senza averne prima letta neppure una pagina. E chi la emette sono poi quegli stessi che, in circa quattordici milioni, prima del Natale 1999, sono rimasti incollati ai teleschermi per assistere a uno sceneggiato che li affascinava perché raccontava un Gesù più umano e meno divino. È appunto la stessa cosa che aveva già fatto Pier Carpi nel suo romanzo rifiutato e la chiave di quel titolo che ha tanto disturbato era appunto per sottolineare questo aspetto.
Sapevo che «Gesù contro Cristo», proposto dallo stesso autore, era un titolo forte ma credevo, con Pier Carpi, che il pubblico dei critici come dei lettori fosse sufficientemente maturo da coglierne il reale significato. Soprattutto, autore ed editore si illudevano che alle soglie del 2000 nessuno si permettesse più di condannare senza prima conoscere.
Ma io sono un inguaribile ottimista. Credo che quanto è accaduto a questo romanzo sia stato un incidente e sono soprattutto convinto che il caso non sia chiuso. Cari librai, cari critici, cari lettori cattolici che lo avete rifiutato a scatola chiusa perché non ricominciamo tutto daccapo?
«Gesù contro Cristo» non è un libro blasfemo, è un romanzo da leggere e da amare. Credo che nell'Anno del Giubileo non si possa ignorare un volume scritto per uomini di autentica fede. E, per riprendere il discorso, ecco gli appunti di lettura di un vero cattolico come Benito Ciarlo e la risposta dello stesso autore: Pier Carpi.
Luciano Simonelli

RIFLESSIONI IN ORDINE SPARSO
di Benito Ciarlo

Pochi libri mi hanno creato problemi durante la prima lettura come il «Gesù contro Cristo» di Pier Carpi. Li ricordo tutti e li elenco nell'ordine in cui li ho letti nelle diverse età della mia vita: «Io Giuda» di Caldwell; «Processo a Gesù» di D. Fabbri (anche se, nella rappresentazione teatrale organizzata dalla filodrammatica studentesca di cui facevo parte, alla fine interpretai Giuda); «Essere Cristiani» di Hans Küng.
I primi due hanno in comune con quello di Carpi lo spessore umano prevalente di tutti i personaggi del Vangelo e la ricerca dei motivi che hanno indotto a comportamenti negativi alcuni di essi, mentre l'ultimo afferra ed attualizza in chiave inusuale, per l'epoca in cui uscì, il messaggio sociale dell'Evangelo dimostrando la stridente attualità dei disattesi insegnamenti di Cristo dopo duemila anni.
Il libro in esame, di problemi ne crea subito, sin dalle prime pagine con la sconvolgente originalità di far diventare Cristo in prima persona il narratore delle sue angosce di uomo, in contrasto col destino (disegno divino) da Dio (lui stesso) assegnatogli. Per la prima volta, ci si stupisce dell'ineluttabilità del sacrificio e si riflette sull'infinita bontà di Dio associata alla sua infinita cattiveria. E, ciò che la logica di Carpi dà per acquisito (Dio che contiene "tutto" e, quindi, anche il male, fino a rendere superflua l'esistenza di Satana) fa apparire più chiare le riflessioni di Paolo Sesto sullo stesso argomento.
Per vie sicuramente diverse, papa Montini si pose l'angoscia di quella domanda: «Esiste il Diavolo? Quale utilità ha, Satana, nell'economia del Progetto Divino» ? I teologi ancora dibattono.
Proseguendo senza avidità, capitolo dopo capitolo, scivoli senza accorgertene nella piega della magia, dell'esoterismo (a cui non sfugge nemmeno Cristo stesso, che s'ostina a separare i granelli di sabbia bianca da quelli neri alla perenne ricerca di tutte le sfumature del grigio) e non sai più se definire l'operato di Gesù un prodigio divino o semplice suggestione. Ti meravigli di questo Gesù malato, scontroso, pieno di problemi esistenziali, alla ricerca affannosa di chi possa guarirlo, aiutandolo a capire il suo ultimo scopo. Poi scopri che è il Cristo di sempre, visto (o meglio che si vede) in una prospettiva diversa da quella narrata agli evangelisti: a tratti lo senti prossimo, angosciato dai tuoi stessi problemi, a tratti lo scopri Dio nella sua incommensurabile potenza.
La novità sta in alcune sottili argomentazioni logiche e filosofiche che, nel concetto magico nel quale sono inserite, si confondono con una narrazione che tale non è. Si tratta, in buona sostanza, di un tentativo di dimostrazione dell'estrema fragilità dell'uomo di fronte al divino. Si tratta del voler dar corpo e giustificazioni all'operato di Dio rendendolo comprensibile. Eppure, al cospetto di personaggi come l'ammalata di lebbra senza piaghe, che attua la sua sottilissima vendetta traendo spunto da una parabola di Cristo, non si può che restare profondamente turbati. Non per il comportamento della donna "miracolata" ma per la "condizione" della guarigione, funzionale ad una vendetta di perfidia infinita, suggerita proprio da Gesù...
Coinvolge la delicata poesia del colloquio di Cristo col Signore delle Mosche attraverso la quale, Carpi, dà al lettore un'alta misura dell'amore di questo Dio contraddittorio, verso tutti gli uomini. Il destino di Lazzaro, risuscitato e subito dopo suicida è un vero incubo che diventa parossismo quando, molte pagine dopo, il suo cadavere viene ritrovato nelle reti di Pietro. Mentre i più moderni esegeti del Vangelo di Giovanni affermano che l'episodio della risurrezione di Lazzaro è solo "un segno" nella narrazione Giovannea (è soltanto Cristo il primo nato dei morti) Carpi ci offre una metafora di non facile comprensione che riassume l'inutilità del prodigio rispetto all'eterna validità della Parola.
In tutto il libro vi sono momenti che ti costringono a pensare a cose che avresti preferito lasciare in sospeso: la sessualità di Maria e Giuseppe ad esempio. Il disfacimento dei rapporti familiari che cancella d'un subito tutta l'iconografia della Sacra Famiglia, della mansuetudine di Giuseppe, del bastone gigliato eccetera.
Quante volte lo smarrimento mi ha impedito di proseguire nella lettura?
Tante e, soprattutto, nel capitolo dedicato all'Annunciazione. Per una sorta di analogia mi sono visto costretto a pensare alla sessualità dei miei genitori che, per quanto naturalissima, ha per me, sempre rappresentato un tabù.
Quante volte, invece, la poesia di cui alcune pagine sono stracolme m'ha indotto a rileggerle per meglio gustare l'armonia delle parole utilizzate per descrivere situazioni, al solito, incredibilmente complesse? Una fra tutte non sarà più possibile dimenticarla: il colloquio di Satana con Cristo, immaginato dall'Autore, che è permeato di una rassegnazione dell'Avversario che ha del meraviglioso (in quanto simile alla rassegnazione dello stesso Cristo che sa che dovrà sacrificarsi : «Io combatto contro di te già sapendo d'aver perso». Le argomentazioni che seguono le scambi per bestemmie, di primo acchito e, invece, poi t'accorgi che sono serie e reali e che ti spronano a pensare fino a farti venire il mal di testa: «Io», afferma Satana, «sono la mano sinistra di Dio!.... Io e gli altri angeli caduti non vogliamo più recitare questa parte.... liberaci dalla nostra stolta schiavitù...uccidici!» e la risposta di Cristo è quasi di condivisione: «No, Lucifero, perchè tu devi vivere, essere nell'ombra del Padre di cui sei figlio».
Angustia l'apparente bisogno di magia da parte di Gesù. Cosa rappresenta quella pietra dalle sette facce? Quasi un globo da zingara. Perchè Mosè riesce a mettersi in comunicazione col Signore utilizzando i misteri magici dei Sacerdoti Egizi? Perchè immaginare una soluzione al problema dell'Arca dell'Alleanza scomparsa dal Tempio di Salomone? Perchè trovare giustificazioni a Caino e a Giuda? Perchè santificare Barabba, la Maddalena e Salomè? Quale ragione spinge il Battista verso un amore disperato per la donna che detesta e che sa colma d'ignominia? In altre parole: perchè sminuire il Divino ed esaltare l'istinto?
Queste e moltissime altre domande pone la lettura del libro di Carpi. Un libro che susciterà dibattito se, chi s'appresta a leggerlo, riesce a proseguire nella lettura non per fascinazione ma per voglia di capire. Certamente le problematiche che pone sono concrete e le riflessioni che suscita spronano ad una più attenta rilettura del Vangelo. Niente a che spartire con le affascinanti farneticazioni di Peter Kolosimo, tutto da spartire, invece, con le nostre turbe adolescenziali riferite ad una Divinità cannibale e crudele, idiosincrasica, che fagocita tutti i miti dell'Universo e si placa soltanto di fronte alla dimostrazione del coraggio del figlio che rinuncia (in una lacrima d'eternità) alla sua divinità per autogenerarsi come Uomo. E, come tale, darsi "in pasto a Pluto" per amore di tutto il genere umano.

Benito Ciarlo





La risposta di Pier Carpi

Pochissimi testi mi hanno aperto il cuore e colpito nell'anima come quello di Benito Ciarlo, che ha capito, amato e vissuto il mio romanzo «Gesù contro Cristo», facendo delle osservazioni e traendo delle conclusioni, sul piano teologico, poetico e morale, di rara efficacia. Grazie, Benito Ciarlo, mi hai dato la gioia di sentirmi capito come scrittore e come uomo. Per rispondere a tutte le considerazioni, dovrei scrivere un altro libro: ma l'esempio di Ciarlo dovrebbe essere seguito da critici cattolici, stampa cattolica, librerie cattoliche che sabotano il mio libro senza leggerlo, basandosi solo sul titolo.
Voglio raccogliere alcuni dei punti toccati da Ciarlo, tralasciando quelli di elogio, che ho molto gradito, ma preferendo quelli del dubbio. È l'Uomo Gesù che vince, e la sua realtà, tra tante sofferenze, malattie, paure, è per questo mille volte più grande ed esalta il sacrificio immenso del Dio. Giusta l'osservazione sulla problematica di Paolo VI: nel mio libro Satana è una presenza inquietante e costante, che tenta in tutti i modi di impedire all'Uomo Gesù di compiere il destino che egli stesso si è dato, per amore dell'umanità.
Mi spiace di aver dato l'impressione che gesti e miracoli di Gesù non siano tali, ma semplice suggestione. Io credo al Gesù dei miracoli, scintille della fede sposata al divino. La parabola che spinge l'ammalata di lebbra, che resta tale, tranne che nell'aspetto, è misura di giustizia: Gesù non distrugge il fico che non dà più fichi? Non è motivo egli stesso di scandalo, quando dice di essere venuto a portare la guerra e non la pace, che intende mettere i padri contro i figli?
Non cerco di penetrare il mistero di Dio, ma del Figlio dell'Uomo. In quanto a Lazzaro, mi sono rifatto alla frase evangelica: «Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti». È Cristo infatti il primo a vincere la morte, secondo la verità giovannita.
Una frase mi colpisce a fondo, perché comprende l'essenza del libro e la mia stessa condizione spirituale: «l'inutilità del prodigio rispetto all'eterna verità della Parola». Sì, la Parola è il Tutto. Distruggo il mito della Sacra Famiglia, ma lo ricostruisco alla fine, quando Giuseppe capisce Gesù. La sessualità di Maria dobbiamo comprenderla per accettarla nei suoi valori più alti, contro la sua mercificazione. È vero, Satana vuole essere ucciso perché si sente inutile, assieme agli dèi falsi e bugiardi. La pietra dalle sette facce è un oggetto sacro come il Graal, che finirà a Giovanni, che se ne servirà per scrivere l'Apocalisse. Mosè usa il suo potere per arrivare al vero Dio, al suo e nostro Dio. Giuda non lo riabilito, ma ne giustifico le scelte, fatte per amore e non per mero tradimento. Amo soprattutto Pilato, la Maddalena e Salomè. In quanto a Caino, il Sgnore dice: «Guai a chi tocca Caino».
Avrei molto da dire ancora ma non mancherà l'occasione.
Grazie, amico Benito Ciarlo.



http://www.simonel.com/speciali/gesu1.html

giovedì 29 gennaio 2009

LA MORTE DEL CANTANTE CALABRESE MINO REITANO CI HA FATTO COMMUOVERE

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

LA MORTE DEL CANTANTE CALABRESE MINO REITANO CI HA FATTO COMMUOVERE

Abbiamo pubblicato articoli sulla sua dolorosa fine.
Ecco che un certo Lorenzo De Angelis ci ha scritto, che Mino Reitano ha fatto un film
blasfemo dove interpretava un uomo, un giovane ignorante che per denaro doveva scoprire prove
sull'esistenza di Gesù, e alla fine scopre che Gesù Cristo è proprio lui, si lui peccatore, ignorante e amante
del denaro e della speculazione, e la sua amichetta ex-prostituta sarebbe Maria Maddalena.
La cosa peggiore scrive Lorenzo è che siccome il film fu accettato dalla chiesa cattolica,
Mino bonaccione come era non ha capio che era una bestemmia e non si è potuto pentire.
Ma preghiamo il Signore che lo perdoni, poichè sappiamo che ha agito per ignoranza.
La colpa non è di Mino, e nemmeno molto della Massoneria, ma della chiesa cattolica
che ormai è solo una guida cieca.

http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

mercoledì 28 gennaio 2009

POVERO CRISTO UN FILM BLASFEMO ACCETTATO DALLA CHIESA CATTOLICA

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

POVERO CRISTO

IN OCCASIONE DELLA SCOMPARSA DI MINO REITANO
HABBIAMO SCOPERTO CHE AVEVA PRESO PARTE IN UN FILM BLASFEMO IL 1975.
Il film si intitola "Povero Cristo"
Mino Reitano interpreta la parte di Gesù, un Gesù totalmente blasfemo.
Ecco la trama in sintesi;

Trama del film POVERO CRISTO:
Stanco del tipo di lavoro e della miseria del proprio paese il non ancora trentenne Giorgio Cavero raggiunge la città ove vorrebbe iniziare l'attività di detective privato se non lo diffidasse il commissario di polizia. Una notte, tuttavia gli si presenta un signore sconosciuto che, datogli un anticipo, gli promette cento milioni se entro due mesi gli fornirà la prova dell'esistenza di Gesù Cristo. Il ragazzo ci si mette di buzzo buono, ma non sa da che parte cominciare e che cosa esattamente cercare. Mara, una compaesana datasi alla prostituzione, lascia il marciapiede e lo aiuta a inutili ricerche tra le ex colleghe e tra i passanti. Nulle sono anche le ricerche presso gli amici della "corte dei miracoli"", presso una biblioteca nel bel mezzo di un carnevale o nei templi dell'arte e della bellezza. Con le mani vuote allo scadere del tempo fissato, Giorgio ritrova il committente presso una chiesa: dallo stesso viene pagato perché la missione è compiuta e viene invitato a entrate nella Chiesa per prendere coscienza della scoperta fatta. All'interno del tempio tutti i personaggi conosciuti riappaiono trasfigurati in personaggi evangelici: Giorgio ha trovato il Cristo in se stesso e in se stesso ne compie la passione.

Quindi un uomo peccatore e ignorante, scopre di essere Gesù, e perfino viene ricrocifisso, quindi ogni uomo è Gesù, è Dio,
Ma Gesù quello vero è assiso alla destra del Padre nell'alto dei cieli, poi Gesù è morto una volta per sempre, e tornerà sulla terra non con una reincarnazione,
ma sulle nubi del cielo a fare il Giudizio Universale.
Questo film è tratto dal romanzo omonimo di Pier Carpi, vediamo che già allora nel 1975 già regnava la New-Age.
La cosa più assurda è che il film è stato accettato dalla chiesa cattolica, quindi una chiesa già falsa !

Il film secondo il Centro Cattolico: "Ottimo per dibattiti, il film merita interessamento anche da parte di spettatori adolescenti e adulti.

Il regista del film è Pier Carpi, fumettista dell'Horror, il suo nome è stato ritrovato negli elenchi della P2.
Pier Carpi è marito di Franca Bigliardi, autrice del romanzo blasfemo "Il Ventre di Maria", da cui il regista Memè Perlini
ha tratto il racconto per l'omonimo film.

Ecco allora la P2, quindi la Massoneria ha legami con tutti questi film blasfemi contro Gesù e il Vangelo.

http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

venerdì 2 gennaio 2009

IL VATICANO CONTRO MARIA MADRE DI GESU'

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

DA UN PO' DI TEMPO IL VATICANO STA CERCANDO DI DISTRUGGERE LA FIGURA DELLA MADRE DI GESU'
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Vediamo che per distruggere la figura di Maria il Vaticanon usa i mezzi più idonei nel mondo attuale;
i media e particolarmente films e opere teatrali, i libri non li legge nessuno.

Ultimamente il Vaticano patrocinia il Musical " Maria di Nazaret una storia che continua " di M.Pia Liotta (1)

Al Centro Anti-Blasfemia abbiamo scritto verso Agosto di questo Musical " Maria di Nazaret un storia che continua "
sulla Madonna che era stato presentato in Vaticano ed il Vaticano lo aveva sostenuto, noi siamo diventati tristi,

perché i Musical dissacrano i Santi, li fanno cantare e quindi apparire degli imbecilli senza nessuna santità.
Ancora non eravamo a conoscenza del peggio, ecco che dei nostri membri Daniele Ascarelli e Martino Gerber,
sono stati a Roma recentemente per visitare dei loro amici e per incontrare degli studiosi biblisti americani che si
trovano a Roma, per casualità si sono trovati alla casa di Maria teatro tenda presso cinecittà, dove fanno
questo Musical, e quindi hanno visto questo spettacolo blasfemo, non potevano crederci, e perfino volevano
andare fuori a non vedere, ecco che una cantante ballerina calabrese Alma Manara figlia della M.P.Liotta
la regista e inventrice di queste bestemmie, interpreta Maria la Madre di Gesù, danzava, volteggiava, faceva salti accrobatici,
era anche sostenuta in aria con una mano,
poi cadeva sul corpo del ballerino che interpretava Giuseppe e mimava, un rapporto sessuale, ora questi balletti
scandalizzano quando sono fatti su persone normali, sono troppo osceni, figuriamoci se rappresentano Maria e Giusppe.
Ancora potrei continuare con la danza, ma è meglio raccontere il resto, in questo Musical Maria non ha nessuna grazia,
nessuna santità, è volgare, civetta, disinibita, fa la fornaia, una donna matura che lavora, grezza e popolana,
incontra gente e anche uomini, uomini che ne vogliono aprofittare, ecco che c'è un uomo che sta con lei,
perfino nella sua stanza da letto, la invoglia a fare sesso, lei ha desideri , vorrebbe,ma poi si trattiene.
Questo losco individuo è Barabba. Lasciamo il racconto che contiene altre bestemmie, un Gesù troppo
umano soggetto a sua Madre più del dovuto e tante altre cose.
Vogliamo spiegare un punto fondamentale, nei Vangeli ufficiali ed apocrifi, Maria quando incontra l'Arcangelo Gabriele,
è ancora Bambina, ben protetta e custodita, piena di virtù, il Signore è con lei, quindi è una bimba
diversa da
tutte le altre, perché piena di Santità, ora nei Vangeli ufficiali, Maria sebbene sia promessa a Giuseppe,
lo conoce solo di vista, così era uso allora con i matrimoni combinati. Dichiara in Luca " Non conosco uomo"
Ora devi sapere che Giuseppe avvertito in sogno che Maria è gravida per opera dello Spirito Santo, crede
sì ma conosce anche l'innocenza di Maria. Se invece Maria fosse la donna di mondo del Musical,
Giuseppe non l'avtrebbe creduta sincera, e avrebbe pensato che il bimbo fosse figlio di Barabba trafficante d'armi,
o altro losco individuo, i massoni cercano di ufficializzare che Gesù è nato da un soldato romano
come è scritto nel Talmud e Toledot Yeshua.
Con questi Musical e i films blasfemi voglio lavare il cervello ai cattolici.

Daniele e Martino sono di origine ebraica e biblisti, conoscono bene la storia d'Israele, e sanno che Barabba
era un brigante assassino, liberato in cambio di Gesù, ed aveva la sua età, un giovanotto, che mai
avrebbe potuto conoscere Maria bambina chiusa e protetta in casa, protetta anche dal Signore.

Come inventano storie così cattive per distruggere i Vangeli, Gesù e Maria ?

Comunque se il Musical fosse fatto da atei, pazienza, ne fanno tanti di opere blafeme.
Ma questo Musical è patrocinato dalle più alte cariche Vaticane, che vogliono diffonderlo,
anche in tutte le chiese. La prima si è svolta il Vaticano con grande successo,
poi con aiuti dall'alto queti commedianti bestemmiatori hanno ottenuto spazio a Cinecittà,
restano in questo teatro tenda fino a Maggio, poi vanno in tourné,
ora per sembrare vei cattolici fanno anche la mensa ai poveri, un vero complotto contro la Madonna.
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NON E' LA PRIMA VOLTA DEL VATICANO CONTRO LA VERA FIGURA DI MARIA CHE LA CHIESA HA CUSTODITO PER 2000 ANNI.

ECCO IL NATALE 2006 IL VATICANO APPOGGIAVA IL FILM NATIVITY DI C.HARDWIKE (1)

La chiesa cattolica da una parte si appoggia sui dogmi mariani, ma ultimamente li sta distruggendo approvando certi film blasfemi.
Il film Nativity, sostenuto dalla Chiesa Cattolica e Vaticano, ci mostra una Maria che fa un parto moderno, suo marito estrae il bambino Gesù che sta per nascere,
insanguinandosi le mani. Maria sente forti dolori, quindi questo spettacolo blasfemo del parto annulla la verginità post-partu.
Nel film ci sono altre falsità, come quella in cui gli abitanti di Nazaret criticano Maria e Giuseppe, perché lei è in attesa prima di vivere insieme,
invece dai Vangeli sappiamo che di questo mistero nessuno sapeva nulla, tranne Maria e i suoi famigiari e Giuseppe suo fidanzato.
In una scena Maria cade nel fiume, c'è un serpente, roba da matti, quando dai Vangeli sappiamo che Maria era protetta dall'Altissimo.
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Nello stesso anno 2006 il Vaticano dona l'autorizzzione pr la miniserie di Canale5 : " LA SACRA FAMIGLIA" (3)

La Sacra Famiglia. Il film per la tv è stato diretto da Raffaele Mertes ed interpretato da Alessandro Gassman nella parte di Giuseppe,
da Ana Caterina Morariu in quella di Maria, da Brando Pacitto in quella di Gesù bambino e da Franco Nero in quello di Zaccaria, padre di Giovanni il Battista.

La miniserie; " La Sacra Famiglia"di raffaele Mertes, di Canale 5, approvata dal Vaticano, fa vedere una famiglia perversa.

Maria, donna libera, scappa per convivere con un uomo, Giuseppe che è agnostico e crede che Gesù è figlio di un soldato romano.

Giacomo figlio di Giuseppe, vuole Maria, non riuscendosi con le buone,cerca di violentarla,con molta violenza,sbattendola tante

volte contro una parete ,questo Giacomo nel film così maniaco e perverso, sarebbe il S.Giacomo il Giusto,

fratello del Signore, morto martire, e Santo davvero, da una vita piena di preghiere e da una grande castità, morendo vergine.

Nella miniserie, Giuseppe e Maria si amano e fanno l'amore. Gesù non si capisce cosa sia,

da bambino sta per annegare nel fiume, poi ancora bambino amoreggia con la sua fidanzatina, Maria Maddalena.

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L'APPROVAZIONE DEL VATICANO PER QUESTE OPERE BLASFEME

(1) I testi del Musical " MARIA DI NAZARET UNA STORIA CHE CONTINUA ";
sono stati visionati ed accettati dal mariologo Padre Stefano De Fiores e don Antonio Tarzia direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo.
Il Musical è patrocinato dal Vaticano; con sostenitori entusiasti e patricinatori: il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, i Pontifici Consigli delle Comunicazioni sociali e della Cultura
e il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Claudio Maria Gelli. Qindi le autorità Vaticane approvano la dissacrazione della S.S. V.Maria.
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(2) FILM NATIVITY
CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 17 novembre 2006 (ZENIT.org).- Domenica 26 novembre avrà luogo in Vaticano la presentazione mondiale del film “The Nativity Story”.

Tra le settemila persone che assisteranno alla proiezione nell’Aula Paolo VI ci saranno la regista del film, Catherine Hardwicke, gli attori Shohreh Aghdashloo e Oscar Isaac, i produttori Marty Bowen e Wyck Godfrey e lo sceneggiatore Mike Rich.

La proiezione del film, prodotto dalla New Line Cinema, sarà preceduta dalla lettura di un brano del Vangelo e da una preghiera scritta da monsignor Angelo Comastri, Vicario generale del Papa per lo Stato della Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano.

L’Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, pronuncerà un discorso di presentazione.

L’evento servirà per raccogliere fondi per la costruzione di una scuola nella città israeliana di Mughar – la cui popolazione è formata da cristiani, musulmani e drusi –, a 40 chilometri da Nazareth.

“The Nativity Story” racconta dell’anno di vita di Maria culminato con la nascita di Gesù, della visita dei pastori e dei Magi, della stage degli innocenti da parte di Erode e della fuga di Giuseppe e Maria con il Bambino in Egitto.

Secondo Peter Malone, critico cinematografico di Signis, la World Catholic Association for Comunication, la pellicola è interessante sia per i cristiani che per i non cristiani.

“La sceneggiatura è ben radicata nei testi biblici, sia nell’eredità dell’Antico Testamento che nel testo e nello spirito delle narrazioni evangeliche dell’infanzia”, ha affermato.

“Questo dà al film un vantaggio sulle narrazioni che limitano la prospettiva a una lettura letterale dei testi e si basano su tradizioni di pietà per la presentazione visiva”, ha osservato.

“E’ stato anche notato che la sceneggiatura offre un importante background storico per comprendere la Palestina dell’epoca e come i personaggi siano stati influenzati dal loro ambiente e dall’oppressione delle autorità”, ha spiegato Malone.

“Il successo de ‘La Passione di Cristo’ e il fatto di aver compreso che esiste un pubblico per questo tipo di film religiosi è stato un incoraggiamento”, ha quindi osservato il critico.

“Il film interesserà il pubblico cristiano, che dovrebbe apprezzarlo – con la speranza che lo apprezzeranno anche i non cristiani”, ha concluso Malone.

La pellicola verrà presentata in numerosi Paesi il 1° dicembre.


http://www.zenit.org/article-9872?l=italian

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(3) MINISERIE LASACRA FAMILIA
«Una scelta 'coraggiosa, ai limiti del temerario', dice ancora Barbieri, se è vero che - come spiega la produttrice Lorraine de Selle du Real – la famiglia reale giordana ha chiesto una lettera ufficiale di autorizzazione al Vaticano: non volevano essere il primo Paese musulmano a fare un film anticristiano, tanto più perché siamo arrivati laggiù subito dopo il polverone sollevato dalle vignette su Maometto'.
Quella lettera, firmata da monsignor John Patrick Foley, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, è arrivata, e la produttrice ne mostra una copia, da cui legge testualmente: 'Il fatto che la storia si basi principalmente sui Vangeli apocrifi non sembra motivo di preoccupazione, visto che anche The Passion di Mel Gibson si rifaceva ai Vangeli apocrifi. (Mel Gibson si è basato per il suo film non sui Vangeli apocrifi, bensi' sui 4 Vangeli e sulle rivelazioni della Beata Caterina Emmerich n.d.e.)
Il Consiglio ha preso visione del copione e la lettura non ha evidenziato elementi offensivi verso il sentimento religioso cristiano'. Parole che rafforzano la serenità di De Rita, che si è avvalso anche di consulenti cattolici: 'Abbiamo cercato di toccare il sacro facendo noi stessi un percorso di fede', dice l'autore, che ha anche curato la sceneggiatura con Luigi Spagnol e Maria Grazia Saccà.
'La fonte sono sostanzialmente i Vangeli apocrifi, in particolare quelli dell'infanzia di Gesù.
Poco è inventato, e comunque è nato dall'approfondimento di quelle testimonianze.
L'interrogativo di partenza è stato: come si comportano un padre e una madre davanti a un figlio che è Dio? Resta una domanda vera, anche se forse abbiamo sbagliato le risposte'.
'Speriamo che su di noi non si abbattano i fulmini', scherza il regista Mertes» (a firma di Ester Barcella).

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1630¶metro=


http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

venerdì 26 dicembre 2008

CATTOLICI VATICANO CONTRO LA MADRE DI GESU'

MUSICAL " MARIA DI NAZARET UNA STORIA CHE CONTINUA..... " DI M.P.LIOTTA OVVERO
IL COMPLOTTO CATTOLICO CONTRO MARIA SANTISSIMA COLEI CHE HA PORTATO IN GREMBO L'ALTISSIMO DIO ONNIPOTENTE.

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

I CATTOLICI VATICANO COMPRESO SONO CONTRO LA SANTA VERINE MARIA E LE HANNO FATTO UN MUSICAL BLASFEMO

In questo musical vedrete la S.V.Maria come mai l'avete vista, non solo canta ma fa danza classica-moderna
e perfino mima i rapporti sessuali con Giuseppe e fa salti accrobatici.
Non è tutto Maria non è la candida e pura fanciullina dei Vangeli piena di grazie, e protetta dall'Altissimo,
no, è una fornaia di Nazaret che è coinvolta con Barabba un trafficante d'armi che la vuole sedurre.
Ultimamente Barabba lo troviamo spesso in racconti, e romanzi ed eresie, ma qui è davvero fuori luogo.
Quindi Maria secondo Maria Pia Liotta è una donna profana e popolana senza purezza.
I testi del Musical sono stati visionati ed accettati dal mariologo Padre Stefano De Fiores e don Antonio Tarzia direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo.
Il Musical è patrocinato dal Vaticano; con sostenitori entusiasti e patricinatori: il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, i Pontifici Consigli delle Comunicazioni sociali e della Cultura
e il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Claudio Maria Gelli. Qindi le autorità Vaticane approvano la dissacrazione della S.S. V.Maria.
Ormai è chiaro a tutti che in Vaticano regna Satana.
Noi credenti non abbiamo bisogno di Musical falsi blasfemi, per conoscere la S.V.Maria ci bastano i Vangeli veri e sacri.
Domanda e riflessione la S.S.V.Maria tutta pura e santa è daccordo con questo Musical blasfemo,falso e dissacrante su di lei ?
E Gesù cosa ne pensa?



http://groups.google.com:80/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

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MUSICAL MARIA DI NAZARET

Ecco le prime notizie sul musical Maria di Nazareth - Una storia che continua... Lo spettacolo è stato presentato nell'aula Giovanni Paolo II presso la Santa Sede.

L'anteprima mondiale si è già tenuta nell'aula Paolo VI, è la prima volta che il Vaticano patrocina un evento del genere.

L'opera è totalmente dedicata alla figura di Maria, mettendone in risalto la quotidianità, la sua dimensione di donna e madre in primis, ma anche madre di Dio.

Dopo la Divina Commedia, anche la Chiesa ha deciso che il teatro, forma di comunicazione primordiale, può essere una buona forma per evangelizzare e diffondere la Buona Novella...


TITOLO MUSICAL: Maria di Nazareth - Una storia che continua...
ANTEPRIMA MONDIALE: 17 giugno 2008
LUOGO: Aula Paolo VI
ORARIO: 19:30

CAST TECNICO
Ideazione: Maria Pia Liotta
Regia: Maria Pia Liotta
Libretto: Adele Dorothy Ciampa, Maria Pia Liotta
Musiche: Stelvio Cipriani
Coreografia: Salvator Spagnolo
Supervisione coreografica: Luciano Cannito
Scenografia: Antonella Luberti
Costumi: Giuseppe Tramontano
Produzione: AIRAM - Cultura e Comunicazione

ORCHESTRA: Teatro "Francesco Cilea" di Reggio Calabria

CAST ARTISTICO (attori principali)



Maria di Nazareth - Alma Manera (nella foto)
Angelo - Antonello Angiolillo
Diavolo - Marco Gandolfi Vannini
Gesù - Raffaele Latagliata
Giuseppe - Daniele Gatti
Elisabetta - Concetta Ascrizzi
Barabba - Giuseppe Cartellà

SITO UFFICIALE: www.mariadinazarethmusical.com



Audio-intervista a Marco Gandolfi Vannini qui

http://housetv.forumcommunity.net/?t=17236490



“Maria di Nazareth, una storia che continua…”,

Concedendo qualche licenza poetica alle vicende della Vergine, senza snaturare tanto meno svilire le Sacre Scritture, grazie alla supervisione teologica di padre Stefano De Fiores (studioso mariano) e di don Antonio Tarzia (direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo), il profilo che emerge dal velo di tessuto grezzo di questa creatura è quello di una donna chiamata a un grande compito: partorire il figlio di Dio e donarlo per la salvezza dell’umanità come eucaristia del mondo.


Dall’8 dicembre al prossimo 31 maggio a Cinecittà lo spettacolo musicale ispirato alla madre di Gesù
L’annunciazione dell’Angelo, la passione di Gesù e l’ascensione al cielo. Sono i tre momenti cardine del musical Maria di Nazareth - Una storia che continua spettacolo che debutta lunedì 8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione nel teatro tenda «La casa di Maria». Una struttura di 2700 posti appositamente costruita a Cinecittà (via Vincenzo Lamaro) per ospitare, fino al 31 maggio 2009, un musical di richiamo mondiale. Lo spettacolo, prodotto da Airam e musicato dal maestro Stelvio Cipriani, è stato presentato in prima mondiale a giugno nell'Aula Paolo VI della Santa Sede davanti a ottomila persone, e nasce da una suggestione della regista Maria Pia Liotta, (autrice del libretto insieme con Adele Dorothy Ciampa, nonché mamma della protagonista, la cantante attrice Alma Manera) la quale, ispirata dalla figura della Santa Vergine - la donna più famosa della storia dell’umanità, messaggera di pace, speranza e amore - ha pensato di attualizzare la vicenda partendo dalla storia di Maria vista come semplice donna terrena. Prima figlia, poi sposa e infine madre. Concedendo qualche licenza poetica alle vicende della Vergine, senza snaturare tanto meno svilire le Sacre Scritture, grazie alla supervisione teologica di padre Stefano De Fiores (studioso mariano) e di don Antonio Tarzia (direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo), il profilo che emerge dal velo di tessuto grezzo di questa creatura è quello di una donna chiamata a un grande compito: partorire il figlio di Dio e donarlo per la salvezza dell’umanità come eucaristia del mondo.
Un semplice cono di luce, un segmento di voce, proiezione di filmati e scenografie imponenti. Dosando questi ingredienti alla spiritualità del libretto, il musical prova a mantenere in equilibrio l’umanizzazione di Maria con la grandezza del suo mistero. Per la prima volta su un palcoscenico la protagonista infatti è Maria di Nazareth, interprete «umanizzata» della storia su cui si fonda il Cristianesimo: Maria la bella fornaia ebrea che impasta il pane, che respinge le avance del diabolico Barabba (un venditore di armi) e si innamora del mite Giuseppe. Nel ruolo di colei che accetta benedicente la volontà di Dio e partorisce il Salvatore consapevole della gravità e dell’importanza del suo compito, c’è Alma Manera, voce intensa e forte presenza scenica. Con lei, protagonista con Carla Fracci nel 2005 in Nozze di sangue di Garcia Lorca, regia di Beppe Menegatti, c’è un cast di 40 giovani attori e 12 ballerini coordinati da Luciano Cannito.
Suggestive le scenografie, che riproducono i luoghi in cui Maria ha vissuto - dal cortile di casa di Anna e Gioacchino, dove da bimba Maria assiste alla preparazione del pane per la celebrazione del Kiddush, al Tempio in cui Gesù adulto entra per insegnare le Scritture - e un plauso ai costumi, riprodotti con attenzione filologica da Rosanna Grassia, e all’immagine grafica di Maria affidata allo scultore Silvio Amelio.

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Un’idea audace, complessa, carica di responsabilità. “Che non mi ha fatto dormire la notte” confessa la regista Maria Pia Liotta, con la voce emozionata. Già, perché portare sul palcoscenico la donna più famosa del mondo, madre di Gesù e simbolo stesso della fede cattolica, non è cosa facile. Tanto più se la scelta artistica ricade sul genere del musical, e la protagonista femminile incaricata di interpretare l’augusto ruolo splende nella sua femminilità di donna del sud.

Eppure tra i più incoraggianti sostenitori di questa missione artistica ci sono proprio gli ambienti vaticani, che hanno ospitato l’anteprima mondiale di “Maria di Nazareth, la storia continua…” lo scorso 17 giugno nella sala Paolo VI. E non solo si dicono entusiasti, appoggiando con convinzione il progetto, ma sono tra gli alti patrocinatori della produzione artistica, che ha visto coinvolti, tra gli altri, il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, e i Pontifici Consigli delle Comunicazioni sociali e della Cultura.

Dello stesso avviso anche il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Claudio Maria Gelli, che ha ricordato come questo musical ben rappresenti la storia che continua “perché Maria è una realtà, una persona che ci accompagna nella vita, e una donna che cammina al nostro fianco con le movenze e le problematiche di una donna del nostro tempo. Auguro allo spettacolo un grande successo – ha aggiunto –e andiamo avanti con fiducia e profonda gioia”

E per essere certi di non sbagliare, regia, produzione e attori in scena si sono avvalsi di un contributo speciale: quello di padre Stefano De Fiores, teologo e fra i massimi esperti in Italia di mariologia, intervenuto anche lui con emozione alla presentazione di stamani. E che ha assistito, passo dopo passo, ad ogni fase di sviluppo del musical, per accertarsi che la creazione non prendesse il sopravvento o, per usare le sue stesse parole, “perché l’umanizzazione resa di Maria non la spogliasse del suo mistero”, come è giusto che sia per ogni soggetto di culto.
Il progetto, frutto dell’incontro tra la regista Maria Pia Liotta (che è anche la madre della protagonista, Alma Manera) e Adele Dorothy Ciampa, che insieme a lei ha scritto il libretto, è co-organizzato dal Comune di Roma.
E proprio per la particolarità e l’importanza del tema trattato, il musical non poteva essere presentato su un palco qualsiasi della capitale italiana. È per questa ragione che il debutto a Roma, dove lo spettacolo arriverà in prima nazionale, non solo coinciderà con la festa dell’Immacolata, il prossimo 8 dicembre, ma su un palco costruito su misura per l’occasione. Il Teatro tenda “Casa di Maria”, struttura capace di ospitare 2.700 spettatori all’interno del complesso di Cinecittà. Resterà in programmazione sino a maggio, per partire poi alla volta dei palcoscenici mondiali. Nessuna data certa per il momento ma tanti desideri. Quello che “Maria di Nazareth…la storia continua” giri il mondo “è solo un sogno, ma come dimostra questo musical a volte i sogni si avverano”, ha concluso emozionata la regista.
Cecilia Dalla Negra

Ultimo aggiornamento ( martedì 02 dicembre 2008 ) http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Maria-di-Nazareth-la-storia-continua...-in-arrivo-il-musical-delle-Sacre-Scritture.html

lunedì 22 dicembre 2008

I CATTOLICI INSISTONO A METTERE NEI LORO CONCERTI NATALIZI IL BLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR

CENTRO ANTI-BLASFEMIA

I CATTOLICI INSISTONO A METTERE NEI LORO CONCERTI NATALIZI IL BLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR

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Albano: al teatro Alba Radians è "Christmas Time"


L'evento è promosso dalla Onlus "Giovani per Giovani" e patrocinato dall'assessorato alla Cultura


«Siamo felici – ha dichiarato Massimo Laoreti, consigliere comunale – di poter ospitare iniziative che esaltano l'alto valore della solidarietà. Sostenere chi si adopera per dare una mano a chi soffre e farlo con il cuore aiuta a vivere meglio e a riscoprire i sapori autentici della vita. E questo certo non deve accadere solo a Natale»




(Albano Laziale - Appuntamenti) - Chrtistmas time ad Albano, con gli "Over the Cover" in concerto al teatro Alba Radians, martedì 23 dicembre alle 21. Melodie natalizie e musica dal vivo per riscoprire i più famosi ever greeen del pop internazionale. Promosso dalla Onlus "Giovani per Giovani", patrocinato dall'assessorato alla Cultura, a cura di Massimo Laoreti consigliere del comune, il concerto a scopo benefico farà viaggiare il pubblico sulle ali della musica attraverso una calibrata miscela di brani musicali e uno spettacolo effervescente, vestito delle tinte calde della festa. Diciotto gloriosi successi nel repertorio proposto dalla band che, sulle note di Silent Night, Jesus Christ Superstar e On happy Day danno il benvenuto al Natale.

«Il concerto – ha dichiarato padre Luca Cau presidente dell'associazione – che proponiamo in replica anche nella capitale, ha lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai progetti della nostra Onlus. Abbiamo scelto i più grandi artisti della musica internazionale e le più belle canzoni legate al tema o in qualche modo in sintonia con la festa, per riaccendere nel pubblico speranze perdute e la voglia di stare insieme. Il Natale – ha concluso – può essere ancora un tempo genuino nel quale riuscire ad aprire il proprio cuore alla solidarietà nei confronti di chi vive nel disagio e nella povertà».

«Siamo felici – ha dichiarato Massimo Laoreti – di poter ospitare iniziative che esaltano l'alto valore della solidarietà. Sostenere chi si adopera per dare una mano a chi soffre e farlo con il cuore aiuta a vivere meglio e a riscoprire i sapori autentici della vita. E questo certo non deve accadere solo a Natale».


Pubblicato il: 22.12.2008
Redazione




http://www.castellinews.it:80/index.asp?id=1596&act=v&20081222


http://groups.google.com:80/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

sabato 20 dicembre 2008

PERFINO A NATALE LA BANDA S.M.IMMACOLATA CANTA IL BLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR

LA CHIESA CATTOLICA E' LA CHIESA DI SATANA
PERFINO A NATALE LA BANDA S.M.IMMACOLATA CANTA IL BLASFEMO JESUS CHRIST SUPERSTAR NELA PARROCCHIA S.M.IMMACOLATA-VERGOGNA !


A Loano concerto natalizio del Corpo Bandistico S.M. Immacolata

Loano. Lunedì 22 dicembre, a Loano, nella Chiesa Parrocchiale Santa Maria Immacolata si terrà il concerto natalizio del Corpo Bandistico S.M. Immacolata, formazione di oltre cinquanta elementi. La serata, organizzata con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, prenderà il via alle ore 21.00.

A dirigere il concerto sarà il Maestro Valerio Civano, che guiderà il complesso nell’ esecuzione di un repertorio di brani dall’atmosfera natalizia. In programma: “Adeste Fidelis” (tras. Pucci ), “Europa Messe” di Nagel, “Happy Xmas” di J. Lennon, “Yellow Montains”di J. de Haanca, “Canterbury Chorale” di J.Van der Roost, “Jesus Christ Superstar” di Lloyd Webber, “Stille Nacht” di F.X.Gruber.

Il Corpo Bandistico S.M. Immacolata, nato nel 1979, è oggi diretto dal prof. Valerio Civano. Il repertorio della banda di Loano spazia nel genere lirico, sinfonico e moderno. Il complesso ha una Scuola di Musica e organizza Master e Seminari di perfezionamento.

http://www.ivg.it:80/2008/12/20/a-loano-concerto-natalizio-del-corpo-bandistico-s-m-immacolata/